Nostro figlio ha una zecca!!!

    Zecche1EDITORIALE : VITALI...ZZIAMOCI DI GIOVANNI VITALI ROSATI

    Ritorna la primavera, le passeggiate in campagna e nei boschi ed è molto facile trovare una zecca in qualche parte del corpo del nostro bambino, come comportarci? Quando preoccuparci? E quando rivolgerci al nostro Pediatra?

    Che cosa sono le zecche

    Le zecche sono insetti (parenti stretti di ragni, acari e scorpioni) che per completare il loro ciclo vitale hanno bisogno di nutrirsi di sangue. Hanno dimensioni che variano da qualche millimetro a circa 1 centimetro secondo la specie e lo stadio di sviluppo. Il corpo, tondeggiante e il capo, non distinguibile dal corpo, è munito di un apparato boccale (rostro) in grado di penetrare la cute e succhiare il sangue. Possono attaccarsi a diverse specie: dai cani ai cervi, ai caprioli dagli scoiattoli all'uomo L'uomo è solo un ospite occasionale in generale, preferiscono animali selvatici. Appena attaccate sono di piccole dimensioni, poi a seconda della loro specie possono gonfiarsi oppure no. In Italia sono presenti zecche appartenenti sia alla famiglia delle Ixodidae (zecche dure) che a quella delle Argasidae (zecche molli). Le zecche dure, così definite per la presenza di un caratteristico scudo dorsale chitinoso, comprendono, in Italia, 6 generi: Ixodes, Boophilus, Hyalomna, Rhipicephalus, Dermacentor, Haemaphysalis. Le zecche molli, sprovviste di scudo dorsale, sono presenti con due generi: Argas ed Ornithodorus.

    Dove si trovano?

    L’habitat preferito dalle zecche è rappresentato da luoghi ricchi di vegetazione erbosa ed arbustiva, con microclima preferibilmente fresco ed umido, anche se non è raro il loro riscontro in aree con clima decisamente caldo ed asciutto, e con vegetazione più rada. Le zecche non saltano e non volano sulle loro vittime, ma si appostano all’estremità delle piante aspettando il passaggio di un animale o di un uomo. avvertono la presenza di un eventuale ospite e vi si insediano conficcando il loro rostro (apparato boccale) nella cute e cominciando a succhiarne il sangue. Il morso è generalmente indolore perché emettono una sostanza contenente principi anestetici e quindi spesso non ci si accorge subito della puntura.

    Possono essere pericolose?

    La puntura di zecca di per sé non è un problema e tende a passare inosservata perché in genere non provoca né dolore né prurito al limite una piccola infiammazione locale. 
    A volte, però, proprio tramite il morso la zecca può trasmettere all'ospite eventuali microrganismi (batteri o virus) responsabili di varie malattie. Tra le malattie più frequentemente trasmesse dalle zecche nel nostro paese troviamo il morbo di Lyme e l'encefalite da zecche. Altre, come la rickettsiosi o la febbre ricorrente da zecche, sono meno diffuse. 
    Le patologie infettive veicolate da zecche che possono verificarsi nel nostro Paese sono principalmente:

    • l’encefalite da zecca o Tbe (causata da un virus)
    • la malattia di Lyme, causata dal batterio borrelia
    • la rickettsiosi (trasmessa principalmente dalla zecca dei cani)
    • la febbre ricorrente da zecche
    • la tularemia
    • la meningoencefalite da zecche
    • l’ehrlichios

    Ma perché le zecche possano trasmettere una malattia devono essere portatrici del germe responsabile, e non tutte lo sono, inoltre, nel caso della malattia di Lyme, devono rimanere attaccate all'ospite per un tempo sufficiente a garantire il passaggio del batterio, cioè almeno 48 ore. Per questo, se un'eventuale zecca portatrice viene rimossa subito, il rischio di contrarre questa malattia si riduce notevolmente.

    Zecche

    Come evitarla

    • indossare camice a maniche lunghe, coprire le estremità, soprattutto inferiori, con calze o meglio stivali, utilizzare pantaloni lunghi e preferibilmente un cappello
    • evitare di toccare l’erba lungo il margine dei sentieri, non addentrarsi nelle zone in cui l’erba è alta
    • al termine dell’escursione, effettuare un attento esame visivo e tattile della propria pelle, dei propri indumenti e rimuovere le zecche eventualmente presenti. Le zecche tendono a localizzarsi preferibilmente sulla testa, sul collo, dietro le ginocchia, sui fianchi
    • trattare gli animali domestici (cani) con sostanze acaro repellenti prima dell’escursione
    • spazzolare gli indumenti prima di portarli all’interno delle abitazioni
    • Inoltre, in commercio esistono repellenti per insetti e prodotti piretroidi da spruzzare sugli abiti
    • Se individuate sulla pelle, le zecche vanno prontamente rimosse perché la probabilità di contrarre un’infezione è direttamente proporzionale alla durata della permanenza del parassita sull’ospite. Infatti, solo dopo un certo periodo (alcune ore) in cui è saldamente ancorata per alimentarsi, la zecca rigurgita parte del pasto, inoculando nel sangue dell’ospite eventuali patogeni. Bisogna comunque tenere presente che solo una poche zecche sono portatrici di infezione.

    Come la togliamo?

    Cosa non fare:

    • Non utilizzare mai per rimuovere la zecca: alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati, fiammiferi o sigarette per evitare che la sofferenza indotta possa provocare il rigurgito di materiale infetto.

    Cosa fare:

    • Afferrare la zecca con una pinzetta, il più possibile vicino alla superficie della pelle, e rimossa tirando dolcemente cercando di imprimere un leggero movimento di rotazione. Attualmente si possono trovare in commercio degli specifici estrattori che permettono di rimuovere la zecca con un movimento rotatorio
    • massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni
    • disinfettare la cute prima e dopo la rimozione della zecca con un disinfettante non colorato. Dopo l’estrazione della zecca sono indicate la disinfezione della zona (evitando i disinfettanti che colorano la cute, come la tintura di iodio)
    • spesso il rostro rimane all’interno della cute: in questo caso deve essere estratto con un ago sterile
    • distruggere la zecca
    • dopo la rimozione controllare se si è vaccinati per tetano
    • annotare la data di rimozione e osservare la comparsa di eventuali segni di infezione nei successivi 30-40 giorni per individuare la comparsa di eventuali segni e sintomi di infezione
    • rivolgersi al proprio medico curante nel caso si noti un alone rossastro che tende ad allargarsi oppure febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni, ingrossamento dei linfonodi.

     

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