Mio figlio deve fare le vaccinazioni, devo portarlo prima dal pediatra per una visita ?

    Visita Neonato 1217EDITORIALE : CONFORTI....AMOCI A CURA DI GIORGIO CONFORTI

    Linus

     

    Gentile mamma, se le vaccinazioni vengono fatte nello studio del pediatra di famiglia, specie nel primo anno, queste sono abbinate ai bilanci di salute che vengono effettuati in età standard.

    Si controlla lo stato di salute generale del lattante sia per quanto riguarda la crescita, l’alimentazione, lo sviluppo psicomotorio e quanto previsto nel settore della prevenzione.

    Pertanto la o le punture previste dal calendario rientreranno in questa metodica con soddisfazione dell’utenza anche in termini di risparmio di tempo. 
    Per accreditare gli studi del pediatra di famiglia a questa incombenza, la FIMP ha organizzato vari corsi in molte città italiane. 

    FimpPurtroppo in non molte ASL questo è possibile e la grande maggioranza dei bambini vengono vaccinati in igiene pubblica, struttura comunque assai affidabile, cui è devoluta la responsabilità e il controllo della prevenzione di una popolazione, con risultati invidiati anche dall’estero.
    In igiene, il medico che accoglie la mamma non conosce la storia del bambino e perciò deve raccogliere i dati necessari per praticare la vaccinazione in sicurezza.
    Le domande che si sentirà fare sono ormai standardizzate e finalizzate a sapere se il bambino è in buona salute, se ha mai avuto convulsioni, se presenta immunodeficit significativi, se ha avuto collassi in precedenti vaccinazioni o shock allergici, o infine se ha assunto o assume farmaci (cortisone a alte dosi, antineoplastici o iniezioni di immunoglobuline) che rendano l’atto vaccinale inefficace.
    Ovviamente questi casi molti particolari sono noti innanzi tutto al pediatra curante che già può far procrastinare la vaccinazione o emergeranno al colloquio in igiene.
    Incollo sotto una proposta di anamnesi vaccinale che sintetizza quanto si fa in ogni ambito sanitario che si occupa di vaccinazioni.

    AnamnesiAggiungo che le false controindicazioni all’effettuazione di un vaccino sono molteplici e anch’esse vanno inserite in un contesto di sicurezza da un lato, ma anche di efficacia dall’altro, nel senso che ogni rinvio o ritardo immotivato possono essere causa di mancata o deficitaria protezione del bambino, specie se piccolo, verso gravi malattie prevenibili con vaccino.
    Incollo sotto un elenco di false controindicazioni, le più ricorrenti

    FalsiRimane, del suo dubbio, la risposta al quesito “si, ma lo visitano?”:
    In effetti la prima domanda del colloquio pre vaccinale (“il suo bambino sta bene?”) è quanto necessaria quanto pleonastica. Nessun genitore penso porti il bambino a vaccinarsi “se non sta bene”, andrà piuttosto dal pediatra come per qualunque “non star bene”, come non chiamerà il curante “se sta bene”.
    Se ragiona con me, converrà che pesare il bambino, chiedere che dieta faccia, se ha la tosse, guardargli la gola, auscultare il torace, tastare la pancia non ha alcun senso “pre-vaccinale”.
    Badi che la medicina ha al primo posto, da sempre, il “non nuocere” e che il pediatra è sempre molto prudente nell’effettuare terapie, percorsi diagnostici o atti di prevenzione e che l’atto vaccinale abbina efficacia a massima sicurezza possibile.
    Cosa manca? Forse la semplificazione, a noi, pediatri, nell’atto vaccinale (farlo dal pediatra di fiducia) a voi, genitori, nel non richiedere, perché convinti, prestazioni prive di fondamento medico.
    Traduco? Fiducia!
    Esemplifico? ( per i bambini, che vanno sempre coinvolti… ) “batti cinque !!

    Cinque

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