Ostetrica ammalata di morbillo, solo provvedimenti di emergenza o si può ragionare ?

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    La notizia ha fatto il giro dello stivale, tutte le agenzie di stampa hanno fatto da trampolino di lancio per giornali cartacei e online, su facebook è un profluvio di post e commenti. La ASL ha sguinzagliato giustamente i propri investigatori per risalire ai possibili contagiati, donne partorienti e neonati in primis. I neonati venuti a contatto con l'ostetrica rintracciati e invitati settimanalmente a controlli ospedalieri (chissà perché non dal pediatra curante....misteri del decisionismo centralizzante ), ansie, sensi di colpa, chissà se un domani denunce....

    Tutto in parte giusto, tutto in parte prevedibile e auspicabile ma nessuno,dico nessuno, che commenta la cosa meno "emergenziale" plausibile ma razionale: ma perché non si è vaccinata ?
    Perché in Italia, si dice, siam bravini in emergenza, pessimi in progettazione, programmazione e razionalizzazione (se non si tratta di tasse e risorse da tagliare).

    Già,perché non si è,vaccinata ?
    Non certo perché non si sapesse che gira il morbillo in Italia (oltre 4000 casi denunciati, circa 40000 ipotizzati) di cui fonti accessibili a tutti segnalano un 90% di non vaccinati e un 6% con una sola dose, di cui il 10% almeno operatori sanitari (guarda caso....) che l'età media dei colpiti va introno ai 20-30 anni (guarda caso...)  che il tormentone pre estivo e estivo e' stato il decreto sull'obbligo fino a 16 anni con sfilate di politici a pontificare pro e contro  che fra i 10 vaccini eletti a obbligo c'era quello contro il morbillo...insomma il cervello di tanti che lavorano in sanità è  andato in ferie anche lui ?
    Ma non è questo il punto, secondo me è un altro ancora.
    La,professione ostetrica e' frutto di una formazione universitaria autorevole, puntuale e completa secondo quanto anche l'esperienza di Fimp ha toccato,con mano nel 2017 incontrando circa 300 ostetriche in tre eventi formativi a Torino,,Roma e Catania proprio sui temi vaccinali riguardanti la gestazione.
    Si è parlato di influenza, pertosse, rosolia, certo anche di morbillo, spiegando e raccogliendo dubbi e offrendo ulteriori collaborazioni e formazione condivisa pediatri-ostetriche.
    Bene, 300 ostetriche su circa 20000 iscritte all'albo.

    Measles WeeklyReport N23Una goccia nel mare.....
    Ma se è' vero come è vero che la formazione delle ostetriche e' seria, come mai quella specifica nel settore vaccinale non porta a considerare opportuna la PROPRIA vaccinazione come tutela della PROPRIA salute e di quella delle pazienti con cui si opererà?
    Dobbiamo sempre rincorrere l'emergenza? Che fra l'altro costa e non poco?
    Si devono poi stabilire  norme che arrivino all'obbligo vaccinale per i professionisti della salute?
    Sempre così in Italia? Emergenza, legge che obbliga e sanziona ? (Salvo poi chiudere un occhio ...) 
    Si può programmare meglio e prima ?
    Si può intervenire nella formazione consapevole ?
    Perché se la formazione convince sulla utilità della prevenzione vaccinale ne dovrebbe conseguire un atto di prevenzione personale.
    Se non ne consegue, potremmo valutare che il messaggio formativo o non ci sia stato o non sia stato efficace e convincente o che non ne sia derivata una logica sequenza (vaccinarsi).
    Quindi, colleghi universitari delegati (e pagati.....) alla formazione di studenti delle più svariate professioni sanitarie ....che dite ? Ci diamo una smossa ?
    Noi pediatri di famiglia della FIMP siamo pronti a collaborare, a passare da 300 ostetriche formate (a risorse nostre....) alla formazione universitaria e post universitaria più completa possibile.
    Fate un cenno....

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