Vietato ai minori di anni 14. Riflessioni di mezza estate

    Vm14EDITORIALE : VITALI...ZZIAMOCI DI GIOVANNI VITALI ROSATI

    No, no non si tratta di film vietato ai minori, no si tratta dei moderni divieti di accesso a ristoranti, hotel, agriturismi. Una vicenda che fa discutere e che nasce per tutelare il relax degli ospiti senza figli, ma che costituisce un grosso svantaggio per chi invece ha dei ragazzi sotto 14 anni che si vede preclusa la possibilità di accesso.

     Non si può negare; per quanto i bambini possano essere una gioia per gli occhi, non lo sono altrettanto per le orecchie. Un agriturismo (ma è solo per fare un esempio), si è proposto come “una piccola isola di quiete” dove è vietato l’accesso ad animali e bambini. Ovviamente, la notizia non ha lasciato impassibile l‘opinione pubblica, che si è divisa in famiglie oltraggiate e adulti contenti.

    Non si fanno eccezioni: i bambini sotto i 14 anni e gli animali non sono ammessi. Questo divieto però ha una sua ragion d’essere, infatti si dà il caso che sia vigente nel periodo estivo proprio per via della piscina. Il titolare, afferma: “Questo non è un luogo adatto ai più piccoli. I tavolini sono di cristallo e le sedute nel giardino in cemento, mentre in piscina non si può parlare ad alta voce, né correre, né gridare, né giocare a palla. Le persone ci scelgono per rilassarsi e non per essere infastidite da chi, per ovvie ragioni, vuole solo giocare”.

    Con queste parole, vengono respinte le prenotazioni delle famiglie con bambini o animali al seguito, facendo crollare inesorabilmente le recensioni positive su TripAdvisor. Nonostante le pesanti critiche, i gestori  registrano ogni weekend il tutto esaurito, e c’è sempre la coda per entrare in piscina. “Non abbiamo niente contro i bambini, ma al contrario di altre strutture cerchiamo di far rispettare le regole”.

    Inizialmente, l’entrata in piscina e la prenotazione estiva era aperta a tutti, bambini compresi. Il gestore racconta come, anche chi diceva di avere bambini educati, finiva per creare disagio agli altri ospiti dell’agriturismo, rovinando quello che doveva essere un posto di relax per tutti. “Così, una volta che ci siamo avviati e fatti il nome, abbiamo deciso di escludere tutti gli under 14 per tutelare il relax altrui”. Questa politica di esclusione è sempre più popolare in Italia, e riscuote un certo favore.

    Da un inchiesta effettuata dalla Nazione si nota però come la maggior parte dei lettori si schiera dalla parte dei piccoli (Vedi la Nazione 13 agosto di Francesco Carrassi).  Ma analizziamo bene il problema che porta e forse giustifica quanto sta accadendo. Un conto e la naturale vivacità dei bambini, un altro conto è la totale mancanza di educazione. Oggi anche noi pediatri ci rendiamo conto che non è più come una volta, che l’educazione è rimasta un’utopia e un privilegio solo per pochi eletti.

    La maggior parte delle famiglie o non impartisce alcuna educazione o lo fa in modo improprio e inefficace.

    Il dibattito  fa riflettere su quale debba essere il ruolo dei genitori 3.0 e su quale e quanta autorevolezza hanno oggi sui loro figli.

    Si comincia con il dire: - sa dottore, quella medicina che mi ha prescritto, mio figlio non l’ha voluta e noi non gliela abbiamo data! Si continua con il bimbo che viene in ambulatorio mangiando e con il videogioco in mano e non gli viene tolto neppure durante la visita e se noi pediatri obiettiamo: - ma signora non potrebbe far smetter di mangiare e togliere il video al bimbo? Ci viene riposto: - no dottore sennò piange! E si va a finire che con la totale anarchia, assistiamo a branchi di ragazzini che girano di notte fino all’alba schiamazzando e disturbando, senza che i genitori obiettino nulla al loro rientro. Forse è da qui che iniziano i problemi che hanno portato all’uccisione del ragazzo in discoteca in Spagna da parte di un branco di sbandati senza che nessuno abbia mosso un dito per difenderli ma solo per filmare il tutto con l’immancabile telefonino.

    Ma si può andare anche oltre nel notare il profondo malessere che risulta da recenti ricerche nei ragazzi delle scuole medie superiori che dischiarano di star male praticano l’autolesionismo, si drogano, sono facili vittime di situazioni come il “Blue Whale”. 

    La maleducazione è la normalità?

    Oggi i bambini sono educati adeguatamente? O la maleducazione regna sovrana?

    Se tutti i bambini fossero educati adeguatamente non ci sarebbe stata la necessità per gli albergatori di mettere divieti. È un po’ la stessa cosa che ha portato alla Legge dell’obbligo per i vaccini se il buon senso, il rispetto delle competenze, la ricerca delle opportunità di salute, fossero stati predominanti non sarebbe stata necessaria la legge.
    I troppi si ed i troppo pochi no portano a questo, ma anche la mancanza di un buon esempio, la mancanza di quella necessaria, utile, bella, affettuosa autorevolezza. L’autorevolezza viene naturale se si hanno profondi valori e senso di responsabilità.
    Ma oggi stiamo assistendo anche ad una crisi dei valori essenziali, quelli che una volta erano alla base di tutto.
    Non mi è mai piaciuto dire: - una volta era meglio!

    Ma in realtà se non si prendono provvedimenti se non si interviene in qualche modo il trend che sì è iniziato rischia di diventare troppo pericoloso.
    E, come dice giustamente Carrassi: ”gettare la croce sui genitori non mi pare giusto, anche se la responsabilizzazione non può venire meno!”

    No è arrivato il momento di fare il punto della situazione e tutti i soggetti che hanno una responsabilità nella garanzia di una buona crescita dei bambini di oggi si debbano coalizzare per fare in modo omogeneo un percorso di sensibilizzazione al ruolo dei genitori, ruolo che è fondamentale e non delegabile.
    Quindi i pediatri e gli insegnati si devono poter organizzare per dare un messaggio omogeneo alle famiglie attuali ed ai ragazzi delle scuole medie superiori che saranno i genitori di domani.

    Corsi di genitorialità

    Sembra una cosa inutile, sembra quasi una portata in giro, ma in realtà sempre più spesso si nota questa esigenza. Il contatto quotidiano con le famiglie ci fa capire che il ruolo dei pediatri di famiglia di oggi non è più solamente quello della cura e della prevenzione delle malattie, ma deve andare oltre ed  interessarsi di quelle competenze che molti genitori di oggi non hanno, per poterli aiutare a riappropriarsene.

    Il fatto che oggi nelle famiglie non si insegni più l’educazione non si insegnino più i valori, il rispetto, la lealtà, la sincerità, il saper affrontare situazioni più difficili è un problema che va affrontato e del quale dobbiamo occuparci.
    Certamente si tratta di un percorso da non fare da soli, ma coadiuvati dagli insegnati. Quindi le Società dei Pediatri dovrebbero poter collaborare con il MIUR per cercare di dare alcune risposte all’attuale situazione di criticità, che se non affrontata immediatamente rischia di portare tutti noi in una situazione di grave degrado.

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