Recensione del mese

    Recensione Del Mese

    A cura di Fabrizio Fusco, pediatra di famiglia a Valdagno

    LA SOCIETÀ DELLA PSEUDOSCIENZA

    Orientarsi tra buone e cattive spiegazioni

    Giuseppe Tipaldo

    Il Mulino, dicembre 2018. 22 euro

    Quali meccanismi sociali presiedono alla formazione di reazioni allarmate verso gli inceneritori, la Tav in Val di Susa o il Tap in Salento, oppure verso l’olio di palma e le carni rosse? Come vengono promossi comportamenti antiadattivi, che portano molti a rifiutare i vaccini o la chemioterapia e, al contempo, a dare credito a cure alternative prive di supporto scientifico? Dal caso Bonifacio al metodo Di Bella o a quello Stamina, una parte dell’opinione pubblica italiana, istigata da alcuni media e opinion leader a interagire con tutti su qualunque argomento e alla pari, non cessa di subire il fascino delle spiegazioni pseudoscientifiche.

    C’è stato un terremoto di magnitudo massima nell’ultimo decennio: i social media e il web 2.0 hanno scompaginato il nostro modo di pensare ed agire, senza che scienza, politica, media e società creassero degli anticorpi a tutto questo, un valido contrappeso critico e culturale necessari per arginare questa adesione acritica (e anche molto narcisistica: selfie, like, condivisioni e voti on line) che corre sul web e che ci sta travolgendo.

    Tipaldo, sociologo dell’Università di Torino, pone uno sguardo lucido sui motivi che alimentano tali cortocircuiti e insieme ci dà una ottima guida per discernere tra buone e cattive spiegazioni.

    Notevole in particolare il capitolo 7. A partire dall’intuizione di Vladimir Propp, che in suo saggio del 1929 (morfologia della fiaba) individuava nelle pur eterogenee fiabe russe una inattesa coerenza di fondo, anche Tipaldo individua un “canovaccio” comune a tutti i conflitti pseudoscientifici: i giudici che entrano a gamba tesa per far ottenere la cura alle famiglie, un magistrato che scoperchia retroscena inquietanti, la comunità scientifica che avanza fondatissimi dubbi, le autorità sanitarie che prima resistono e poi cedono…il protagonista-eroe ovvero lo pseudoscienziato, gli aiutanti (la magistratura amministrativa ovvero il TAR del Lazio e i media), la principessa (il popolo bue), gli oppositori (gli esperti e i decisori politici) e la lotta senza quartiere delle due fazioni.

    Fortunatamente i conflitti in campo pseudoscientifico che riguardano la medicina hanno sempre un finale che prevede la sconfitta dello pseudo-eroe e quindi forse basta aver pazienza, ma la sua sconfitta non è a costo zero, almeno per il paziente, per la sua famiglia e per la scienza che viene inchiodata da media ed opinione pubblica al ruolo di nemico pubblico numero uno, insieme alla politica. Evviva i bravi sociologi!

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