L’uomo che trema - Andrea Pomella

    Recensione Del Mese

    L’uomo che trema

    Andrea Pomella

    Einaudi, 2018. 18,50 euro

    "L’uomo? È una cosa che trema". L’uomo che ho visto nel mio personale viaggio al termine della notte non trema per paura, né per febbre, né per fragilità. L’uomo trema perché è vivo» Così dice l’autore in una intervista radiofonica.

    Il libro di Pomella è un memoriale sulla depressione, autoanalitico, esplicito, che non richiede al lettore di rispecchiarsi o di immedesimarsi, ma di seguire il racconto della malattia, il racconto di sé che ne fa l’autore.  La cronaca di questa depressione, per certi aspetti, è di ghiaccio, come se solo la distanza tra "sé" e le "cose" potesse permettere di attraversare il deserto della malattia, e emozionare nel profondo il lettore. L’ obiettivo di Pomella non è raccontare la depressione ma la malattia è solo un mezzo e il vero obiettivo è descrivere la realtà attraverso gli occhi di un depresso.

    Il memoir prende l’avvio da un picco depressivo datato  giugno 2017 (anche se l’autore confessa  una frequentazione di lunga durata con la depressione), momento in cui improvvisamente avverte una totale assenza di senso, di significato, una desertificazione della realtà, dei sentimenti, degli affetti;  di fronte a questo  prova un grande spavento ed inizia la narrazione della sua malattia e di come ha superato questo suo picco di depressione maggiore, usando tutte le armi che aveva a disposizione: l’intelligenza, la forza delle parole, la letteratura, l’arte, la musica, l’ironia.

    "Quando ho iniziato a scrivere 'L’uomo che trema' mi sono circondato di opere d’arte, di film, di libri, le piccole coperte con cui cercavo protezione"  racconta Andrea Pomella : sono  i film (da Melancholia di Lars Von Trier a The Tree of Life di Terrence Malick), le canzoni (in particolare quelle di Elliott Smith, morto suicida) e naturalmente le letture (in primis Giuseppe Berto, e le  opere di saggistica di David Foster Wallace) di cui ci parla nel libro.

    La depressione, secondo i calcoli dell’OMS, interessa circa 322 milioni di persone di ogni età ed ogni parte del mondo. Si stimano in circa 800.000 i suicidi ogni anno e questi sono la seconda causa di morte nella fascia di età 15-29 anni. Circa il 2% dei bambini ed il 5% degli adolescenti soffrono di depressione maggiore ed i numeri sono in costante aumento.

    Infine, nel libro, due persone risultano particolarmente importanti nel superamento della depressione (oltre agli antidepressivi!): la moglie Grazia, santa e paziente donna,  ed il figlio Mario di sette anni;  il figlio, che gli chiede spesso “papà, come stai?”, empatico, tranquillo, maturo, con cui Pomella trascorre ore a giocare serenamente con i lego Star War.

    Fabrizio Fusco

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