Sordità e citomegalovirus: dal convegno di Gazzada, buone prospettive per il futuro

    A cura di Giovanni Lenzi, coordinatore Nazionale Gruppo Augiologia

     

    “Da oggi i riflettori sono puntati sul CMV che non avrà più vita facile”. 

    Sintetizza così il risultato del convegno svoltosi sabato 25 gennaio 2019 a Villa Cagnola la dott.ssa Eliana Cristofari, Direttore dell'Audiovestibologia e Responsabile scientifico dell'evento.

    "Il confronto fra i professionisti è stato vivace e ricco di contenuti con conclusioni importanti che saranno raccolte in una pubblicazione scientifica. Per la prima volta si sono riunite in Lombardia 5 società scientifiche: malattie infettive e virologia, pediatria, neonatologia, ginecologia e ostetricia, neuroradiologia e audiologia per illustrare gli aspetti salienti di loro competenza nella gestione delle conseguenze delle infezioni da citomegalovirus (CMV). Gli audiologi, in particolare, provenienti da varie regioni italiane, hanno illustrato le loro esperienze regionali auspicando dei protocolli condivisi a livello nazionale. L’infezione connatale da CMV, infatti, è la seconda causa di sordità nei bambini e costituisce un problema che richiede l’intervento di tutti gli specialisti per ridurne le conseguenze talora gravemente invalidanti. L'auspicio è che la ricerca scientifica possa presto fornire nuove strategie terapeutiche ma soprattutto che si possa arrivare ad un vaccino che prevenga le infezioni da CMV e le loro conseguenze". 

    Il convegno “Sordità e citomegalovirus” ha visto una grande partecipazione, con oltre 170 iscritti e oltre 30 relatori provenienti da tutta Italia. Ad aprire i lavori, il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, il consigliere regionale Emanuele Monti e il Direttore generale dell’ASST dei Sette Laghi, Gianni Bonelli, che hanno sottolineato l'importanza di ottenere informazioni e aggiornamenti utili al fine di creare un’offerta sanitaria ottimale per i bambini colpiti dall’infezione e sperando di essere un traino per altre realtà italiane. 

    I pediatri di famiglia della FIMP hanno dato il loro contributo con le interviste e la relazione sugli “alert“, sottolineando la figura centrale che loro hanno nel meccanismo dello screening e nella diagnosi precoce di danno da Citomegalovirus congenito.

    Il link da l'idea delle dimensioni culturali dell'evento.                                                                                                                                                                 

    https://youtu.be/TpyxX5IQUJg

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