Prove tecniche di resurrezione - Antonio Polito

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    Antonio Polito   

     “Prove tecniche di resurrezione” ovvero “come riprendersi la propria vita”

    Marsilio, 2018. 17 euro

    Dedicato a chi - e fra questi ci sono tanti pediatri - compiuti i sessant’anni, si accinge a vivere il quarto quarto della propria vita. Capita all’improvviso, una mattina, guardandosi allo specchio di vedersi d’improvviso invecchiati, simili a nostro padre (o a nostra madre): è il primo avviso che siamo a “scadenza” e questo ci impone a cambiare, a “risorgere”, per cercare di vivere al meglio e, possibilmente, più felici ed in modo più pieno e consapevole l’ultima parte della nostra vita.

    Polito, vicedirettore del Corriere della Sera, una esperienza come Senatore nella XVa legislatura e scrittore di vari saggi, tra cui “Riprendiamoci i nostri figli”, propone una “resurrezione laica”.

    La morte, nella società moderna è un tabù, mentre nell’800 se ne parlava senza paura. Un antico proverbio popolare del Buthan recita: “per essere davvero felici bisogna contemplare la morte 5 volte al giorno”.

    Ai generali romani portati in trionfo si affiancava uno schiavo che doveva sussurrare ogni tanto memento mori. Per riprendersi la vita bisogna guardare in faccia la morte anziché rimuoverla.

    Tutto passa attraverso l’accettazione del fatto che stiamo invecchiando, senza opporvisi in maniera tutto sommato ridicola ed inutile: chirurgia plastica, fughe in paradisi tropicali, ricerca di compagni/e molto più giovani…finiscono per essere effimeri strumenti e fonte essi stessi di frustrazione. Poiché l’idea è quella di intraprendere un nuovo viaggio, è bene alleggerire il bagaglio: questo è solo uno strumento e non un fine. Il fine deve essere selezionare. Vale per gli oggetti come per i libri. “L’ideale sarebbe prendere una scatola di scarpe e provare a farci stare dentro tutte le cose che veramente vale la pena conservare”.

    Un'altra prova tecnica di resurrezione è quella di “mollare i figli”, aiutarli a prendere il volo, rendendosi finalmente autonomi. Spesso sono uno degli ostacoli per l’agognata pensione e consumano tante delle nostre residue energie.

    “Risorgere” è anche il fondamento di un nuovo altruismo, una opportunità straordinaria di aprire la propria vita agli altri. Questo è anche il messaggio finale del libro: l’importanza del give back, ovvero del dare senza aspettarsi nulla in cambio: la vera felicità consiste nel dare e non nel prendere. Si applica a tutte le attività quotidiane, al rapporto di coppia e a quello con il prossimo. Su questo Platone ha fondato una filosofia e Paolo di Tarso una religione.

    Malgrado il tema trattato, che non solo merita una profonda riflessione ma anche l’abbandono delle nostre istintive difese nei confronti della paura di morire, la lettura risulta agile e piacevolissima, a tratti ironica e briosa, come è nello stile di Polito e come appare nei suoi articoli sul Corriere.

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