Studio: nel 2040 Spagna prima al mondo per la longevità, Italia sesta

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Roma, 18 ottobre 2018 - Nei prossimi 20 anni in quasi tutti i Paesi del mondo assisteremo ad un aumento della vita media. E’ quanto sostiene un nuovo studio, appena pubblicato su “Lancet”, che analizza le principali cause di decesso nel 2040. Secondo le proiezioni tra due decenni la Spagna sarà al primo posto (con 85,8 anni) per aspettativa di vita, surclassando il pur longevo Giappone (85,7 anni). La Cina invece nel 2016 aveva un'aspettativa di 76,3 anni e si è classificata al 68° posto su 195 nazioni. Se gli ultimi trend sanitari continueranno potrebbe raggiungere il 39° posto nel 2040 con un'aspettativa di vita media di 81,9 anni. In Italia, con una vita media di 84,5 anni, si colloca al sesto posto della classifica mondiale, guadagnando una posizione rispetto al 2016. Scorrendo la top ten del 2040, troviamo sul terzo gradino del podio Singapore (con 85,4 anni), seguono Svizzera (85,2) e Portogallo (84,5). Dopo l'Italia c'è Israele (84,4 anni), all'ottavo posto la Francia (84,3), poi il Lussemburgo (84,1) e l'Australia (84,1). Gli Stati Uniti nel 2016 si erano classificati al 43° posto con una vita media di 78,7 anni, ma nel 2040 l'aspettativa di vita salirà di appena un anno (79,8) tanto che il paese scivolerà al 64° posto. Lo studio prevede inoltre un aumento significativo delle morti per malattie non trasmissibili, tra cui diabete, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), malattia renale cronica e cancro ai polmoni, così come il peggioramento dei problemi legati all'obesità. "Il futuro della salute del mondo non è preordinato, e c'è una vasta gamma di traiettorie possibili", avverte Kyle Foreman, direttore Data Science presso l'Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme) dell'Università di Washington e autore principale dello studio. "Ma se vediamo progressi significativi o una stagnazione, ciò dipende da quanto bene o male i sistemi sanitari affrontano i principali fattori di salute". A segnare il futuro saranno 5 fattori chiave: l'ipertensione, l'alto indice di massa corporea, l'alto livello di zucchero nel sangue, l'uso di tabacco e l'uso di alcool, ha detto Foreman.