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    Studio: lo smog non risparmia neppure la placenta

    Roma, 19 settembre 2018 – La placenta delle mamme può contenere tracce di smog. È quanto sostengono i ricercatori inglesi che, in uno studio condotto, hanno intercettato minuscole particelle di carbonio. Questi frammenti sono causati dalla combustione dei fossili; gli studiosi hanno quindi trovato nell’inquinamento atmosferico, a cui le mamme sono esposte, la spiegazione. La ricerca è stata presentata a Parigi, al Congresso della European Respiratory Society (Ers), da Norrice Liu, pediatra e ricercatrice clinica, e Lisa Miyashita, ricercatrice post-doc, entrambe nel gruppo di ricerca di Jonathan Grigg alla Queen Mary University di Londra, Regno Unito. Scienziate molto attive sul tema dello smog. Ricerche precedenti, hanno spiegato le esperte, avevano indicato collegamenti tra l'esposizione delle madri incinte all'inquinamento atmosferico e parti prematuri, basso peso alla nascita, mortalità infantile, problemi respiratori infantili. Il nuovo studio si aggiunge alle evidenze esistenti e suggerisce che, quando le donne in gravidanza respirano aria inquinata, le particelle di fuliggine sono in grado di raggiungere la placenta attraverso il flusso sanguigno. "Sappiamo da un po' che l'inquinamento atmosferico influisce sullo sviluppo fetale e può continuare a influenzare i bambini dopo la nascita e per tutta la vita - evidenzia Miyashita -. Eravamo interessati a vedere se questi effetti potessero essere dovuti a particelle di inquinamento che si muovono dai polmoni della madre alla placenta. Fino ad ora, ci sono state pochissime prove del fatto che le particelle inalate entrassero nel sangue dai polmoni".

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