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IL SONNO DEL BAMBINO AI TEMPI DEL COVID-19 (QUESTIONARIO AIMS-FIMP) Alcuni dati preliminari dai questionari raccolti

A cura di Emanuela Malorgio, Gruppo di studio sul Sonno FIMP

 

La FIMP ha promosso nelle settimane scorse un progetto di indagine volto a rilevare tra i genitori le alterazioni del ritmo sonno-veglia che possono essersi manifestate nei loro bambini come conseguenza dei cambiamenti delle abitudini sociali e degli stili di vita quotidiani determinate dalle disposizioni di isolamento a seguito dell’epidemia da COVID-19.

Il progetto nasce da una collaborazione tra l’Associazione Italiana di Medicina del Sonno (AIMS) e la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) ed ha come coordinatori il prof. Oliviero Bruni per AIMS e la dr.ssa Emanuela Malorgio per FIMP.

L’iniziativa ha avuto un grande riscontro tra i pediatri di famiglia italiani e tra i genitori dei loro assistiti ai quali hanno inviato il link al questionario.

Vengono qui riportati solo alcuni dati preliminari, poiché siamo ancora in fase di analisi ed elaborazione degli stessi.

Ad oggi sono stati compilati 5726 questionari, da parte dei genitori di bambini di età da 1 a 18 anni, con una maggiore percentuale per le fasce di età scolare, 6-12 anni e 13-18 anni, che nell’ insieme coprono il 57,2% dei questionari compilati.

Il 45,4 % dei soggetti per cui sono stati compilati i questionari è di sesso femminile, il 54,6% di sesso maschile.

Abbiamo registrato la partecipazione di famiglie di ogni Regione d’Italia, con la compilazione di un numero di questionari molto variabile (da 4 a 1036).

Se consideriamo le Regioni maggiormente coinvolte dalla pandemia (colonne rosse) in queste sono stati compilati 3298 questionari corrispondente al 57,6 % di tutti i questionari.

Le famiglie coinvolte hanno 2 figli nel 52,46%.

In questo periodo il 26.3% delle mamme ha lavorato presso il proprio domicilio, il 32,5% nella sede di lavoro consueta, mentre il 40,9% non ha lavorato. I papà hanno lavorato a casa nel 24,7% dei casi, presso la sede di lavoro nel 53,5% e nel 19,2% non ha lavorato. Sarà interessante verificare se l’assenza del lavoro di entrambi i genitori ha determinato uno slittamento degli orari di addormento serale dei bambini, in conseguenza ad una assenza di orari imposti dal lavoro stesso.

Il 1,8 % dei partecipanti ha dichiarato di aver avuto un convivente positivo per Coronavirus, lo 0.8 % ha preferito non rispondere. Sarà interessante considerare i dati della popolazione venuta personalmente a contatto con l’infezione e verificare, se possibile, se tale situazione ha determinato effetti negativi sulla qualità del sonno dei bambini

Interessanti sono anche i dati relativi alla attività didattica proposta on line dalla scuola. Prima di tutto è da sottolineare come 126 bambini su 1380 (9%) di età compresa tra 1 e 3 anni ha seguito attività proposte dalle maestre del nido, 63 partecipando a incontri-lezioni on line con maestre e compagni, 28 hanno seguito video non interattivi e 35 genitori hanno utilizzato tutorial delle maestre con suggerimenti per effettuare attività didattiche con i propri bambini. Il dato è interessante considerando l’età dei bambini e la necessità da parte dei genitori di avere un supporto esterno per intrattenere i figli.

Parallelamente all’ aumento dell’età aumenta la percentuale di bambini che hanno seguito lezioni on line, salendo al 26% nella scuola materna dove alcune mamme segnalano il rifiuto o la difficoltà nel seguire gli incontri on line da parte dei propri figli.

Al contrario da sottolineare come 356 su 2290 bambini che frequentano la scuola elementare (ben il 15,5%) non hanno seguito per 2 mesi alcuna lezione (ne diretta, video in differita, consigli ai genitori su piattaforme, via mail o whatsapp) con preoccupazione espressa dai genitori attraverso questa survey. Per i ragazzi delle superiori la possibilità di seguire lezioni on line è stata del 96% con orari variabili sia per quantità di ore che per distribuzione nella giornata.

Alla domanda relativa alla presenza di un problema o patologia precedente od insorta durante il periodo di isolamento sociale, non abbiamo ottenuto risposta in 800 questionari (14%). Nei rimanenti 4926 casi il 70% non presenta alcuna patologia, il 28% presenta una patologia preesistente e solo l’1% dei bambini\ragazzi hanno dimostrato un problema diurno legato all’ isolamento sociale.

 

I dati fin qui esposti evidenziano alcuni punti di riflessione e saranno utili per comprendere meglio i dati sui disturbi del sonno che sono in fase di analisi.

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