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Dai pediatri di famiglia ok alla mascherina a scuola

Roma, 18 maggio 2020 – Non ci sono rischi per la salute dei bambini dovuti ad un uso prolungato delle mascherine per prevenire il contagio da coronavirus, come potrà essere a settembre con la riapertura delle scuole. Lo sostengono i pediatri: “Nessun problema con le mascherine, i bambini possono uscire, camminare. Del resto lo fanno gli anziani…”. E anzi ricordano come “qualsiasi ripresa dell’attività infantile e scolastica va fatta con delle precauzioni”.

Paolo Biasci, presidente nazionale della FIMP, la Federazione italiana medici pediatri,  ricorda come “il criterio nella fase 2 deve essere la precauzione, cioè il distanziamento per tutti e l’uso della mascherina negli ambienti chiusi. Per i bambini è previsto un obbligo è sopra i 6 anni e, con le opportune spiegazioni, per i più piccoli facendolo sembrare un gioco, sono in grado di capire, accettare e imparare a usare questo strumento che ora è molto importante”. “Rischi per la salute? Bisogna stare con i piedi per terra. Qualcuno dice che i bambini non si infettano o non contagiano: sono solo ipotesi, ci sono casi anche contrari. Se prevediamo una ripresa dell’attività infantile e scolastica va fatta con delle precauzioni”, prosegue Biasci, per il quale “non dobbiamo immaginare che ci saranno le consuete attività di tipo scolastico, con bambini tutti insieme e tutti vicini. Bisognerà trovare il modo di accoglierli mantenendo il distanziamento e organizzando attività coerenti con il criterio di precauzione”. Secondo il presidente FIMP per una ripresa a settembre “bisogna assolutamente lavorare sugli aspetti organizzativi sanitari del territorio, dai pediatri ai medici di medicina generale, e la sorveglianza resta fondamentale: dove dovesse esserci un caso sospetto, c’è bisogno di accertare e risolvere. Tra caso sospetto, richiesta del tampone e risultato oggi passano anche 10 giorni: questo è inammissibile, soprattutto se ci sono di mezzo dei bambini”.