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COVID 19 E LE POSSIBILI CONSEGUENZE METABOLICHE NEI BAMBINI E NEGLI ADOLESCENTI

A cura di Giuseppe Olivero, Area Alimentazione e Nutrizione FIMP

 

L’epidemia in corso ha portato non solo problemi infettivologici e psicologici, ma ha anche rappresentato un’emergenza metabolica per i bambini e gli adolescenti.

La permanenza in casa per un periodo così prolungato (2 mesi) non si era mai realizzata e ha favorito stili di vita non salubri.

In particolare, dal punto di vista dietetico, complici la noia e l’ansia, abbiamo assistito all’aumento del consumo di alimenti ad alto contenuto energetico, ricchi di grassi saturi e zuccheri raffinati come dolci, snack salati e bibite zuccherate. Tali abitudini, una volta instaurate trovano poi molta difficoltà ad essere sradicate e di conseguenza potrebbero favorire l’instaurarsi di pattern metabolici patologici.

L’aumentata assunzione di calorie, unita alla forzata inattività con uso eccessivo di p.c., tablet, tv e smartphone, favorisce una riduzione del consumo energetico con il risultato di un incremento del peso che predispone all’instaurarsi di sovrappeso ed obesità.

È noto che l’iperinsulinismo, secondario ad una assunzione eccessiva di zuccheri semplici, determina un incremento dei trigliceridi con successivo accumulo nel tessuto adiposo, nel fegato e nel distretto cardiovascolare facilitando il determinarsi di ateroslerosi e steatosi epatica; mentre l’eccesso di zuccheri e sale può provocare a livello renale uno stimolo alla produzione di angiotensina 2, un potente vasocostrittore che fa aumentare la pressione arteriosa.

È opportuno, quindi, che il pediatra di famiglia nelle visite di controllo e nei bilanci di salute realizzi un adeguato “triage alimentare associando un controllo del peso e dei valori di pressione arteriosa, al fine di intercettare le situazioni a rischio in cui le cattive abitudini alimentari e la sedentarietà hanno già portato ad un significativo incremento di peso.

Spetta al pediatra di famglia fare corretta educazione alimentare e promozione dell’attività fisica che, se instaurate precocemente, possono rendere reversibili tali situazioni patologiche.

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