Dialoghi vitaminici

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    9 CONGRESSO FIMP 032b

    Arriva l’estate ,tempo di viaggi… e se andassimo… in Venezuela ?

    Salto AngelEDITORIALE : CONFORTI...AMOCI DI GIORGIO CONFORTI

    Bello, no ?

    Los Roques 09

    Il Salto Angel, incredibile cascata in Venezuela, la più alta del mondo con quasi 1000 metri di “salto”, più volte ripresa in innumerevoli documentari sulla natura incontaminata ma anche ispirazione del film “Up” della Disney.
    E’ una delle attrazioni di quel paese insieme al suo mare, ad esempio le isole di Los Roques, acqua cristallina, da bere se non fosse salata…

    Ebbene, oltre 93.000 cittadini italiani vanno in Venezuela ogni anno, vuoi a visitare le bellezze naturali come turisti, vuoi a trovare parenti e amici. Infatti la comunità italiana residente laggiù assomma a circa 150.000 connazionali ma si pensa che oltre 2 milioni di venezuelani abbiano origini italiane, anche recenti. Da qui i vincoli molto stretti con il nostro paese che favoriscono i flussi di persone.
    Forse ci siamo tramutati in una compagnia di viaggi e facciamo pubblicità a qualche pacchetto turistico?
    Niente di tutto questo, crediamo che il viaggiare sia, a qualunque età, una esperienza culturale che arricchisca chi lo fa e anche chi accoglie i viaggiatori, favorendo scambi umani, di conoscenze personali e anche economici.
    Importante, lo diciamo come medici, è farlo in sicurezza e i pediatri sanno bene quanto “secca” a un genitore dover rinunciare a una vacanza programmata o doversene tornare prima del tempo per una malattia se non, non tornare indietro proprio.

    Menagrami mai, prudenti sempre e proprio per questo vogliamo oggi comunicare quanto l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha diramato a tutti gli stati aderenti e cioè che in Venezuela è in atto da qualche anno una importante e grave epidemia di difterite.

    Traggo dal bollettino del’OMS della settimana scorsa:

    WHO

     

    Dal suo inizio nel 2016 alla 10° settimana epidemiologica del 2018 sono stati segnalati 1.602 casi sospetti (324 casi nel 2016, 1.040 nel 2017, 238 nel 2018), 976 dei quali confermati (314 in laboratorio e 662 per l'esistenza di link epidemiologico a un caso sospetto). Complessivamente sono stati registrati 142 decessi (17 nel 2016, 103 nel 2017, 22 nel 2018), con un tasso cumulativo di letalità del 14,5%. Al momento sono interessati 22 Stati e il Distretto della Capitale.

    Difterite

    La vaccinazione anti-difterica rappresenta lo strumento più efficace per la prevenzione dei casi e dei focolai; ha, infatti, ridotto considerevolmente la frequenza e la mortalità della difterite nel Paese. Tuttavia, l’abbassamento delle coperture vaccinali in Venezuela, dove negli ultimi 5 anni non hanno mai raggiunto il 95%, hanno creato le condizioni favorevoli alla riemergenza della malattia, il cui ultimo caso autoctono, prima dell’epidemia attuale, risale al 1992. L’epidemia in corso è, inoltre, caratterizzata da un elevato tasso di letalità tra i casi confermati.

     

    PS: ma avete letto bene, se calano sotto il 95% le coperture vaccinali per difterite si “creano i presupposti per una riemergenza della malattia…” e da noi in Italia sapete le coperture a quanto sono?

    I dati sulle coperture vaccinali
    I dati di copertura vaccinale al 31 dicembre 2017, relativi alle età per le quali le coperture vengono monitorate annualmente in maniera routinaria, più alcune età oggetto di un monitoraggio ad hoc allo scopo di verificare l’impatto dell’introduzione dell’obbligo vaccinale, sono estremamente positivi:
    • la copertura nazionale a 24 mesi (relativa ai bambini nati nel 2015) nei confronti della polio (usata come proxi per le vaccinazioni contenute nell’esavalente) si avvicina al 95% (94,54%) guadagnando un +1,21% rispetto al 2016, e con 11 regioni che superano il 95%;

    Torniamo al bollettino dell’OMS …

    Il rischio nel Paese resta alto e la situazione potrebbe essere ulteriormente complicata dalla concomitanza di altre emergenza di natura infettiva (es. morbillo e malaria). Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) non può neanche essere escluso il rischio di diffusione internazionale in Paesi con copertura vaccinale inferiore al 95%. Per questa ragione l’OMS raccomanda a tutti gli Stati Membri:
    1. una sorveglianza epidemiologica in grado di garantire una tempestiva identificazione dei focolai
    2. il raggiungimento e mantenimento di elevate coperture vaccinali per il ciclo di base ed i successivi richiami
    3. la vaccinazione, in via prioritaria, delle popolazioni a maggior rischio, come i bambini sotto i 5 anni di età, i bambini che frequentano scuole, gli anziani, i contatti stretti dei casi, gli operatori sanitari, i militari in servizio.

    Infine, sebbene i viaggiatori internazionali non siano esposti a un rischio particolare di infezione da Corynebacterium diphtheriae, l'OMS raccomanda alle autorità sanitarie competenti degli Stati Membri di ricordare, ai viaggiatori diretti verso aree in cui sono in atto epidemie di difterite, l'opportunità di essere adeguatamente vaccinati, in accordo con il Calendario vaccinale nazionale. In particolare, in caso di viaggio in area a alto rischio, è raccomandata una dose di richiamo se sono trascorsi più di 5 anni dall'ultima vaccinazione.

    E allora che si fa? Ci si accontenta di 15 giorni a Riccione? Sarebbe una contraddizione con il valore del viaggiare come ho descritto prima, con tutto il rispetto per la nostra amena loalità adriatica… 

    Viaggiareinformati

     

    Altro è invece “viaggiare informati” come dal titolo della fortunata trasmissione radiofonica sul traffico, di persone e microbi 

    come nel nostro caso, dove la cintura di sicurezza è una vaccinazione, sicura e efficace.

    Fatelo.

     

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