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    Il “CATTIVOCOCCO” ovvero lo Streptococco beta emolitico Di gruppo A (SBEGA) visto da una Mamma

    Streptococco5EDITORIALE : VITALI...ZZIAMOCI DI GIOVANNI VITALI ROSATI

    In questo editoriale intervisterò una Mamma: la Mamma di Francesco e Pietro la dott.ssa Elena De Blasi Boskowitz.

    Quando ha conosciuto per la prima volta lo SBEGA?

    “Lo spiacevole incontro/scontro con lo streptococco è avvenuto quando i miei due figli hanno cominciato ad andare a scuola. Il più piccolo, in particolare, sembra avere un vero e proprio feeling con questo batterio, tanto che ho imparato a non sottovalutare mai quando mi dice che gli fa male la gola.“

    Streptococco

    Come ha imparato a riconoscerlo?

    “Grazie al pediatra ho capito che l’unico modo per sapere se si è di fronte a un’infezione da streptococco è fare il tampone. Ma se l’ultima parola spetta ovviamente al medico, la prima valutazione sull’effettiva necessità di interpellarlo, spetta a noi mamme. Secondo la mia esperienza, lo streptococco è infatti particolarmente infido e abile nel camuffarsi. Non si manifesta quasi mai con gli stessi identici sintomi e con la stessa intensità, cosicché è molto difficile distinguerlo da un banale mal di gola virale. Mio malgrado, sono diventata un’esperta e ho affinato una sorta di sesto senso che spesso mi ha permesso di intuire la presenza dell’indesiderato ospite, poi confermata dal tampone positivo.“

    Steptococco2

    Quali sono i sintomi che la mettono in allarme?

    “Questi i segnali più comuni: risveglio notturno del bambino per il forte mal di gola che va via, via aumentando di intensità; lingua patinosa, accompagnata talora da piccoli puntini rossi; alito cattivo (è un odore caratteristico che una volta sentito è facilmente riconoscibile); tonsille molto arrossate. La febbre in alcuni casi è presente in altri no. Talvolta è capitato che il mal di gola fosse molto lieve ed intermittente: è proprio lì che, nel dubbio, scatta in me l’istinto da segugio, alla ricerca del possibile indizio rivelatore dell’odioso nemico. Questi campanelli d’allarme, sempre stando alla mia personale esperienza, possono essere: l’ingrossarsi di una piccola linfoghiandola sotto un orecchio, che ho riscontrato più volte in concomitanza con l’infezione da streptococco; così come sentire la voce del bambino diventare un po’ gutturale, anche se non lamenta un forte mal di gola (devo ammettere che col tempo il mio udito, in questa lotta senza quartiere, si è notevolmente affinato). In altri casi, di solito quando c’è la febbre, ci sono stati anche episodi di vomito e mal di pancia, cui è seguito il caratteristico mal di gola. Com’è facilmente intuibile anche mio figlio può essere considerato, nonostante abbia solo sei anni, un profondo conoscitore di questa infezione batterica. Infatti il piccolo, appena sente un po’ di mal di gola, viene da me, rassegnato e pronto ad essere sottoposto, pila alla mano, alla mia minuziosa ispezione della sua bocca, alla ricerca delle tracce di quello che lui chiama “il cattivococco!

    Quale cura deve fare il Suo Bambino?

    “Per quanto riguarda la terapia, ogni volta che il tampone è risultato positivo, mio figlio è stato sottoposto dal pediatra a un ciclo di antibiotici (per dieci giorni). L’anno scorso, viste le numerose ricadute, il dottore ha prescritto un ciclo di quattro iniezioni di diaminocillina (una ogni 15 giorni). Attualmente sta assumendo un probiotico particolare che lui dice può prevenire la malattia capsule, per tentare di prevenire il contagio.

    Ecco dunque il racconto della mia esperienza di mamma di un piccolo “abbonato” allo streptococco, che spero possa servire ad altri genitori per non trascurare certi indizi che possono rivelare la pericolosa presenza di questo batterio, permettendo così di curare al meglio i nostri bambini.”

    Qui finisce l’intervista e facciamo alcuni commenti

    Che cos’è lo Streptococco e quali malattie può causare?

    Lo Streptococco b-emolitico di gruppo A (SBEGA), anche definito Streptococcus pyogenes, è il batterio più frequentemente responsabile del mal di gola che è dovuto all’infiammazione del faringe e delle tonsille e sostanzialmente l’unico batterio che causa faringite acuta in età pediatrica.
    La faringite da SBEGA è una malattia più importante delle infezioni virali, e può causare complicanze a carico di altri organi come il rene (glomerulonefrite streptococcica), le articolazioni o il cuore (febbre reumatica).

    Alcuni ceppi di Streptococco possono causare la scarlattina che è una malattia esantematica batterica che si manifesta con la comparsa di mal di gola, vomito, febbre, mal di testa e caratteristica eruzione cutanea. Quindi lo stesso germe se non curato subito può far si che in alcuni casi dal mal di gola si passi alla scarlattina. Dopo due- tre giorni dal contagio compare il mal di gola e dopo giorni una miriade di macchioline rossastre che cominciano a manifestarsi sulle parti calde e umide del corpo come i lati del torace, l’inguine e il dorso. Alla fine l'esantema interessa tutto il corpo, tranne che l'interno dei gomiti, e il viso e la parte intorno alla bocca.

    Tuttavia dal punto di vista clinico non è facile distinguere in maniera assoluta tra faringiti batteriche e virali ed è per questo che a volte è necessario fare un tampone.

    Il tampone classico va inviato in laboratorio e ci da il vantaggio di testare anche i possibili antibiotici da utilizzare (antibiogramma), ma necessita solitamente 4-6 giorni per avere la risposta. Molto spesso però è necessario iniziare una terapia prima di aver ottenuto i risultati ufficiali dal laboratorio. Ciò che è di fondamentale importanza è effettuare sempre il tampone PRIMA di iniziare qualsiasi terapia antibiotica. Il risultato del tampone, infatti, può essere alterato anche da una singola somministrazione di antibiotico.

    Da qualche anno molti pediatri dispongono di “tamponi rapidi” che sono in grado di fornire i risultati dell’infezione da SBEGA entro pochi minuti. Questi test sono molto affidabili, permettono di escludere o confermare una infezione faringea da SBEGA con una buona sensibilità (cioè quando sono positivi la possibilità che sia SBEGA è vicina al 95%) e possono essere effettuati dal pediatra senza dover inviare il bimbo al laboratorio. Il test rapido, però, ha la capacità di individuare soltanto lo SBEGA; mentre i tamponi effettuati in laboratorio possono mettere in evidenza altri agenti patogeni. E’sempre necessario consultare il pediatra. E’ anche importante sapere che nella nostra gola normalmente vivono diversi batteri (detti saprofiti che cioè stanno li senza dare malattia) che non necessitano di alcun trattamento antibiotico.

    Altro segno specifico dell’infezione da SBEGA è l’elevazione del TAS, o titolo anti-streptolisinico. Questo test riflette una pregressa infezione, ma non è utile per diagnosticare l’infezione acuta da SBEGA.

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    Qual è la terapia della faringite da streptococco?

    Una volta che il pediatra ha fatto diagnosi di faringite da SBEGA, o clinicamente o con la conferma di tampone faringeo (sia rapido che classico), inizia una terapia antibiotica specifica. L’antibiotico di prima scelta è l’amoxicillina o amoxicillina con acido clavulanico. In alternativa anche la penicillina per via intramuscolare può essere usata come terapia o come profilassi delle infezioni da SBEGA.

    Per eliminare lo SBEGA, di recidiva dell’infezione e ridurre il rischio di complicanze la terapia antibiotica va iniziata entro 9 giorni dall’inizio dei sintomi e deve durare non meno di 10 giorni.

    La persistenza dei sintomi o la recidiva dell’infezione dopo un trattamento antibiotico adeguatamente assunto, va discusso con il proprio pediatra, per capirne le cause e trovare la terapia più adatta ad ogni singolo caso.

    Per alleviare i sintomi della faringite e lenire il “mal di gola”, si possono usare prodotti ad azione locale, indipendentemente dalla causa dell’infezione.

    Esistono diversi prodotti per uso pediatrico, alcuni a base di sostanze naturali come propoli, calendula, malva, camomilla, cicliomenolo o esilresorcinolo, o di veri e propri anti-infiammatori ad azione locale come il flurbiprofene.

    Si può prevenire?

    Recentemente per la prevenzione è possibile utilizzare un probiotico un ceppo di Streptococcus salivarius (clone K12). Il ceppo si moltiplica nel cavo orale dove, attiva alcuni meccanismi di competizione con altre specie microbiche e ostacola la crescita dello SBEGA. Questo Streptococcus salivarius è un ceppo selezionato originariamente da un bambino che si non si ammalava di faringiti/tonsilliti.

     

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