Dialoghi vitaminici

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    LA MENINGITE NEL BAMBINO: nè tutto bianco, nè tutto nero

    Ws Stairway To Heaven 1680x1050EDITORIALE : CONFORTI….AMOCI A CURA DI GIORGIO CONFORTI

     

    Quando la realtà (che si vorrebbe) non è tutta bianca né tutta nera.

     

    Nel Paese dei Balocchi una notizia squassa il tran tran quotidiano: una bella bambina di quattro anni, Lisa dagli occhi Blu, viene colta da altissima febbre in piena notte e non c’è verso di farla scendere in nessun modo. 
    La mamma di Lisa, spaventata, chiama il medico di turno che accorre al letto e, riscontrando un quadro molto grave, decide per il ricovero immediato.
    La corsa dell’ambulanza all’Ospedale dei bambini dura pochi minuti, i medici sono allertati, ricevono Lisa e prestano i primi soccorsi ma le condizioni si aggravano e in poche ore il piccolo angelo vola in cielo.

    Ambulanza NewsLa diagnosi è agghiacciante, meningite, e corre veloce di voce in voce ampliata dai mass media della città; ci si premura a offrire la profilassi a chi ha avuto contatti stretti con Lisa negli ultimi giorni per evitare altri casi ma la domanda di tutti è una: era vaccinata?

    Orsetto News

    Nonostante la “sensibilità” del dato e il rispetto verso la famiglia in poco tempo trapela la verità: sì, Lisa era stata vaccinata contro quel terribile germe, proprio quello, quello siglato con la lettera famigerata.

    Ma come, si chiedono tutti , di piazza in piazza, come è possibile ? 
    I medici ci avevano raccomandato di fare anche quella vaccinazione perché rappresentava la giusta prevenzione per una terribile malattia che porta al decesso oltre il 15% dei malati provoca gravi hadnicap nel 40%, e ora ? 
    Tutto falso? Aveva ragione chi allertava su effetti avversi nascosti da interessi  economici di parte? Amministratori indecisi riuniscono commissioni di tecnici chiedendo lumi e convincenti risposte per poterne dare riscontro all’opinione pubblica spaventata e arrembante mentre gli uffici vaccinali accusano cali preoccupanti di afflussi.

    Meningite News1

    Se mi avete seguito fin qua, gentili lettori, scommetto che state pensando a una realtà inventata e infatti lo è, almeno in parte. 
    Inventata perché la realtà vera è un’altra: su 100 casi di meningite all’incirca 95 sono in soggetti non vaccinati e l’ovvia domanda sarebbe perché non si è usata l’unica vera arma di prevenzione possibile, la vaccinazione, e si richiedono provvedimenti “obbligatori” per evitarli. Ma se avvenisse (ed avviene,raramente ma può avvenire) il contrario, un caso in un vaccinato, mandiamo tutto come si diceva un tempo, “a ramengo”?

    Insomma, vogliamo vaccinandoci e vaccinando, la certezza assoluta di non ammalarci o di non vedere ammalato nessuno ?

    Sinceramente non è possibile tutto ciò, anzi ogni “insuccesso” vaccinale viene analizzato passo passo per vedere cosa sia eventualmente mancato nella filiera , dalla preparazione, alla conservazione, al trasporto fino all’effettuazione della vaccinazione stessa. Il tutto considerando infine la risposta  se pronta, se efficace e se duratura del sistema immunitario del bambino vaccinato.

    Molti “se", come vedete, ma tutti “se” studiati, previsti, sperimentati, osservati, controllati e ricontrollati.

    Dall’altra parte (il non vaccinare) stanno solo irrazionalità, paure infondate, demagogie, illusioni, pressapochismo, disinformazione se non altri interessi….

    E se mai avessimo bisogno di altre prove sull’efficacia dei vaccini, riporto il grafico relativo ai casi europei (al 2012) di meningite da meningococco C nei paesi dove si vaccinava (allora) secondo raccomandazione di Igiene Pubblica  e dove non lo si faceva ancora e potrete vedere tutti che i malati  sono meno della metà sotto l’anno di vita e meno di un quarto in quelli più grandicelli: ricordo che le percentuali di bambini vaccinati 5 anni fa erano più basse di ora, specie in Italia dove l’offerta attiva e gratuita a tutti i bambini italiani è arrivata SOLO nel 2017 e che prima si vaccinava a macchia di leopardo a seconda delle regioni  di appartenenza.

    GraficoPenso che la nostra società debba comprendere che il progresso, sanitario in questo caso, non può essere che graduale, fatto di ricerca,intuizioni, intelligenze, scelte, investimenti, lavoro di equipe, corse in avanti e qualche ritirata amara, soprattutto coscienza professionale, ma dove la fiducia reciproca fra curanti e pazienti cementi quanto sopra, suggellata da decisioni amministrative non ambigue ma responsabili.

    ManiNe sto inventando forse un’altra di “storia” o forse no, certo è che noi medici sappiamo cosa è opportuno fare, nella prevenzione come nella terapia, ma il succo è nel comunicarlo bene e nel far fare al paziente le scelte responsabili del caso in un’alleanza che si traduca, nel possibile, in quanto il decisore amministrativo dovrà stabilire; scorciatoie non ne vedo. 

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    Se comprendiamo e applichiamo questo, ringrazieremo anche Lisa dagli occhi Blu e gli angeli come lei, vaccinati (pochissimi) e non (molti,molti di più).

    Conforti….amoci a cura di Giorgio Conforti

     

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