Dialoghi vitaminici

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    9 CONGRESSO FIMP 032b

    I diversi tipi di latte per bambini sono tutti uguali?

    LatteEDITORIALE : CONFORTI...AMOCI DI GIORGIO CONFORTI

    No, non sono tutti uguali. Vanno tutti bene, ma non sono tutti uguali.

    Volete sapere cosa significa? 

     

    Allattamento

    In Italia i controlli sugli alimenti sono di alta qualità e i prodotti per bambini, specie se piccoli, sono una garanzia per genitori e nonni.

    Per quanto riguarda l’alimentazione della prima infanzia, nessun dubbio che il latte materno sia il miglior alimento per la crescita del bambino, in quanto garantisce, più che ogni altro alimento, protezione antiinfettiva, prevenzione allergica, sviluppo ottimale, rapporto genitoriale invidiabile, oltre che un risparmio evidente, il che non è poco, per sintetizzare al massimo.

    Ma laddove sia necessario integrare o sostituire il latte materno, ecco che da una placida, ruminante, paciosa e affidabile mucca giunge quanto occorre come ingrediente base cui segue un evoluto sistema di produzione di un alimento di qualità per il bambino laddove  il pediatra ne ravviserà la necessità.

     

    Mucca

    Quindi, a questo punt,  nasce il senso della domanda “se va bene qualunque latte”, magari consigliato da l’amica, la nonna, il farmacista, internet o, per far sembrare meno “estraneo” il pupo, magari la mamma vorrà dargli quello con cui lei stessa è cresciuta.

    Insomma si può riempire il biberon con qualunque latte?
    Si, si può, ma tenendo ben presente che, se è vero che tutti i latti per la prima infanzia sono autorizzati e controllati in quanto rispondono a precise indicazioni di formulazione che le società scientifiche internazionali emanano con regolarità, altrettanto è vero che non sono tutti uguali e la banale lettura dell’etichetta sulle scatole può indirizzare.

    Quindi se un genitore non può sapere che foraggio ha ruminato quella mucca, come è stata allevata e munta e quali passaggi successivi il suo latte ha avuto (ma seguiti passo passo da leggi al riguardo e controlli di qualità) può però valutare alcuni aspetti del latte che possono differenziarlo da altri.

    Uno fra i più importanti è la quantità di proteine in esso contenuto: il latte materno, l’ideale a cui far riferimento, contiene circa 1,1-1,2 gr%, il latte di mucca appena munto ben il 3,5-4% ,quindi un contenuto eccessivo che porta a non consigliarne l’uso almeno nei primi due anni di vita. I latti “formulati” cercano il più possibile di mantenersi vicini al latte materno tenendosi nel range indicato dalle raccomandazioni scientifiche, chi più, chi meno.

    Questo perché ? Perché l’eccesso di proteine nella dieta del bambino piccolo è stato messo in relazione, a parità di altri fattori di rischio, all’incremento di peso in età successive. Tutti ormai sappiamo quanto la percentuale di obesi in età giovanile stia divenendo la vera epidemia del nostro secolo, con conseguenze molto gravi sulla salute successiva, quando parallelamente aumenteranno le complicazioni relative: diabete, ipertensione, aterosclerosi, patologie osteo articolari.

    Uno studio europeo pubblicato recentemente ha preso in esame tre gruppi di bambini in cui il primo  (controllo) era allatto al seno, negli altri due, dove l’allattamento al seno non era possibile, è stato somministrato latte di formula a concentrazione proteica differente nel primo anno di vita  e così anche per il latte di prosecuzione .

    Peso

    Sono stati poi valutati, a sei anni, i tre gruppi di bambini per quanto riguardava il loro peso: ebbene il gruppo con formula a maggior quantità di proteine presentava un peso significativamente maggiore, a parità di storie di salute analoghe.

    Ne deriva che:

    1. va favorito l’allattamento al seno esclusivo per i sei mesi canonici
    2. va evitato al massimo l’uso del latte “di centrale” nel primo anno di vita e possibilmente anche nel secondo
    3. vanno ridotte le quote di proteine nei latti “da biberon” (infant formula) fino a assomigliare sempre più alle quote contenute nel latte materno

    Quindi cari genitori leggete le etichette dei latti, ora avete un parametro per “preferire” un latte rispetto ad un altro senza seguire consigli magari inadeguati se non interessati.

    Ricetta

     

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