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    9 CONGRESSO FIMP 032b

    I “NO” che aiutano a crescere ….i genitori

    Lotus Birth 1EDITORIALE : CONFORTI...AMOCI DI GIORGIO CONFORTI

    Dalla lotus-birth agli esami pre-vaccinali.

    Avrete letto in gran numero quanto i giornali hanno riportato in merito alla richiesta di un genitore di non clampare e poi tagliare il cordone ombelicale del proprio neonato in nome di una qualche “religione” che suggerisce invece di lasciarla attaccata fino a mummificazione naturale, anche fino a 8-10 giorni di vita.

    Ora  la prima cosa da chiedersi quale “religione” è quella che propugna metodiche sanitarie così a rischio e basate su nessuna utilità dimostrata.

    A questa ipotetica “religione” i medici non si sono adattati e non si adattano,per fortuna, nemmeno se il genitore firmasse un consenso (disinformato direi io) o una qualsivoglia manleva di responsabilità.
    La prima responsabilità, in questo come in altri, del medico va verso il paziente che ha in cura, minore,se del caso,compreso.

    Fatta questa (accorata, ma motivata,non so se si comprende) premessa la “lotus birth” e i suoi sostenitori propugnano appunto di attendere il distacco “naturale” della placenta che può avvenire anche giorni dopo la nascita per distacco spontaneo senza intervento esterno.

    Così pensando si potrebbe chiedere anche di essere dimessi con il neonato attaccato alla placenta, in bacinella apposita considerando che ormai i neonati sani in seconda giornata vanno a casa.

    Tralasciando di chiedersi quale mezzo di ritenzione per il trasporto in macchina sia permesso per la placenta dal nostro codice della strada, nonché quale smaltimento domestico (nell’organico?) di un rifiuto speciale come è considerata la placenta in ambito ospedaliero, i motivi per cui la Società Italiana di Neonatologia sconsiglia tale richieste, sono principalmente due che sintetizzo: primo perché così facendo si fanno correre seri rischi al neonato,rischi infettivi intendo, secondo perché non è dimostrato serva a portare vantaggi di salute.

    Lothusbirth

    Ricordo che il rischio infettivo nelle prime ore e nei primi giorni è un rischio significativo,sia ospedaliero ma anche extraospedaliero e pertanto tale metodica non è presente nelle Linee Guida ministeriali sul parto.

    Tutto diversa è la attuata pratica di mantenere la placenta attaccata per qualche minuto,prassi ormai corrente,almeno fino al termine della pulsazione che ne permette il passaggio di sangue al neonato mentre la “lotus-birth” , dal nome della infermiera californiana che lo richiese per prima nel 1974, non ha dimostrato alcun vantaggio suppletivo.

    Così i medici dicono di “NO” alle richieste di siffatta natura, talora devono essere “confortati” dall’appoggio della magistratura che vediamo sempre più attenta alla vera sicurezza del paziente a dispetto di mode e demagogie non scientifiche.

    Ma ci sono altri “NO” decisi e netti del genere?
    Certo, possiamo dire “NO” alle richieste incongrue di esami, sempre diffuse nei nostri ambulatori ad esempio la richiesta incongrua,talora strumentale, di fare esami per sapere se il proprio bambino ha un’ improbabile protezione immunitaria naturale verso malattie prevenibili da vaccino senza alcun dato anamnestico al riguardo, oppure la richiesta di esami pre vaccinali per valutare una eventuale immunodeficienza , condizione in cui anzi,vaccinandosi, il bambino può essere protetto.

    Per effettuare le vaccinazioni secondo calendario è sufficiente, e così si fa in tutto il mondo, una accurata anamnesi secondo schema consolidato,ancor più efficace e sicura quanto più il medico vaccinatore conosce il paziente e questo è ancor più garantito se quel medico che lo pungerà è il suo pediatra di famiglia.

    Medici A questa domanda “dottore, mi può vaccinale lei mio figlio ‘” possiamo dire “SI”.

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