Dialoghi vitaminici

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    9 CONGRESSO FIMP 032b

    Morbillo manda KO degli atleti statuari

    Settebello Italia Pallanuoto 2013 E1374577361608EDITORIALE : CONFORTI...AMOCI DI GIORGIO CONFORTIf

    I vaccini campeggiano sulle prime pagine dei giornali da settimane, se non mesi: prima l’auspicato Piano Nazionale della Prevenzione varato il 16 febbraio 2017 che finalmente unifica l’offerta vaccinale a tutti i bambini d’Italia senza distinzioni incomprensibili da regione a regione, poi il sofferto e non ancora completato iter del Decreto Vaccini per l’iscrizione alla scuola dell’obbligo, tutt’ora in discussione al Parlamento, da cui uscirà certamente una legge snellita rispetto a come ci è entrata. 

    Nel frattempo fa scalpore la defezione di almeno 4 pallanuotisti della nazionale italiana in procinto di affrontare i mondiali in Ungheria, defezione dovuta al morbillo. Ebbene sì, un piccolo, banale (nella sua prevenzione,basta un vaccino ripetuto due vote), molto diffusivo e potenzialmente grave virus si è infilato  nell’ingranaggio,pensavamo perfetto, organizzativo di una spedizione finanziata dal CONI (cioè dai soldi pubblici) finalizzata a portare magari sul gradino più alto del podio sette ragazzoni, altezza media 1,90, corporatura massiccia e muscolosa, toraci possenti e bicipiti gonfi da allenamenti duri e ripetuti, abituati a resistere ai falli subacquei più  subdoli e pronti a ribattere colpo su colpo nella miglior tradizione di uno sport affascinante come tutti quelli acquatici, tradizionalmente favorevole a noi italiani, liguri ma non solo.

    Fisici statuari oggetto di controlli medici attenti e finalizzati ad avere il massimo della forma atletica in quei dieci giorni di rassegna iridata con i riflettori delle tv di tutto il mondo puntati sulle piscine magiare. Ma come per tutti i complicati ingranaggi basta poco, pochissimo, un piccolo virus come detto, a bloccare questo progetto almeno per alcuni dei selezionati; quattro malati,al momento, uno addirittura in ospedale.Evitabile ?

    Due

    Certo, bastava che nelle cartelle cliniche di questi atleti fosse biffata una semplice voce nella sessione “malattia infettive” che indicasse come, o per malattia pregressa, o per vaccinazione, il sistema immunitario di quel professionista avesse approntato un tasso di anticorpi protettivi sufficienti a respingere al mittente un piccolo virus (piccolo di dimensioni e piccolo di nome) che si chiama Paramyxovirus , per gli “amici” morbillo.
    E quindi mi chiedo, possibile mai che atleti professionisti sui quali tanti interessi sportivi si concentrano, specie in occasioni internazionali come i mondiali, e che sono giustamente controllati da equipe di specialisti che sorvegliano dieta,peso,cuore,efficienza muscolare, capacità respiratorie e quant’altro occorra per mantenere uno stato di salute invidiabile, “inciampino” in una disavventura sanitaria facilmente evitabile?
    Nessuno ha chiesto loro se risulta nel pedigree vaccinale la vaccinazione contro il morbillo (in due dosi) così come per tutte le vaccinazioni ampiamente e da tempo raccomandate da qualunque modesto pediatra come sono io?

     Quattro
     
    Noncuranza, sbadataggine,dimenticanza, sottovalutazione del problema ?
    Non oso rispondere; dico solo del resto che se dei giovani adulti sono arrivati alla terza decade di vita senza protezione attiva, forse un po’ di colpa l’hanno anche i loro pediatri che li hanno “passati” al medico dell’adulto senza controlli al riguardo.

    Sembrerebbe il mio un editoriale un po’ ironico e mi dispiace perchè con la salute non si scherza, tanto meno con i rischi connessi all’epidemia di morbillo tutt’ora in corso in Italia di cui,aggiorno i dati all’oggi,

    Siamo a 3500 casi di morbillo accertati in Italia dall’inizio dell’anno (che vuol dire circa 10000 casi reali per la non notifica purtroppo diffusa) con il 95% dei malati non vaccinati adeguatamente, età mediana 27 anni (guarda caso….) di cui il 41% ricoverati, due morti, 255 casi nel personale sanitario.

    Sotto il grafico tratto dal sito www.epicentro.it

    Cinque

    Cos’altro possiamo dire (e ridire) per invitare chi non lo sia già, a vaccinarsi?
    Un caso unico?
    Sempre e solo a noi italiani succede questo?
    Certo che no, tant’è vero che abbiamo avuto negli ultimi tempi epidemie di morbillo insorte a Disneyland, epidemie croceristiche ed epidemie partite da rave party o concerti con assembramenti di giovani, vera fucina di diffusione se i tassi di vaccinazione son bassi, financo concorsi di esposizione canina, come pubblicato pochi anni fa per un focolaio nel nord est.

    Insomma sempre più viaggi e passatempi turistici sono il primum movens delle epidemie di morbillo e se proprio pensate che “tanto questo capita agli altri” sbagliate: date retta a me,nel preparare valigie,sacchi o trolley, un rinfresco del pedigree vaccinale fatelo, con il vostro medico o pediatra di fiducia, ma fatelo, siete sempre in tempo a non rovinarvi qualcosa di progettato da tempo. 

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