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    HPV ora anche ai maschi

    51102 HEDITORIALE : VITALI...ZZIAMOCI DI GIOVANNI VITALI ROSATI

    Si dice che 3 sia il numero perfetto, ma 9 è 3 volte 3.

    Ebbene quello di oggi 9 luglio è il mio nono editoriale, quindi 9 Luglio,  vitalizziamoci  9: ergo.... dobbiamo parlare di nove. Quale  migliore occasione per parlare del nuovo vaccino Novevalente contro il virus del papilloma.

    In sintesi le novità sono due:

    1. il vaccino anti HPV ora è previsto anche nei maschi dal PNV
    2. ora disponiamo di un vaccino a 9 componenti. 

    Questo vaccino che è stato testato in oltre sette studi che hanno coinvolto più di 15.000 persone in 30 Paesi, è un’evoluzione dei due vaccini già disponibili fino ad oggi, il bivalente e il quadrivalente. Aggiunge sette sierotipi al il vaccino bivalente e cinque sierotipi al quadrivalente. Un aumento di questa portata ridurrà drasticamente i tumori Hpv-correlati e le tante infezioni da HPV. Già con i due vaccini finora disponibili potevamo prevenire circa il 70% dei tumori della cervice uterina; aggiungere cinque ulteriori sierotipi aumenta notevolmente la copertura e ci consentirà di prevenire fino al 90% dei tumori da Papillomavirus”. L’ampio spettro di copertura del vaccino 9-valente porterà, inoltre, una riduzione anche delle altre forme tumorali causate dal papillomavirus e anche delle lesioni precancerose con una conseguente riduzione degli interventi chirurgici. Il nuovo vaccino 9-valente, infatti, ha un potenziale di prevenzione del 90% per il cancro del collo dell’utero, del 75-85% per le lesioni precancerose, dell’85-90% per il cancro della vulva, dell’80-85% per il cancro della vagina, del 90-95% per il cancro dell’ano e del 90% dei condilomi genitali. Inoltre, ha dimostrato di essere efficace nel prevenire il 97,4% delle lesioni di alto grado della cervice uterina, della vagina, della vulva e dell’ano e dei cancri cervicale, vaginale e vulvare causati dai 5 ulteriori tipi oncogeni di Hpv (31, 33, 45, 52, 58).

    L’Hpv nei maschi. 

    L’infezione da papillomavirus non colpisce solo le donne. “Come gli altri virus a trasmissione sessuale l’Hpv colpisce in uguale percentuale gli uomini e le donne. Circa il 70% dei soggetti di sesso maschile contrae un’infezione da uno o più ceppi di Hpv durante l’arco della vita. In Italia è stata anche dimostrata una maggiore prevalenza di condilomatosi nel sesso maschile, soprattutto tra i giovani di età inferiore ai 25 anni, con un preoccupante trend in aumento negli ultimi anni”. Ecco perché la vaccinazione anti-Hpv è stata estesa ai maschi adolescenti dal nuovo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019, incluso nei Livelli Essenziali di Assistenza.

    Il nuovo programma di vaccinazione.

    Con il Piano vaccinale 2017-2019 alcune vaccinazioni, ritenute importanti,  come quella contro l’Hpv, sono state incluse nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza. Questo garantisce l’applicazione del Piano in modo eguale in tutto il Paese. Inoltre, l’estensione della vaccinazione anti-Hpv anche ai maschi supera la vecchia idea che restringeva il suo utilizzo solo al sesso femminile facendone un vaccinazione di genere. Infine, nel Piano si chiarisce un altro elemento che in passato ha generato confusione: la vaccinazione serve a combattere tutte le patologie Hpv-correlate, quindi anche i condilomi genitali,  che rappresentano una patologia molto invalidante ed impegno gravoso per la Sanità Pubblica.

    Quando vaccinarsi.  

    La vaccinazione deve essere somministrata prima di entrare in contatto con il virus per avere la massima protezione possibile. L’età ideale è fra i 9 e 14 anni: in Italia la strategia scelta è la vaccinazione con una somministrazione a 2 dosi fino a 14 anni; con 3 dosi dopo i 14 anni. In Italia attualmente in nove Regioni (Trentino, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Molise, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) viene effettuata la vaccinazione universale contro l’Hpv, vaccinando anche il maschio.

    Il PNV prevede che l’offerta attiva e gratuita inizi dai nati del 2006.

    I numeri dell’Hpv.  

    Quasi tutte le persone sessualmente attive contraggono il papillomavirus. Il 60-90% delle infezioni da Hpv, incluse quelle da tipi oncogeni, si risolve entro 1-2 anni dal contagio. A volte, però, il sistema immunitario non riesce a eliminarlo: l’infezione si sviluppa in modo quasi sempre silente e nell’arco di circa 5 anni può condurre alla formazione di lesioni precancerose che possono progredire fino a sviluppare il cancro della cervice o altre forme di tumore anogenitale in entrambi i sessi anche a distanza di 20-40 anni. In Italia, si stima che ogni anno l’Hpv sia responsabile di circa 6.500 nuovi casi di tumori in entrambi i sessi, circa 12.000 lesioni anogenitali di alto grado nella donna e circa 80.000 casi di condilomi genitali. Ad esclusione del cancro della cervice uterina, per il quale esiste lo screening, per gli altri tumori non si dispone di un test per la diagnosi precoce e quindi la mortalità è molto elevata in entrambi i sessi.

    Tumori e Hpv.

    Il tumore al collo dell'utero è causato principalmente dal virus Hpv ed è il quarto tumore più frequente nelle donne nel mondo e il secondo più comune nelle giovani donne (15-44 anni). “In Italia - l’incidenza del tumore della cervice è in calo grazie ai programmi di screening, pur con differenze territoriali, con un tasso di incidenza di circa 10/100.000. Si stima che ogni anno le donne colpite da questo tumore siano circa 3.000 e ne muoiano circa 1.100. In Italia si stima che, nel corso della propria vita, 1 donna su 162 andrà incontro ad un tumore della cervice ed 1 donna su 129 morirà per questa causa. Hpv non è solo cancro della cervice uterina, ma anche tumori del basso tratto genitale, vulva, vagina, ano, pene, e tumori del distretto testa-collo. In Italia sono stati stimati circa 1.078 cancri della vulva, 237 cancri della vagina, 457 cancri anali nei maschi e 673 casi di cancro anale/anno nelle donne. A questi dati si aggiungono circa 120.000 nuovi casi ogni anno di lesioni genitali benigne (condilomi), dovuti agli Hpv a basso rischio, in entrambi i sessi.

    L’importanza della prevenzione.

    L’infezione da Hpv può permanere nel tempo, le lesioni locali possono essere eliminate ma esiste un rischio di recidiva che richiede controlli periodici e a volte la necessità di ‘ritrattamenti’ che creano un forte stress e pesano sulla quotidianità. “Le lesioni, se non trattate, possono evolvere in cancro, e i casi che sfuggono al controllo possono andare incontro a metastasi. sopravvivenza di questi pazienti cambia a seconda della natura e dell’estensione della patologia. “Se siamo in presenza di lesioni precancerose o di carcinomi in situ (non invasivi), questi possono essere asportati e si ottiene la guarigione del paziente anche se c’è un rischio di recidiva. Diversa la sopravvivenza nel caso si tratti di un carcinoma invasivo. Se la malattia è avanzata con metastasi a distanza, purtroppo il paziente non è più guaribile, e la cura è rappresentata dalla chemioterapia” prosegue l’oncologo. Ecco perché la prevenzione è d’obbligo. Ma ancora oggi, purtroppo, vediamo donne che non si sottopongono ai programmi di screening per i tumori della cervice uterina, e che sviluppano un tumore metastatizzato. Tutto questo potrà essere eliminato con la prevenzione e con il programma di vaccinazione.

    Il fatto che finalmente anche in Italia la vaccinazioni sia offerta a maschi e femmine aumenterà la percezione del rischio della malattia e l’adesione al vaccino.

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