Dialoghi vitaminici

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    9 CONGRESSO FIMP 032b

    “…ai miei tempi….”

    Lattecrudo                    EDITORIALE : CONFORTI...AMOCI DI GIORGIO CONFORTI

    Noi genovesi siamo maestri di”mugugno” vocabolo atto ad esprimere la facilità a brontolare,lamentarsi un po’ per ironia, un po’ per inerzia, un po’ per autoassolversi per non prendere inziative positive.

    MugugnoDel resto fuori dal giogo appenninico non sarebbe sincero chi asserisse di non aver mai ,mugugnando appunto, pronunciato la frase “ma queste cose ai miei tempi non si facevano….” Oppure….” Io ho preso il morbillo o la varicella e non mi è successo nulla….” O ancora “ai miei tempi il pediatra diceva diverso…”Frasi ricorrenti, specie pronunciate dai nonni , perplessi su quanto riferito dai genitori del nipotino dopo l’ultimo bilancio di salute fatto dal pediatra  oppure per aver letto nuove raccomandazioni in tema di prevenzione su questo o quel giornale.

    MuccaFrasi cui il pediatra deve saper rispondere nei modi e negli argomenti opportuni, senza sminuire ansie e perplessità ma dedicando tempo e ascolto opportuni.
    Ecco quindi che i fatti di cronaca anche recentissimi devono trovarci pronti a applicare quanto sopra, tempo e ascolto; parlo ad esempio dell’allarme suscitato dai casi di sindrome uremico emolitica in bambini pugliesi che hanno assunto latte crudo ma altri esempi possono giungere alla mente a chiunque legga queste righe.

    Il latte appena munto è certamente buonissimo e contiene fra l’altro nutrienti essenziali alla salute che un po’ si perdono nei passaggi di pastorizzazione successivi alla mungitura, così come la carica batterica (parliamo di germi non patogeni se le mucche sono controllate sanitariamente, cosa che darei per scontata) decisamente più alta rispetto al latte pastorizzato può provocare all’intestino non abituato, diarrea più o meno forte.
    Sia ben inteso che la sindrome uremico emolitica esiste anche al di fuori dei casi descritti e resi noti dalla stampa ma è opportuno chiedersi se “convenga” non utilizzare latte crudo anche a fronte di rischi di disturbi piu’ o meno piccoli.
    Eccesso di prevenzione ?
    Puo’ essere ma pensiamo alla frase “…ai miei tempi….” Applicata a situazioni più quotidiane rispetto all’assunzione di latte crudo, come ad esempio la sicurezza del trasporto in auto e la raccomandazione dei pediatri ad utilizzare sedili di ritenuta adatti all’età del bambino trasportato.

    Sicurezza

    “ai miei tempi”, potrei dire io, pediatra, si partiva per un mese di vacanza a Livigno in macchina (una utilitaria FIAT…) in 6: papa’ al volante, mamma con mio fratello piccolo in braccio nel sedile a fianco al guidatore, noi due fratelli più grandi con la zia al seguito oltre a bagagli per la casa affittata.Nessuna cintura, nessun airbag, nessuna eventuale sanzione…”ai miei tempi”.Ci è sempre andata bene, nessun tamponamento, nessun danno, nessuna multa.Ma oggi,nel 2017, potremmo non raccomandare fortemente alla guida più sicura ? e non solo per la paura della sanzione?Oggi nessuno non metterebbe le cinture di sicurezza, nessuno guiderebbe senza casco la moto specie dopo aver letto le statistiche incoraggianti dei minor interventi di neurochirurgia dopo la legge dell’obbligo.La società va avanti, l’assistenza sanitaria anche ,checche’ se ne dica, e i risultati indubbi non devono far retrocedere le conquiste ottenute dalla ricerca scientifica in particolare.Ovviamente termino con un accenno ai vaccini, il morbillo è una malattia non solo grave (provoca una encefalite ogni 1000 casi, una polmonite ogni 400, i ricoveri dei casi notificati raggiungono punte del 40% secondo i dati del ministero) ma soprattutto difficile da arginare stante il dato che ogni malato ne provoca altri 9 se ne incontra tanti di non immuni.

    Esantema

    Quindi si diffonde rapidamente e la moltiplicazione dei casi porta a moltiplicazione delle complicazioni ancor piu frequenti e gravi se il malato è un bambino piccolo (il rischio di Pancefalite Acuta Sclerosante, temibilissima malattia neurologica con incidenza maggiore negli affetti da morbillo sotto l’anno di eta’) oppure è portatore di patologia cronica che indebolisca le difese immunitarie.

    Testimone di ciò è anche il caso del decesso per morbillo avvenuto in Svizzera pochi mesi fa,un adulto affetto da leucemia e vaccinato, contagiato da chi vaccinato non era e il virus trasmesso ha auto buon campo d’azione dei tessuti di un immunodeficitario per patologia.
    Certamente la mortalità dei malati di leucemia è molto migliorata negli ultimi decenni , fino alla possibile remissione a patto che non avvenga un incidente infettivo come quello descritto.
    Certo che “ai miei tempi” di leucemia si moriva presto ma non vorremmo che tanti sforzi dell’assistenza fossero vanificati da una malattia “dei miei tempi”.

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