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title: "Ambiente"
description: "Si partirà con un CORSO DI FORMAZIONE NAZIONALE dedicato a 2 pediatri di famiglia per Regione, per un totale di 42 partecipanti.
L’idea è di formare 2 pediatri "
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# Ambiente

![fimp head](https://www.fimp.pro/images/fimp-head.jpg)

 #### RESPONSABILE COORDINATORE:

 **DOTT. STEFANIA RUSSO**  
**MAIL: [ambiente@fimp.pro](mailto:abusoemaltrattamento@fimp.pro)**

 
#### COMPONENTI DEL GRUPPO :

 Stefania Russo - Daniela Vernaccini

 
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 Si partirà con un CORSO DI FORMAZIONE NAZIONALE dedicato a 2 pediatri di famiglia per Regione, per un totale di 42 partecipanti.   
L’idea è di formare 2 pediatri di famiglia per Regione, identificati da ciascuna Segretaria Regionale, che a loro volta si occuperanno di organizzare la formazione nella loro realtà territoriale anche attraverso lo strumento Aggiornamento Professionale Obbligatorio.


## SUL MIO FUTURO VIGILO ANCH’IO UN PROGETTO DI COLLABORAZIONE FIMP AMBIENTE PIEMONTE E SCUOLE ELEMENTARI

![SUL MIO FUTURO VIGILO ANCH’IO UN PROGETTO DI COLLABORAZIONE FIMP AMBIENTE PIEMONTE E SCUOLE ELEMENTARI](https://www.fimp.pro/images/Untitled-28888.png)

Il progetto “Sul mio futuro vigilo anch’io” mette in evidenza l’aspetto “politico” del Pediatra di Famiglia che, uscendo dal suo studio, rivendica uno dei ruoli che gli competono, cioè di attento supervisore dei fattori che possono influire in modo incisivo sulla salute della popolazione con particolare attenzione a quella infantile.

 Il progetto prevede il coinvolgimento della scuola, in quanto affida agli alunni il ruolo di fotografare, mappare e di conseguenza denunciare pubblicamente situazioni di palese degrado ambientale.

 Il percorso prevede una parte “teorica” di formazione, da svolgersi in classe con i PLS come animatori ed una sul territorio che vede i bambini protagonisti in prima persona come veri e propri reporter.

 A conclusione una mostra in luogo aperto al pubblico.

 Non trascurabile il coinvolgimento di più materie già presenti nel percorso scolastico e, su tutto, come denominatore comune, l’educazione civica che permea tutto il progetto.

 La prima scuola che ha aderito al progetto è il Secondo Istituto omnicomprensivo di Carmagnola. In fase di attuazione a Rivoli e a Caselle Torinese.

 Il coinvolgimento degli insegnanti è fondamentale per potenziare la nostra attività di “volontariato” in qualità di Pediatri di Famiglia che animano gli incontri.

 Ci stiamo adoperando affinché l’iniziativa, che ha già avuto il Patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte, del Comune di Carmagnola e del Comune di Caselle Torinese, raggiunga un numero di massa critica.

 Di seguito la tabella con la schematizzazione del percorso che va contestualizzato nelle varie realtà.

  [table]

 
|  |  |  |  |  |
| --- | --- | --- | --- | --- |
| ATTORI | 1^ step | 2^step | 3^ step | CRITICITA |
| PLS | Contatti con le scuole che si intende coinvolgere. | Incontri di formazione con le classi Richiedere la liberatoria per le foto! | Incontro conclusivo dei PLS con le classi | Interesse all’iniziativa |
| Individuazione ( adesione volontaria ) delle classi 3e 4 elementare interessate | Informazione | Partecipazione attiva degli insegnanti: lezioni introduttive “passeggiate  ecologiche”mirate a documentare situazioni di palese

 degrado ambientale | Definizione location e tempistica | “mappare” in modo più capillare possibile il territorio |

  
|  |  |  |  |  |
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| FIMP ambiente | Comunicazione del percorso | Collegamento costante | si richiede il Patrocinio a organi e  istituzioni |  |
| Istituzioni | Vengono informate e, se, disponibili, coinvolte  nell’iniziativa | Si chiede il Patrocinio alle Istituzioni rappresentative sul territorio di riferimento | Si invitano all’evento finale | Possibile  “ostruzionismo passivo o attivo” |
| Popolazione | Coinvolgimento tramite i bambini |  | Accesso libero all’evento  finale. | Definizione della tempistica |

  [/table]

 Il progetto, ideato dal gruppo di lavoro di FIMP ambiente Piemonte può essere attivato in qualsiasi scuola elementare con insegnanti motivati e un minimo di supporto informatico, per aderire è sufficiente che le Scuole interessate contattino la sede di FIMP Torino ([fimpto@libero.it](mailto:fimpto@libero.it)) .

 *A cura di Bobbio Marisa, Bruno Eleonora, Calvi Donatella, Fonsati Marco (FIMP Piemonte)*

 [SUL MIO FUTURO VIGILO ANCH’IO. UN PROGETTO DI COLLABORAZIONE FIMP AMBIENTE PIEMONTE E SCUOLE ELEMENTARI](https://www.fimp.pro/images/FUTURO.pdf)


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## AMBIENTE E CAMPI ELETTROMAGNETICI

![AMBIENTE E CAMPI ELETTROMAGNETICI](https://www.fimp.pro/images/Untitled-28888.png)

Le ricerche più autorevoli degli studiosi di tematiche ambientali suggeriscono ormai di considerare l’uomo come un vero e proprio sistema comunicativo, aperto e multi-direzionale, in grado, quindi, di determinare continue modifiche dell’ambiente che lo circonda e di esserne a sua volta modificato in maniera costante e dinamica.

 L’uomo “informa” il suo ambiente e ne viene a sua volta “informato” in modo incessante e sistematico.

 E’ molto probabile che un ruolo fondamentale lo giochino in questo senso anche le esposizioni a campi elettromagnetici (CEM), in quanto le onde stesse hanno, a seconda della propria frequenza, differenti capacità di penetrazione in vari tessuti biologici (ossa, cervello, cristallino, midollo spinale, etc.).

 I ricercatori internazionali in molteplici studi segnalano significative correlazioni ed ipotizzano alterazioni dell’organismo successive alla esposizione, distinguendo però fra esposizioni a RF (radiofrequenze di tv, radio, cellulari) ed esposizioni ad ELF (extramely low frequency, diffuse da elettrodotti, forni industriali, etc.)

 I danni ipotizzati riguardano il sistema ghiandolare, la sfera riproduttiva e la stessa sfera comportamentale (irritabilità, stanchezza, cefalea).

 Particolare importanza rivestono le numerose segnalazioni di correlazioni fortemente sospette fra l’esposizione ai campi elettromagnetici ELF e l’insorgere di tumori celebrali e, soprattutto, di leucemie ( Ahlbom A, Day N, Feychting M, Roman E, Skinner J, Dockerty J, Linet M, McBride M, Michaelis J, Olsen JH, Tynes T, Verkasalo PK. Br J Cancer. 2000 Sep;83(5):692-8. A pooled analysis of magnetic fields and **childhood leukaemia**.).

 Inoltre, recenti studi “in vitro” sia su cellule animali che su cellule umane (staminali e non) evidenziano chiaramente il verificarsi di veri e propri danni cellulari, a seguito delle esposizioni ai campi elettromagnetici RF, a causa degli effetti termici da essi indotti.

 Si tratta di importanti alterazioni a carico della membrana cellulare, con danni molecolari che in particolare riguardano l’equilibrio elettrochimico della membrana stessa.

 Si possono anche creare frequenti danni a carico dello stesso DNA cellulare. (Vijayalaxmi(1), Obe G, Bioelectromagnetics. 2005 Jul;26(5):412-30. Controversial cytogenetic observations in mammalian somatic cells exposed to extremely low frequency electromagnetic radiation: a review and future research recommendations.)

 Succede, infatti, che le stesse cellule non riescano a riparare il danno subito anche se utilizzano quei meccanismi compensatori di cui naturalmente dispongono e che normalmente risultano essere, invece, molto efficaci.

 Il danno diventa pertanto permanente e, dunque, trasmissibile alle generazioni successive.

 Le analisi e gli studi riportati in riferimento alle modalità di esposizione ai cellulari indicano che fino anche al 50% della energia emanata dagli stessi viene assorbita dalla testa. Nel tempo, opacizzazione del cristallino, acufeni e fosfeni, stanchezza, mal di testa, calo della memoria, aumento della pressione intraoculare, degenerazioni tumorali a carico del nervo acustico sono stati studiati in correlazione all’esposizione a CEM ( Environ Health Perspect. 2004 Dec; 112(17):1741-54. Epidemiology of health effects of radiofrequency exposure. Ahlbom A, Green A, Kheifets L, Savitz D, Swerdlow A; ICNIRP (International Commission for Non-Ionizing Radiation Protection) Standing Committee on Epidemiology.).

 Sono stati condotti anche studi che studiano la correlazione tra l’esposizione a cem e una riduzione delle capacità e delle funzioni cognitive, in particolare nei bambini, le cui ossa craniche presentano uno spessore minore e, dunque, risultano più vulnerabili alle radiazioni stesse (Haarala C, BjÃrnberg L, Ek M et al.. Effect of a 902 MHz electromagnetic field emitted by mobile phones on human cognitive function: a replication study. Bioelectromagnetics 2003; 24:283-8). Va inoltre segnalata la maggiore “vivacità” ed il maggior grado di attività delle cellule degli organismi dei bambini.

 L’uso dei cellulari, dunque, va considerato chiaramente tanto più dannoso quanto più bassa è l’età del soggetto esposto alle radiazioni.

 Il rischio di sviluppare una leucemia infantile acuta si stima essere triplicato nei bambini esposti alle onde elettromagnetiche rispetto a quanti, invece, non siano esposti (Ahlbom A, Day N, Feychting M, Roman E, Skinner J, Dockerty J, Linet M, McBride M, Michaelis J, Olsen JH, Tynes T, Verkasalo PK. Br J Cancer. 2000 Sep;83(5):692-8. A pooled analysis of magnetic fields and **childhood leukaemia**.)

 Il danno correlabile all’uso del telefonino è comunque strettamente connesso ai tempi di utilizzo dello stesso, come del resto è logico attendersi.

 Le percentuali relative allo sviluppo di patologie severe (in primis tumori del s.n.c.) aumentano del 20-30 % per una esposizione ed un utilizzo continuativo che superi i dieci anni (Comba P. Studi epidemiologici sui campi elettromagnetici: evidenze di rischio e indicazioni per la prevenzione. E&P 2002;4:191-79).

 In verità occorre precisare che a partire dal 2013 la agenzia internazionale per la ricerca sul cancro di Lyon ha elevato la classificazione dei campi elettromagnetici a Radiofrequenze dalla classe “3” (non cancerogeni) alla classe “2B”, ovvero possibili cancerogeni.

  

 *A cura di Vito Romanelli, Area Ambiente e Salute FIMP*

  

 [AMBIENTE E CAMPI ELETTROMAGNETICI](https://www.fimp.pro/images/AMBIENTEECAMPIELETTROMAGNETICI (1).pdf)


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## INQUINAMENTO DA PLASTICA: UN ‘EMERGENZA GLOBALE

![INQUINAMENTO DA PLASTICA: UN ‘EMERGENZA GLOBALE](https://www.fimp.pro/images/Untitled-28888.png)

Dai vestiti alle bottiglie, passando per cosmetici e imballaggi siamo immersi in un mondo di plastica.

 La plastica una volta finito il suo compito, finisce molto spesso nei nostri mari. Sono oltre 8 milioni le tonnellate che ogni anno vengono riversate in mare. Di questi il 60%va sul fondale, il 20%rimane sulle spiagge e il 20% rimane a galleggiare sulla superficie del mare.

 E anche se i dati del riciclo sono più confortevoli in Europa (30%) rispetto al resto del mondo (5%) la plastica conferita in discarica e da qui tramite l’aria e il terreno in mare rappresenta un problema veramente enorme.

 Le plastiche sono costituite da macromolecole dette polimeri scomponibili in monomeri.

 I differenti tipi di plastica differiscono per l’aspetto, la composizione e la destinazione di uso. Esse si possono differenziare in.

 **PE (polietilene**): usato per la produzione di sacchetti, cassette, nastri adesivi, bottiglie, sacchi per spazzatura, giocattoli…

 **PP (polipropilene)**: usato per oggetti per arredamento, contenitori per alimenti, flaconi per detersivi, prodotti per igiene personale, mobili da giardino…

 **PVC (cloruro di polivinile)**: usato per vaschette per uova, tubazioni, pellicole isolanti tanto che si trova anche nei muri delle case, porte, finestre…

 **PET (polietilentereftalato)**: bottiglie di bibite e acque minerali, fibre sintetiche….

 **PS (polistirene, meglio noto come polistirolo)**: vaschette per alimenti, posate, piatti, tappi, imballaggi…

 Attenzione: tutti i contenitori che NON recano le sigle PE, PET, PVC più tutti i contenitori che presentano residui di materiali organici (es. cibo) o di sostanze pericolose (vernici, colle, etc…) più altri numerosi materiali NON è plastica riciclabile!!!!!

 Lo smaltimento della plastica può essere effettuato attraverso il recupero o il riciclo.

 Con questi meccanismi è possibile ottenere non solo nuovi prodotti riutilizzabili ma anche energia, calore ed elettricità. In particolare il recupero energetico prevede di riutilizzare l’energia contenuta nei rifiuti plastici, che le deriva dal petrolio ed è interamente sfruttabile. La plastica infatti ha un potere calorifico paragonabile a quello del carbone.

 La plastica non è però biodegradabile, ed esposta alla luce del sole, lentamente si decompone in piccoli frammenti, che soffocano o intrappolano gli organismi marini. Questi sono vittime della parte più subdola della plastica di dimensione inferiore ai 5 mm (microplastica)che viene scambiata come cibo. Se a questo si aggiunge anche le nano plastiche (inferiori a 100 nanometri) si capisce come tali sostanze si accumulino nei tessuti di pesci, molluschi, crostacei e arrivino sino a noi.

 Ricerche dell’Algalita Marine Research Foundation effettuando prelievi in acque a vari livelli di profondità e analizzando il contenuto, ha evidenziato che la quantità di micro particelle di plastica superava la percentuale di zoo plancton da 6 a 30 volte nelle aree maggiormente contaminate.

 E dal momento che le plastiche sono sorgenti di inquinamento organico per POP’s (Persistent Organic PollutantS), ftalati, additivi chimici, metalli pesanti …, si capisce come, elementi che interferiscono con il sistema immunitario, cancerogeni, interferenti endocrini possono contaminare la catena alimentare nostra e molto più pericolosamente quella dei nostri piccoli pazienti, causando danni irreparabili. Molti oltretutto, di questi elementi tossici, possono superare la barriera placentare e attraverso l’alterazione dell’epigenoma dei gameti possono manifestare danni anche in generazioni successive non esposte direttamente.

 Ripulire i mari da questo tipo di inquinamento pulviscolare è un’impresa destinata al fallimento. L’unica possibilità è tagliarne drasticamente la produzione (un semplice lavaggio in lavatrice di indumenti sintetici genera circa duemila frammenti di plastica) promuovendo e incentivando fattivamente una raccolta differenziata.

 Anche il pediatra deve conoscere questa problematica così complessa e sensibilizzare i genitori e i pazienti all’uso oculato e al riciclo di sostanze tanto importante quanto pericolose, se vengono mal gestite.

 Affrontare il problema dell’inquinamento da plastica è possibile ma questo richiede l’impegno e la collaborazione di tutti: istituzioni, imprese e individui. In questo contesto, il Pediatra può mettere in campo le sue forze, cooperando per risolvere e gestire questa emergenza, a difesa della salute dei piccoli pazienti e delle generazioni future.

 *A cura di Marco Granchi, Area Ambiente e Salute FIMP*

 [L’INQUINAMENTO DA PLASTICA: UN’EMERGENZA GLOBALE](https://www.fimp.pro/images/INQUINAMENTO.pdf)


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## L’INQUINAMENTO INDOOR

![L’INQUINAMENTO INDOOR](https://www.fimp.pro/images/Untitled-28888.png)

##### INQUINAMENTO INDOOR

 Commenti, integrazioni e approfondimenti relativi al Poster Fimp Ambiente e Salute

 La casa è il luogo dove un bambino passa la maggioranza del suo tempo, basti pensare che solo per dormirci quasi tutte le persone in casa ci stanno per circa il 50% della giornata. Si è calcolato che un bambino stia in casa per l’80% del tempo. L’inquinamento domestico può essere dalle 10 alle 50 volte superiore a quello esterno: l’inquinamento dell’aria proveniente dall’esterno si somma a quello prodotto in casa, per questo la casa deve essere accogliente e sicura, anche dal punto di vista delle sostanze inquinanti e tossiche per la salute.

 **Ci sono rischi a vivere chiusi in casa?**

 I dati della letteratura confermano che i bambini (ma anche gli adulti) hanno maggiore possibilità di manifestare infezioni respiratorie, di peggiorare situazioni croniche come l’asma e, nel lungo termine, di avere un rischio più elevato di sviluppare tumori.

 Nel manifesto si danno consigli ai genitori per diminuire o annullare i rischi, perché bastano poche azioni semplici ma determinate per migliorare l’ambiente. Alcuni consigli valgono per tutta la casa e sono legati alla manutenzione generale, altri sono suddivisi per ambienti per rendere più evidente e leggibile il manifesto.

 Qui di seguito si riprendono i consigli in modo sequenziale, senza far riferimento agli ambienti:

 **Ricambio d’aria: **è doveroso eseguirlo almeno ogni 3-4 ore di giorno e durante le attività domestiche: sostanze come monossido di carbonio (dai fornelli), ozono (dagli elettrodomestici), formaldeide (da mobili, detersivi, vernici), radon dal sottosuolo (che varia dal luogo di residenza ad un altro) inquinano l’ambiente interno e determinano danni all’apparato respiratorio e cancro.

 **Fumo passivo di seconda e terza mano: **il bambino respira la cenere e i composti di combustione del tabacco se sta vicino ad un fumatore (fumo di seconda mano) o se tocca e si appoggia a indumenti indossati da chi ha fumato (fumo di terza mano). Il fumo è dannoso perché contiene sostanze cancerogene e irritanti per l’apparato respiratorio: i bambini sono più esposti ad asma e bronchiti. Nelle donne in gravidanza potrebbe indurre un parto pre-termine con la nascita di un neonato di basso peso.

 **Manutenzione della caldaia e dei filtri del condizionatore**: la pulizia dei filtri e la manutenzione evita cariche elevate di funghi, batteri, allergeni e monossido di carbonio, riducendo le

 malattie dell’apparato respiratorio

 **Mobili di arredamento: **materiali di legno non trattato o di qualità sono preferibili quando si rinnova una stanza, un ambiente: i mobili nuovi, in particolare quelli costituiti da pannelli di legno trattato con resine, rilasciano formaldeide, sostanza ad azione nociva sull’apparato respiratorio. Vale la pena ricordare ai genitori di effettuare ricambi d’aria frequenti nelle due settimane successive alla presenza di mobili nuovi**.**

 **Colori e vernici: **utilizzate nella imbiancatura dei locali, emettono composti organici volatili (VOC), tra cui formaldeide, benzene, toluene che possono causare allergie e cefalea: per questo si consigliano pitture ad acqua, più ecologiche.

 **Temperatura della casa: **dovrebbe aggirarsi sui 19-20 °C e l’**umidità **relativa essere intorno al 50%. Queste sono condizioni in cui l’organismo si trova a suo agio e respira meglio.

 **Muffe sui muri e le pareti**: il bagno è il classico ambiente in cui si forma condensa e umidità, condizioni che favoriscono il proliferare di muffe: l’ambiente umido determina affaticamento, le muffe producono micotossine, che favoriscono l’insorgenza di asma e problemi respiratori. Consigliare di arieggiare i locali per favorisce il ricambio d’aria e ridurre la proliferazione di micotossine.

 **Animali in casa: **concessi a patto che vengano puliti frequentemente, soprattutto se girano per casa, ma anche all’esterno: cani e gatti, specie a pelo lungo, possono essere vettori di acari della polvere, parassiti, inquinanti chimici raccolti col pelo.

 **Prodotti contro zanzare, parassiti, mosche**: è utile evitare **insetticidi chimici, **che contengono composti organo-clorurati, cancerogeni e allergizzanti; consigliare insetticidi contenenti sostanze a base di piretro naturale, olii essenziali come la citronella, limone, piante aromatiche (incenso, geranio).

 **Prodotti per la pulizia e l’igiene: **consigliare detergenti naturali a base di aceto, limone, bicarbonato, tè per la pulizia di stoviglie e arredi: I detergenti chimici contengono butoxyethanolo, molto irritante per gli occhi, formaldeide, dall’effetto cancerogeno. Il potere detersivo della teina o dell’aceto è maggiore che in qualunque altro prodotto chimico, e fa meno male.

 **Contenitori per conservazione dei cibi: **privilegiare vetro e ceramica per acqua e cibo. La plastica specie a temperature elevate, libera Bisfenolo A, che produce effetti ormono- simile, alterando lo sviluppo sessuale, la funzionalità tiroidea, il sistema nervoso ed il sistema immunitario.

 **Pentole e contenitori: **consigliare preferibilmente pentole in acciaio per la cottura dei cibi; ricordare che le pentole antiaderenti rivestite in teflon devono essere buttate quando si rigano, in quanto Il teflon libera i perflorurati, interferenti endocrini, con possibile danno a tiroide, fegato, apparato riproduttivo. Evitare pure pentole e contenitori di alluminio per le cotture e la conservazione di alimenti acidi. L’ossido di alluminio ad elevate temperature e a contatto con cibi acidi come il limone, i pomodori o le sostanze gassate migra negli alimenti. Si accumula poi nel cervello, nel polmone, nei reni, nella tiroide e nelle ossa.

 Preferire i contenitori in vetro.

 **Cappa di ventilazione: **quando si cucina, la cappa aspira prodotti della combustione come monossido di carbonio, ossidi di azoto e biossido di zolfo, dannosi per i polmoni.

 **Pavimenti, moquette e tappeti: **consigliare la pulizia frequente per evitare il ristagno della polvere e degli acari: nella polvere sui pavimenti e sui tappeti si accumulano i polibromodifenileteri, presenti in mobili, tendaggi e imbottiture con schiume: sono interferenti endocrini che interferiscono con la funzionalità tiroidea e con il neurosviluppo. Gli acari presenti in gran quantità nella polvere sono responsabili di allergie e di dermatiti.

 **Tendaggi**: devono essere lavati di frequente perchè possono contenere e rilasciare nell’ambiente ritardanti di fiamma bromurati, coloranti azoici, con azione interferente endocrina e possibili danni alla tiroide e al neuro-sviluppo. Inoltre vi si possono accumulare polveri e acari della polvere, spesso responsabili di allergie

 **Profumi, fumi di candela**: ricordare che l’uso di candele colorate, incensi, diffusori di profumi determina dimunizione di ossigeno nella stanza. Disperdono nell’ambiente cromo, piombo, metalli pesanti tossici per tutte le cellule dell’organismo; se inalati o ingeriti, possono causare problemi respiratori e anemia.

 **Camini e stufe: **bisogna controllare la perfetta aerazione della cappa fumaria, non bruciare carte plasticate, arieggiare dopo l’uso. La combustione determina la produzione di monossido di carbonio, tossico per i bronchi, Idrocarburi policiclici ad azione cancerogena; in molti comuni le combustioni da legna sono proibite per il danno da inquinamento ambientale, secondo normative comunali che possono variare da luogo a luogo.

 **Detergenti per l’igiene personale: **raccomandati quelli con poca schiuma e poco profumo. La schiuma contiene sostanze come triclosan, lauramide, isopropile , etanolamide, a rischio endocrino, cancerogeno, oltre che irritativo per la pelle.

 **Smalti per unghie e acetone**: evitare di lasciare lo smalto aperto, determina vapori di toluene, sostanza cancerogena. L’acetone è una sostanza irritante per le vie respiratorie, può causare attacchi di asma

 **Apparecchi elettronici: **non lasciare gli smartphone, i computer nelle stanze da letto: le onde elettromagnetiche (CEM) sono fortemente sospettate di determinare neurinomi, cefalea.

 **Rumori o suoni: **il volume elevato determina danno acustico**. **Le cellule deputate alla percezione del suono non si rinnovano e muoiono con l’esposizione a rumori ad elevato volume (sopra ai 90 dB). Ricordare anche di tenere bassi i volumi dei giocattoli sonori che molti bambini nei primi anni di vita si portano vicino all’orecchio.

 **Materiali per il disegno: **consigliare l’uso di pennarelli, evidenziatori e colori ad acqua. I colori ad acqua sono innocui, rispetto a quelli ad olio e ai pennarelli che contengono inquinanti chimici irritativi, causa di dermatiti e congiuntiviti

 **Stampanti laser e fotocopiatrici: **si devono arieggiare i locali dopo l’uso ed evitare di posizionarli nella stanza da letto del bambino. Il toner produce polveri contenenti xilolo, toluolo, altri agenti chimici ad azione tossica respiratoria e cancerogena. E’ buona norma tenere la stampante lontana dalle stanze da letto.

 **Giocattoli: **devono essere sicuri e atossici, possibilmente con marchio C E, IMQ, giocattolo sicuro ed adeguati all’età del bambino. Sotto i 3 anni esiste apposita certificazione: “Non adatto a bambini di età inferiore a 36 mesi” ; molti giocattoli non certificati contengono ftalati, sostanze che ne migliorano la plasticità, ma purtroppo hanno una azione sregolante endocrina con effetti negativi sull’apparato riproduttivo.

 **Prodotti per orto e giardino: **non usare o limitare al massimo insetticidi in giardino o pesticidi nell’orto: i pesticidi contengono organofosforati (glifosato) e fenoli ad azione mutagena e tossici per fegato, reni. Gli insetticidi contengono organoclorurati (clorpirifos) con effetti tossici a reni, fegato, cervello

 **Una raccomandazione**: ricordare al genitore quanto sia importante sensibilizzare anche le istituzioni (consiglio di istituto) della scuola del bambino per avere anche tra i banchi un ambiente salubre e pulito.

 Per saperne di più:

 Inquinamento indoor, il vademecum dell’ISS, visto in [http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?menu=notizie&id=2812](http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?menu=notizie&id=2812)

 “La sostenibilità dell’ambiente abitato”, position paper ISDE, visto in [https://www.isde.it/wp-content/uploads/2015/06/POSITION-PAPER-Salute-Urbanistica-TOTALE-2013.pdf](https://www.isde.it/wp-content/uploads/2015/06/POSITION-PAPER-Salute-Urbanistica-TOTALE-2013.pdf)

 Inquinamento indoor: aspetti generali e casi studio in Italia, ISPRA, visto in [http://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00010300/10392-rapporto-117-2010.pdf/](http://www.isprambiente.gov.it/contentfiles/00010300/10392-rapporto-117-2010.pdf/)

 Inquinamento indoor. Manuale per la prevenzione, EPC ed., visto in [https://www.epc.it/contenuti/Inquinamento_indoor_sito.pdf](https://www.epc.it/contenuti/Inquinamento_indoor_sito.pdf)

  

 *A cura di **Leo Venturelli, coordinatore e Ottavio Balducci, Marisa Bobbio, Vincenzo Caruso, Mirella Di Matteo, Priene Galvao, Laura Matteucci, Rosalba Mischi, Beppe Primavera, Giuseppe Ragnatela, Fabiola Salvetti, Giuseppina Scatena, Fabio Severi.***

  

 [L’INQUINAMENTO INDOOR](https://www.fimp.pro/images/INQUINAMENTOINDOOR%20(1).pdf)


[Lees meer...](https://www.fimp.pro/ambiente/l-inquinamento-indoor.md)

## DISPOSITIVI ELETTRONICI

![DISPOSITIVI ELETTRONICI](https://www.fimp.pro/images/Untitled-28888.png)

##### PRESENTAZIONE DEL POSTER DI AREA AMBIENTE E SALUTE FIMP

 
##### 

 [Corretto utilizzo dei Dispositivi Elettronici da parte dei bambini](https://www.fimp.pro/images/areetematiche/ambientesalute/POSTER1.pdf)

 Ci si può chiedere perché il pediatra debba occuparsi dei Media Digitali. La risposta immediata è che i nostri pazienti ne fanno un uso importante!

 Nel 1970 l’accesso e l’esposizione ai Dispositivi Elettronici (DE) avveniva in media a 4 anni di età: nel 2015 il primo approccio ai DE inizia a 4 mesi, e il 96% dei bambini dai 0 ai 4 anni li ha già utilizzati (Youtube, Netflix, cartoni e giochi, programmi educativi, App per l’apprendimento). Diversamente dai media tradizionali, i DE permettono agli utilizzatori non solo di consumare ma anche di creare contenuti e possono essere utilizzati ovunque e in qualunque momento.

 Offrono OPPORTUNITA’:

 
- apprendimento precoce di nuove idee e conoscenze;
- maggiori contatti sociali (comunità di pari);
- attività educative e riabilitative per

 Ma anche RISCHI:

 
- effetti negativi su sonno, attenzione e apprendimento;
- permettono contatti con persone e contenuti inappropriati o pericolosi (per esempio siti “pro-ana” per anoressici);
- favoriscono aumento di peso e obesità per la sedentarietà, umore depresso, rendono possibile la violazione della privacy.

 Di seguito, alcune stringate delucidazioni sulle informazioni scientifiche che sono state sintetizzate nelle frasi del poster (riportate evidenziate in blu)

 
##### I DISPOSITIVI ELETTRONICI NUOCCIONO ALLA SALUTE DEL TUO BAMBINO

 
###### non sono giocattoli!

 Aumento dell’obesità: sembra esserci una correlazione diretta tra BMI e ore/settimana di uso dei media. L’utilizzo durante il pasto crea una non consapevolezza del cibo assunto, il che ne favorisce una maggiore introduzione

 Uno studio ha dimostrato che ridurre le ore di esposizione ai DE migliora il BMI.

 
###### ⦿    La luce emessa dallo schermo interferisce col sonno.

 L’utilizzo dei DE nelle ore serali causa ritardo nell’orario di addormentamento, dovuto non solo alla visione dei contenuti ma anche a soppressione della produzione di melatonina endogena per l’emissione di luce dallo schermo. Nei bambini di eta 6-12 anni esposti a schermo nelle ore serali il sonno è significativamente più breve. Nei Preadolescenti (Bruni, 2015) l’uso di internet, il numero dispositivi e l’orario di addormentamento dopo le 21 hanno diverse ma significative interferenze negative sulla qualità del sonno e faciliterebbero la comparsa di sintomi depressivi.

 
###### ⦿    Le onde elettromagnetiche sono potenzialmente cancerogene, passibili di alterare le cellule cerebrali e lo sviluppo neuropsicologico del bambino

 I campi magnetici a Radio Frequenza sono esclusivamente di origine antropica. Nel giugno 2011 l’Agenzia Europea di Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato i cellulari e i campi elettromagnetici a radiofrequenza (wireless) come fattori di rischio di tipo 2B, ciò indica che l’esposizione alle FR può essere un possibile rischio cancerogeno per gli esseri umani.

 I bambini sono particolarmente fragili perché la parte di tessuto cerebrale esposta è maggiore visto che tra 0 e 2 anni il cervello dei bambini triplica le sue dimensioni. C’è una maggiore permeabilità   della   barriera   emato-encefalica   e   una   scarsa   capacità   di   auto-limitare l’esposizione. Inoltre per loro si prevede una lunga esposizione (decenni).

 Appare, quindi, giustificata l’applicazione del principio di precauzione

 
##### MAI AL TUO BAMBINO SOTTO I 6 ANNI

 
###### Sotto i tre anni

 La capacità di trasferire l’esperienza da due a tre dimensioni è assente per la mancanza del pensiero simbolico e l’immaturità della capacità di attenzione.

 I bambini hanno bisogno di esperienze sensoriali e di relazioni con i caregivers: possono apprendere dall’utilizzo dai media ma solo con la mediazione dell’adulto.

 Le App per migliorare le competenze linguistiche hanno avuto un qualche successo solo quando sono state utilizzate insieme a un adulto, e non quando il bambino le utilizzava da solo. È stato dimostrato che l’esposizione precoce ha un effetto negativo per:

 
- correlazione tra ore di esposizione e ritardo cognitivo, dello sviluppo del linguaggio e delle capacità emotive e sociali; probabilmente per la ridotta relazione con l’adulto e per i contenuti di bassa qualità;
- i contenuti violenti che veicolano sono associati allo sviluppo di atteggiamento aggressivo;
- il dispositivo viene spesso utilizzato come babysitter, maggiormente in bambini “difficili” e questo accentua i loro problemi

 
##### DAI 3 AI 5 ANNI

 Le App educazionali prodotte sono di scarsa qualità, non prevedono l’interazione dell’adulto e sono progettate in maniera da escludere il coinvolgimento sociale. Si basano su un rinforzo autoprodotto, quindi il piccolo coinvolto nel momento in cui viene interrotto prova rabbia e frustrazione, meccanismo che pone le basi per un processo di “dipendenza”.

 Le famiglie *heavy user media *possono essere indirizzate verso programmi di alta qualità o giochi che prevedano la presenza di due giocatori (genitore e bambino) e inseriscano momenti di pausa in cui è possibile tornare alla realtà senza senso di frustrazione

 
##### SOLO UN’ORA AL GIORNO SOPRA I 12 ANNI

 
###### Sopra gli 8 anni

 Il 75% dei bambini possiede un cellulare e un quarto di loro si descrive “perennemente connesso” e la metà “dipendente”: il 50% ha un atteggiamento Media multitasking (studio, guardo il pc e sono online, chatto e magari faccio una foto e la posto).

 Sono abituati a una comunicazione fluida audio-video-link-emoticon e alla “gamification” della realtà, dove i vari aspetti della vita vengono tradotti in un contenuto digitale tale per cui la realtà fisica viene vissuta tramite un dispositivo (App per esercizio fisico, per raggiungere obiettivi scolastici).

 Nell’utilizzo dei media sono esposti al Marketing mirato (faccio ricerca su forma fisica e compaiono banner o link a sport/nutrizione/dieta/junk food).

 I messaggi del poster esposti sin ora hanno lo scopo di far riflettere i genitori sulle varie sfaccettature che presenta quell’oggetto che mettiamo con molta facilità in mano ai bambini, dal cellulare al tablet.

 Proponiamo quindi alcune **BUONE REGOLE**

 
- SPEGNERE I CELLULARI di notte e tenerli lontani dalla testa del bambino
- NON tenere il cellulare dove dorme il bambino (oppure tenerlo in modalità areoplano)
- NON portare il cellulare in tasca (danneggia i genitali)
- Fare conversazioni BREVI
- Utilizzare sempre gli AURICOLARI (se mono alternare destro e sinistro) o il viva voce
- PULIRE regolarmente il cellulare

 E anche regole per far riflettere sull’importanza della relazione e del tempo passato assieme

 
- NON tenere il cellulare a tavola: in famiglia durante i pasti si dialoga!
- NON parlare al cellulare mentre si passeggia con il bambino: CONDIVIDI il tempo con lui
- EDUCARE il bambino all’uso corretto e consapevole (condividi password e contenuti!)

 È importante diventare consapevoli che come aiutiamo i ragazzi a interpretare il mondo fisico che li circonda e diamo regole per la sicurezza fisica (non si va via con uno sconosciuto e non si accettano caramelle…) ancor più importante è educarli a un appropriato e sicuro comportamento quando navigano sul web.

 È giusto che un genitore monitori l’uso di internet anche con l’uso di software di parental control.

 
- Internet è pieno di contenuti NON ADATTI ai bambini. L’uso non controllato e precoce della rete è pericoloso come farli uscire da soli di notte.

 La visione *peer-to-peer *(i ragazzi guardano ciò che fanno altri ragazzi loro pari) induce a considerare ciò che si osserva normale e desiderabile (alcool e droghe, comportamenti sessuali a rischio, comportamenti autolesivi, disordini alimentari).

 Depressione e bassa autostima interessano i ragazzi più fragili: chi usa i social in maniera passiva va incontro a questi problemi molto più facilmente di chi ne fa un uso attivo. Ci sono sempre stati i soggetti fragili, ma i MD hanno notevolmente amplificato il rischio di un impatto psicologico rilevante.

 Privacy e Sexting: i ragazzi hanno scarsa consapevolezza della privacy e facilmente mettono in rete foto e messaggi privati di se o di altri. L’American Academy Pediatrics suggerisce di inserire una discussione su questo argomento nelle visite filtro coi genitori e coi ragazzi.

 Bullismo: è vero che c’è sempre stato! Ma quello on line è anonimo, ti raggiunge a qualunque ora e ovunque anche mentre sei a letto nella tua cameretta, ed è virale; in pochi minuti tutto il tuo mondo ne viene a conoscenza.

 IN GRAVIDANZA TIENI IL CELLULARE LONTANO DAL PANCIONE

 Meglio non esporre il feto alle radio frequenze. Inoltre, invita i genitori ad acquisire abitudini che siano di esempio sin dai primi tempi della vita del loro bambino e a riflettere sulle modifiche dei propri comportamenti riguardo l’uso degli MD.

 Il pediatra ha il compito nelle visite filtro di rendere consapevoli i genitori di quale sia lo stile “digitale” della loro famiglia e del loro ruolo nell’equilibrare il tempo trascorso dal bambino tra media e altre attività. E’ loro compito educare i figli all’uso sicuro e competente del mondo (digitale).

 Strumenti che possiamo utilizzare nella pratica per raggiungere l’obiettivo indicato:

 Esporre il poster di FIMP ambiente in sala d’attesa per sensibilizzare i genitori e stimolarli alla riflessione e a porre domande su questo tema.

 Altri materiali come ad esempio un pieghevole all’interno dello studio che serva da rinforzo a ciò che leggono sul poster e sia di supporto al pediatra per dare risposte più adeguate.

 Consigliare ai genitori delle App come quella che può trovare su [www.healthychildren.org/MediaUsePlan,](http://www.healthychildren.org/MediaUsePlan) è una App disponibile gratuitamente che guida il genitore nell’analisi di ciò che avviene in famiglia dal punto di vista digitale a seconda dell’età del bambino e dà utili suggerimenti di comportamento.

  

 *A cura di Magda Carrà a nome del gruppo di lavoro (Magda Carrà, Bruno Eleonora, Federica Carraro, Vania Cristofaro, Amjad Abu Salem, Laura Martinati, Annamaria Moschetti, Lucia Poggesi, Mariangela Rocco, Antonello Sinatra, Angelo Basilicata, Mariantonietta Caiazzo, Stefania Russo, Marco Granchi, Netti Lo Cascio, Athina Maria Nussiopulos, Luisa Bellaveglia).*

  

 [DISPOSITIVI ELETTRONICI](https://www.fimp.pro/images/Poster.pdf)

  


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## POSTER AMBIENTE ACQUA 2019

![POSTER AMBIENTE ACQUA 2019](https://www.fimp.pro/images/Untitled-28888.png)

##### L’ACQUA È IL NOSTRO ORO BLU!

 **Il corpo umano **è fatto in larga parte di acqua, quello dei bambini ne contiene **circa ****l’80%**: **la vita è possibile solo se disponiamo di sufficiente acqua.**

 I bambini possono non avvertire il senso della sete rischiando forme lievi di disidratazione. **Offri** **spesso** **acqua** **da bere al tuo bambino**, soprattutto se fa movimento.

 **L’acqua per uso umano è una ****risorsa limitata**: solo lo 0,6% di tutta l’acqua presente sul nostro pianeta.

 **L’acqua del rubinetto dei tanti ****acquedotti italiani è buona, sicura e controllata**. Usala anche per il tuo bambino!

 **Attenzione all’efficienza e alla qualità della tua rete domestica. **Se avessi dubbi contatta la tua

 **Azienda** **Sanitaria** **Locale**. Se usi un apparecchio di trattamento domestico cambia i filtri regolarmente.

 
##### **L’AC****Q****UA NON DEVE ESSERE SPRECATA NÈ CONTAMINATA!**

 
###### **RISPARMIAMO** **E RISPETTIAMO IL NOSTRO ORO BLU.**

 **COME RIDURRE GLI SPRECHI:**

 
- **Scegli di fare la doccia piuttosto che il bagno**, puoi risparmiare circa 40 litri di acqua per
- **Stai sotto la doccia per non più di 4 minuti**. In questo modo rispetterai la salute della tua pelle e risparmierai 9 litri di acqua per ogni minuto in
- **Chiudi i rubinetti durante il lavaggio **dei denti e mentre ti insaponi in
- **Usa** **lo** **sciacquone** **con** **il** **sistema** **di** **scarico** **a** **doppio** **pulsante** (riduci a metà la quota d’acqua usata, che in media è di circa 10-16 litri).
- **Utilizza i riduttori di flusso **su tutti i rubinetti della casa, puoi risparmiare da 3 a 6 litri di acqua al
- **Controlla che in casa tutti i rubinetti rimangano chiusi **e che non ci siano perdite (le perdite delle tubature incidono in media per il 27% dei consumi di acqua).
- **Utilizza la lavastoviglie e la lavatrice solo a pieno carico**. Se cambi elettrodomestico sceglilo con etichetta energetica A++ o A+++ e marchio “Ecolabel”.
- **Consuma** **alimenti** **che** **richiedono** **meno** **acqua** **per** **essere** **prodotti**: mangia meno carne e più
- **Innaffia solo di sera**, per evitare di perdere acqua con l’evaporazione.

 **COME RIUTILIZZARE O RECUPERARE L’ACQUA:**

 
- 
- **Riutilizza l’acqua **di lavaggio delle verdure e della frutta per
- **Raccogli l’acqua piovana **e utilizzala per innaffiare e per lavare la macchina.

 **COME RIDURRE LA CONTAMI- NAZIONE DELL’ACQUA:**

 
- **Usa pochi prodotti chimici **come pesticidi, profumanti, disinfettanti, detersivi e detergenti. Sostituiscili con prodotti biodegradabili.
- **Non versare nel lavandino olio o altri prodotti chimici**, farmaci (scaduti o non terminati), o cosmetici.

 [POSTER AMBIENTE ACQUA 2019](https://www.fimp.pro/images/ACQUA.pdf)


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## POSTER AMBIENTE ENERGIA 2019

![POSTER AMBIENTE ENERGIA 2019](https://www.fimp.pro/images/Untitled-28888.png)

#### IL CONSUMO ENERGETICO

 
###### RISPARMIO ED EFFICIENZA PER GUADAGNARE IN SALUTE

 Il settore energetico è responsabile dell’**81%** **delle** **emissioni** **di gas ad effetto serra**

 dovute alla combustione di fonti fossili con **gravi** **conseguenze** **per** **il clima **e soprattutto per **la salute dei bambini.**

 **Ancora ****oggi ****la quota maggiore di combustibili utilizzati per la produzione dell’energia è di natura fossile.**

 
##### COME INTERVENIRE?

 Corretti stili di vita > **RISPARMIO**

 Ottimizzazione dei consumi con nuove tecnologie > **EFFICIENZA**

 Gli interventi di efficienza devono tener conto della **QUALITÀ** **DELL’ARIA ****RESPIRATA ****NEGLI ****AMBIENTI ****DOMESTICI ****(INDOOR)**

 
##### DA DOVE COMINCIARE? DA DOVE SI CONSUMA DI PIÙ

 Se esegui lavori di progettazione e realizzazione di interventi sulla casa, non pensare solo a

 migliorare l’isolamento e al risparmio energetico: ricorda di garantirti **una buona qualità di vita e salut**e mantenendo, per esempio, **una idonea ventilazione **per un corretto ricambio dell’aria.

 Non dimenticare di verificare il **buon** **funzionamento** **della** **caldaia **e dei **sistemi** **di ****condizionamento**, facendo la revisione ogni anno, controllando le prese dell’aria, pulendo regolarmente le griglie di ventilazione e i filtri dei condizionatori.

 Ricordati di **regolare** **la temperatura di casa **massimo a 20° e utilizza un maglione in più se serve.

 **Riduci** **l’utilizzo** **dell’automobile**: organizza spostamenti in auto condivisi **(car** **pooling)**. **Cammina, ****usa i mezzi pubblici **o preferisci **la bicicletta**, anche quella elettrica.

 
##### ALIMENTAZIONE

 
- Utilizza **la filiera corta a km 0.**
- **Riduci ****lo spreco alimentare**. **Utilizza** **un menù settimanale**.
- Promuovi la **dieta** **mediterranea**.
- Scegli alimenti con **poco imballaggio**
- e fai la **raccolta** **differenziata**.

 [POSTER AMBIENTE ENERGIA 2019](https://www.fimp.pro/images/ENERGIA.pdf)


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## POSTER AMBIENTE PLASTICA 2019

![POSTER AMBIENTE PLASTICA 2019](https://www.fimp.pro/images/Untitled-28888.png)

##### LA PLASTICA È PER SEMPRE!

 **Ogni anno** se ne producono 200 milioni di tonnellate, e più di 10 milioni finiscono in mare (33.800 bottigliette al minuto). Il 30 % in Europa viene riciclato, il resto viene bruciato, smaltito in discarica o disperso.

 **Una** **busta** **di plastica resiste nell’ambiente da 100 a 500 anni.**

 **La plastica è dappertutto **e non sparisce, ma si frammenta in microparticelle.

 0gni giorno la mangi, la bevi, la respiri, la assorbi.

 Alcune sostanze chimiche contenute nella plastica **possono** **mettere** **a rischio **la salute tua e del tuo bambino.

 **COSA ****POSSIAMO** **FARE?**

 **Limita **l’uso di plastica ed evita, appena possibile, i prodotti usa e getta (bicchieri,piatti,posate,cannucce,  etc.).

 **Preferisci i prodotti compostabili **smaltibili nell’umido.

 **Evita **i prodotti confezionati monodose, riducendo il packaging.

 **Alterna **contenitori di diversi materiali (ad esempio il vetro, l’acciaio inossidabile, etc.).

 **Limita e usa correttamente **le pellicole per alimenti.

 **Scegli **vuoti a rendere (vetro al posto della plastica). Usa borse di stoffa per la spesa.

 **RI****CICLARE**

 Seleziona i rifiuti e **fai la raccolta difterenziata.**

 **Non gettare **rifiuti di plastica sulle spiagge o nell’ambiente.

 Per tutti i prodotti in plastica a contatto con gli alimenti **leggi e segui sempre le istruzioni d’uso **(pellicole, contenitori,sacchetti, etc.).

 **Evita **l’esposizione prolungata al sole delle bottiglie in plastica.

 **Evita **prodotti per l’igiene personale come ombretti, scrub, cosmetici, smalti per le unghie che contengano plastiche: polietilene (PE), polipropilene (PP) e polivinilcloruro (PVC).

 **Elimina**, se usurati, biberon, succhiotti, pentole antiaderenti contenitori e giochi in plastica.

 **Non **far giocare il tuo bambino su tappeti o pavimenti di plastica.

 **Preferisci **indumenti in fibra naturale.

 Considera la possibilità di **utilizzare **pannolini lavabili o compostabili.

 Le codiﬁche utilizzate sui contenitori sono quelle utilizzate per l’individuazione del materiale proprio ai ﬁni del riciclo.

 Segui sempre le indicazioni del tuo comune di residenza per il corretto smaltimento degli oggetti di plastica nella raccolta differenziata.

 [POSTER AMBIENTE PLASTICA 2019](https://www.fimp.pro/images/PLASTICA.pdf)


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## POSTER FIMP – INQUINANTI INDOOR

![POSTER FIMP – INQUINANTI INDOOR](https://www.fimp.pro/images/Untitled-28888.png)

Libera la casa da inquinanti!

 Apri le finestre, non fumare mai in casa e mantieni una temperatura ambiente sui 20°C e umidità relativa al 50%.

 [POSTER FIMP – INQUINANTI INDOOR](https://www.fimp.pro/images/POSTERCASA.pdf)


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## POSTER FIMP – DISPOSITIVI ELETTRONICI

![POSTER FIMP – DISPOSITIVI ELETTRONICI](https://www.fimp.pro/images/Untitled-28888.png)

La luce emessa dallo schermo interferisce col sonno.

 Le onde elettromagnetiche sono potenzialmente cancerogene, passibili di alterare le cellule cerebrali e lo sviluppo neuropsicologico del bambino.

 **MAI ****AL** **TUO** **BAMBINO** **SOTTO** **I** **6** **ANNI** **E** **SOLO** **UN’ORA ****AL** **GIORNO** **FINO** **AI** **12** **ANNI**

 
#### BUONE REGOLE

 **SPEGNERE** **I** **CELLULARI** di notte e tenerli lontani dalla testa del bambino.

 **NON **portare il cellulare in tasca (danneggia i genitali). Fare conversazioni**BREVI**.

 **NON **tenere il cellulare dove dorme il bambino (oppure tenerlo in modalità areoplano). Utilizzare sempre gli **AURICOLARI **(se mono alternare destro e sinistro) o il viva voce. **PULIRE **regolarmente il cellulare.

 **NON **usare tablet e cellulare nell’ora che precede il momento dell’addormentamento.

 Internet è pieno di contenuti **NON ADATTI **ai bambini. L’uso non controllato e precoce della rete è pericoloso come farli uscire da soli di notte.

 **NON **tenere il cellulare a tavola: in famiglia durante i pasti si dialoga!

 **NON **parlare al cellulare mentre si passeggia con il bambino: **CONDIVIDI **il tempo con lui.

 **EDUCARE **il bambino all’uso corretto e consapevole (condividi password e contenuti!)

 **IN** **GRAVIDANZA**, TIENI IL CELLULARE LONTANO DAL PANCIONE

  

 [POSTER FIMP – DISPOSITIVI ELETTRONICI](https://www.fimp.pro/images/POSTERDISPOSITIVI.pdf)


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## POSTER FIMP – GIOCATTOLI SICURI

![POSTER FIMP – GIOCATTOLI SICURI](https://www.fimp.pro/images/Untitled-28888.png)

SCEGLI BENE I GIOCHI MA RICORDA ANCHE DI PASSARE DEL «TEMPO DI QUALITÀ » CON IL TUO BAMBINO. LEGGERE, RACCONTARE STORIE, ASCOLTARE ASSIEME MUSICA, GIOCARE «CON NIENTE» FA BENE ALLA SUA MENTE.

 
##### **RISCHIO** **DI** **SOFFOCAMENTO/STRANGOLAMENTO****SPESSO****ASSOCIATO** **A****PRESENZA** **DI****PICCOLE****PARTI** **O** **DI** **LACCI**

 Non acquistare giochi troppo piccoli che possono essere ingoiati dai bambini.

 Non utilizzare pupazzi con pezzi (braccia, gambe, testa) che possono essere facilmente staccati. I giocattoli non devono avere parti appuntite o taglienti.

 I materiali devono essere molto resistenti. Non mettere i peluche nel lettino.

 
##### **POSSIBILE** **PRESENZA** **DI** **SOSTANZE** **CHIMICHE** **PERICOLOSE** **(ES.** **FTALATI,** **PIOMBO,** **CROMO,** **ALTRI** **METALLI** **PESANTI)**

 I materiali non devono essere tossici o facilmente infiammabili.

 Scegli peluche in fibre naturali, come mohair, o cotone, e lavabili. Lavalo anche se nuovo, prima che il bambino ci possa giocare ed asciugalo all’aria aperta per evitare che si formino muffe.

 Controlla al momento dell’acquisto che la confezione sia integra. Attenzione a pile e magneti che possono essere ingeriti.

 Attenzione a cosmetici e bigiotteria per bambini. Attenzione ai giochi in plastica flessibile.

 Controlla la provenienza di pastelli e colori che possono contenere sostanze dannose.

  

 **RISCHIO** **ACUSTICO:** **IL** **RUMORE** **ECCESSIVO** **DI** **CERTI** **GIOCHI** **PUÒ** **DANNEGGIARE** **L’UDITO**

 Controlla in particolare armi giocattolo, riproduttori di musica, strumenti musicali, fischietti e sirene da bicicletta.

 **RISCHIO** **DI** **INFEZIONE:** **PER** **INGESTIONE,** **INALAZIONE****O CONTATTO CON ELEMENTI CONTAMINATI**

 Attenzione particolare ai giocattoli contenenti liquidi, ad esempio le bolle di sapone

 **LIMITA** **L’USO** **DEI** **GIOCHI** **ELETTRONICI**

 Possono causare disturbi del sonno e dell’ attenzione e danni visivi. Possono dare dipendenza.

  

 [POSTER FIMP – GIOCATTOLI SICURI](https://www.fimp.pro/images/ambeinte9.pdf)


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## L’IMPEGNO CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE: UNA SCELTA DI EDUCAZIONE AMBIENTALE

![L’IMPEGNO CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE: UNA SCELTA DI EDUCAZIONE AMBIENTALE](https://www.fimp.pro/images/Untitled-28888.png)

I cambiamenti climatici costringono intere popolazioni ad abbandonare il proprio territorio per migrare verso altre regioni, nella speranza di sfuggire alla fame e alla sete. Contemporaneamente in aree più fortunate del pianeta ci si confronta con il problema opposto, e cioè l’eccessiva l’abbondanza di cibo, che oltre a favorire lo sviluppo di malattie come obesità, malattie cardiovascolari e diabete 2, favorisce lo spreco alimentare.

 Per spreco alimentare, secondo gli esperti del settore, si intende la perdita di di una parte del cibo destinata al consumo umano.

 Recenti stime indicano che in un anno va perduto il 30% del cibo prodotto per uso umano.

 Tale perdita oltre che per il mancato consumo, può verificarsi per svariate cause, e ciò può accadere sia durante la produzione agricola e la successiva lavorazione, sia durante la conservazione e la vendita.

 Nei paesi in via di sviluppo, lo spreco alimentare dipende soprattutto da inadeguate modalità di preparazione o di conservazione, mentre è quasi nullo lo spreco domestico, come è facile immaginare dati i bassi livelli di reddito delle famiglie.

 Secondo la F.A.O. nei paesi ricchi si arriva addirittura a sprecare circa 100 kg di cibo all’anno in media per persona, contro i circa 10 kg dei paesi poveri.

 I riflessi di questo fenomeno si rivela sono particolarmente gravi, considerando il fatto che tutto il cibo sprecato basterebbe a sfamare ben due miliardi di persone al mondo.

 Il problema è di grande rilievo anche a causa dell’impatto ambientale che esso determina, se si considera la quantità considerevole di acqua, di terra e di energie utilizzate per la produzione del cibo che viene successivamente gettato.

 I rifiuti alimentari non utilizzati finiscono in discarica, dove inevitabilmente determinano fenomeni di digestione anaerobica, con produzione di metano e conseguente contributo all’effetto serra .

 Secondo gli esperti dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), gruppo di lavoro creato nel 1988 dalle Nazioni Unite, orientativamente negli ultimi dieci anni lo spreco alimentare risulta responsabile del 10% circa delle emissioni di gas serra, determinando una inutile perdita di biodiversità.

 Secondo la FAO il quantitativo di anidride carbonica prodotto e immesso nella atmosfera, rapportabile allo spreco alimentare, sarebbe pari a oltre tre miliardi di tonnellate.

 Le soluzioni praticabili per fronteggiare questo problema sono numerose e interessano i singoli cittadini, le comunità, le aziende di produzioni e le catene di distribuzione del cibo. La prima da mettere in atto dovrebbe essere una diffusa e intensa opera di sensibilizzazione dei consumatori, in particolare nei paesi industrializzati, che li renda consapevoli dell’entità del problema e dei suoi esiti negativi, e li porti ad adottare comportamenti più attenti e meno propensi allo spreco di cibo. Come comprare solo ciò che manca in casa e si è sicuri di consumare, riscoprire l’arte della cucina di recupero utilizzando gli avanzi, contenere la dimensione delle porzioni di cibo.

 Noi pediatri di famiglia possiamo giocare un ruolo fondamentale nell’opera di sensibilizzazione giovandoci del nostro ruolo di educatori alle buone pratiche di salute.

 A livello produttivo va riservata una particolare attenzione ai vari passaggi della catena di produzione.

 Nei paesi in via di sviluppo, andrebbero costruiti moderni impianti di stoccaggio e garantite catene di raffreddamento adeguate ai carichi di produzione e alle normative ufficiali.

 Le catene di distribuzione dovrebbero fare in modo di smaltire il cibo che potrebbe andare in scadenza finendo poi per essere buttato, dando sostegno alle organizzazioni che si occupano del recupero dei prodotti alimentari non più vendibili ma ancora commestibili.

 Una volta scaduto per l’uso umano potrebbe essere utilizzato come ottima alternativa alla produzione di mangimi per gli animali secondo quanto previsto dagli orientamenti della Comunità Europea.

 *A cura di Vito Romanelli, Area Ambiente e Salute FIMP*

 [L’IMPEGNO CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE](https://www.fimp.pro/images/ambiente8.pdf)


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## LE AREE CONTAMINATE IN ITALIA: QUANTI SONO E DOVE SONO I SITI A RISCHIO SANITARIO.

![LE AREE CONTAMINATE IN ITALIA: QUANTI SONO E DOVE SONO I SITI A RISCHIO SANITARIO.](https://www.fimp.pro/images/Untitled-28888.png)

Con il termine di “sito contaminato” si definiscono tutte quelle aree nelle quali, in seguito ad attività umane pregresse o in corso, è stata accertata un’alterazione delle caratteristiche qualitative delle matrici ambientali: suolo, sottosuolo, falde acquifere, tale da rappresentare un rischio per la salute umana.

 L’Agenzia Europea per l’Ambiente conta 340.000 mila siti da bonificare.

 L’ ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), in quanto organo di supporto tecnico al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) redige e aggiorna i siti contaminati sul territorio italiano. **Secondo l’ultimo rapporto, sono 12.482**i siti incriminati, con un record di 3.733 casi in Lombardia. Di questi 58 i casi considerati gravissimi sia per l’entità della contaminazione che per l’elevato **rischio sanitario, e per questo definiti di****«Interesse Nazionale» (SIN).**

 L’interesse, a partire dal 1998, è stato quello di bonificarli e numerosi finanziamenti sono stati stanziati. Oggi per la maggior parte di essi resta ancora da capire la portata della contaminazione. Parliamo di aree industriali dismesse, in attività, aree che sono state oggetto in passato di incidenti con rilascio di inquinanti chimici, e aree in cui sono stati ammassati o interrati rifiuti pericolosi.

 Alle procedure di bonifica inizialmente doveva pensare lo Stato, dal 2012, 17 siti sono passati in carico alle Regioni, ma molto poco ancora ad oggi è stato fatto.

 
##### LA MAPPA DEI SITI INQUINATI DI INTERESSE NAZIONALE (SIN)

 I principali inquinanti dei siti sono i metalli pesanti , gli idrocarburi, le diossine, gli alifatici cancerogeni, l’amianto, gli IPA, i solventi ecc.

 Il prezzo che sta pagando la popolazione

 L’Istituto Superiore di Sanità da anni monitora **i rischi per la salute dei circa 6 milioni di abitanti che vivono nelle aree dei 45 (su 58) siti più contaminati d’Italia**. Per chi ha meno di 25 anni, è stato registrato un aumento di tumori maligni del 9% rispetto a chi vive in zone non a rischio.

 Sono in aumento le malattie respiratorie soprattutto in età pediatrica, **il rischio mortalità è più alto del 4-5% rispetto alla popolazione generale, con prospettiva di peggioramento**.

 **In questo scenario appare chiara l’importanza per il pediatra di famiglia di conoscere la mappa dei siti inquinanti a maggiore rischio.**In queste aree la prevenzione ambientale del rischio salute va potenziata e il contributo della pediatria di famiglia può fare la differenza anche in relazione alle sue peculiarità: capillarizzazione su tutto il territorio nazionale, rapporto di fiducia con le famiglie, garantire il benessere psicofisico del bambino assicurandosi per questo le scelte migliori. Potenziare nelle aree maggiormente a rischio la sorveglianza delle malattie, la promozione di stili di vita corretti, la scelta di una alimentazione che fornisca al bambino la possibilità di una migliorare la risposta agli agenti inquinanti: alimenti biologici, supplementazioni. Interagire con le istituzioni locali attivando programmi integrati condivisi.

 *A cura di **Stefania Russo, pediatra di famiglia, Area Ambiente e Salute FIMP***

 [LE AREE CONTAMINATE IN ITALIA: QUANTI SONO E DOVE SONO I SITI A RISCHIO SANITARIO](https://www.fimp.pro/images/ambiente7.pdf)


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## L’ACQUA È IL NOSTRO ORO BLU

![L’ACQUA È IL NOSTRO ORO BLU](https://www.fimp.pro/images/Untitled-28888.png)

##### L’ACQUA È UNA RISORSA INDISPENSABILE E LIMITATA, NON VA SPRECATA E NON VA CONTAMINATA!

 
##### EDUCHIAMO I NOSTRI BAMBINI ALLE BUONE PRATICHE DI RISPARMIO, RACCOLTA E RIUTILIZZO DELL’ACQUA

 Siamo fatti in larga parte di acqua, il corpo di un bambino è fatto per circa l’80% di acqua. L’acqua è indispensabile per la sopravvivenza e per mantenere il nostro organismo in uno stato di buona salute. Purtroppo gli effetti combinati dell’aumento della popolazione globale, dell’impatto dei cambiamenti climatici e dei cambiamenti degli stili di vita, esercitano pressioni crescenti sulle risorse idriche vitali con uno stress idrico diffuso in molti paesi. L’acqua non salata e disponibile per l’uso umano è una risorsa limitata; rappresenta solo lo 0,6% di tutta l’acqua presente sul nostro pianeta. A questo si aggiunge il fatto che il 12% della popolazione mondiale (di cui gli europei fanno parte) consuma l’85% della sua acqua totale, mentre purtroppo la maggior parte della popolazione mondiale non dispone di risorse idriche adeguate. Inoltre, quasi un miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile (circa 1/4 della popolazione mondiale) e circa 4 miliardi di persone fronteggiano almeno per un mese all’anno una condizione di grave scarsità di acqua. Se il degrado dell’ambiente naturale e la pressione insostenibile sulle risorse idriche globali continuano ai tassi attuali, il 45% del Prodotto interno lordo globale e il 40% della produzione globale di cereali saranno a rischio entro il 2050. Le popolazioni povere ed emarginate saranno colpite in modo sproporzionato, esacerbando ulteriormente le disuguaglianze crescenti. Ecco perché l’acqua è stata definita “l’oro blu” del futuro e la sua carenza è considerata un fattore capace di influenzare lo scoppio di guerre e di determinare grandi migrazioni di popolazione. La necessità di acqua è da sempre in costante aumento e lo sarà ancora nelle prossime decadi. La domanda globale di acqua è stata stimata in circa 4.600 km3 all’anno e si prevede che aumenti del 20% -30% passando da 5.500 a 6.000 km3 all’anno entro il 2050. Il 20% delle falde mondiali sono eccessivamente sfruttate. In Italia ne consumiamo in media 220 litri al giorno per abitante; il nostro livello di consumo è superiore alla media europea.

 (*Da: Drops of Water 14. Manual for saving water. *UNESCO e LEAVING NO ONE BEHIND, The United Nations World Water Development Report 2019)

 
##### L’ACQUA “DEL RUBINETTO” DEI TANTI ACQUEDOTTI ITALIANI È BUONA, SICURA E CONTROLLATA,

 **USALA ANCHE PER IL TUO BAMBINO!**

 Dall’ultimo rapporto ISTAT (2018) risulta che 24 milioni e 800 mila famiglie, cioè il 95,8% del totale, dichiarano di essere allacciate alla rete idrica comunale. L’acqua di rubinetto in Italia proviene per l’85% da giacimenti sotterranei e quindi è sicura nell’ambiente di produzione, viene trasportata e controllata con meccanismi che ne salvaguardano la qualità fino al rubinetto di utenza. Questa acqua è buona, sicura e controllata, e può essere bevuta senza problemi e utilizzata anche per i bambini. Ciononostante, secondo l’ISTAT 7 milioni e 500 mila famiglie non si fidano di bere l’acqua del rubinetto (29,0%) e 7 famiglie su 10 comprano acqua minerale. Un aspetto importante da considerare per la sicurezza e la qualità dell’acqua potabile è il controllo regolare dell’efficienza della rete condominiale o domestica. Se ci fossero dubbi in proposito conviene contattare la ASL di riferimento. Inoltre, se si usa un depuratore domestico i filtri vanno cambiati regolarmente…

 Tieni conto che i bambini possono non percepire il senso di sete e rischiare stati di disidratazione lieve. Offri spesso acqua da bere al tuo bambino soprattutto se fa movimento.

 
##### L’ACQUA NON DEVE ESSERE SPRECATA NÉ CONTAMINATA

 **SPRECO**

 In Italia la quantità di acqua erogata giornalmente dalle reti di distribuzione dell’acqua potabile per usi autorizzati è di 220 litri per abitante e sotto questo punto di vista consumiamo molto di più della media europea che è di 128 litri per abitante. I volumi giornalieri pro capite immessi in rete variano molto a livello regionale: dai 286 litri giornalieri per abitante immessi in rete in Puglia ai 559 della Valle d’Aosta (ISTAT 2017). Secondo il rapporto ISTAT(2017), nel 2015, il 41,4% dell’acqua potabile immessa nelle reti di distribuzione, pari a 3,4 miliardi di metri cubi , è andato disperso . Le perdite reali, al netto degli errori di misurazione e dei consumi non autorizzati sarebbero pari al 38,3%, e in questa percentuale sarebbe compresa anche l’acqua utilizzata per i servizi di pubblica utilità (es. interventi dei pompieri, lavaggio strade, etc). I servizi di erogazione dell’acqua potabile dovrebbero investire di più nelle infrastrutture del nostro paese; su questo aspetto con i nostri investimenti di circa 30 euro per abitante/per anno siamo molto al di sotto della media europea di investimento pari a 93,5 euro per abitante per anno.

 *(dati tratti da: Europe’s water in figures – 2017 edition, TheEuropeanFederation of National Water Services e CENSIMENTO DELLE ACQUE PER USO CIVILE-ISTAT 14-dicembre 2017).*

 
##### CONTAMINAZIONE

 Il livello di contaminazione delle acque sta diventando sempre più rilevante e i suoi riflessi negativi sono già evidenti sui corsi d’acqua e sui laghi oltre che su alcune specie animali (pesci, uccelli, insetti). Le risorse acquifere contaminate possono rappresentare un pericolo serio per la sopravvivenza di tutte le specie viventi e i dati di cui disponiamo sulla contaminazione inducono a considerare questo problema una priorità di studio e investimenti per il futuro. Molta parte della contaminazione è dovuta agli allevamenti, all’agricoltura, ai processi industriali ma anche i singoli individui possono fare molto per limitare il disastro. Occorre usare meno prodotti chimici come pesticidi, profumanti, disinfettanti, detersivi e detergenti, in questo modo non solo si ridurrà l’inquinamento dell’aria interna, ma anche la quantità delle sostanze chimiche che entrano nel sistema idrico. Vanno utilizzati, dunque, detersivi, detergenti e cosmetici biodegradabili e non vanno versati nel lavandino olio o altri prodotti chimici, farmaci (scaduti o non terminati) o cosmetici; la plastica va sempre riciclata e non va mai abbandonata nell’ambiente.

 
##### LAVORANDO SULLE NOSTRE ABITUDINI QUOTIDIANE POSSIAMO RIDURRE LO SPRECO E SALVARE UN OCEANO DI ACQUA.

 Non dimentichiamo che il risparmio dell’acqua domestica o per usi comuni non solo riduce la bolletta dell’acqua (e aiuta a mantenere l’acqua nei nostri fiumi, nel bacino idrico o nella falda locale), ma fa anche risparmiare energia. Tutte le volte che riduciamo l’uso di acqua calda, stiamo riducendo anche il consumo energetico. Tutte le volte che riduciamo il flusso in un rubinetto di casa risparmiamo acqua preziosa.

 
##### PICCOLI GESTI QUOTIDIANI PER IL NOSTRO ORO BLU:

 Alcuni esperti sostengono che riducendo l’uso di acqua di 50 litri a persona al giorno, potremmo ritardare o evitare completamente la necessità di nuove infrastrutture di approvvigionamento idrico (ad esempio, nuove dighe o impianti di desalinizzazione).

 
1. **Scegli di fare la doccia piuttosto che il bagno**. Per riempire una vasca da bagno sono necessari circa 80-100 litri d’acqua mentre una doccia di 4 minuti consuma in media 50 litri; quindi, rispetto al bagno in vasca, la doccia fa risparmiare fino a 50 litri di acqua per volte! Volendo fare un piccolo passo in più si potrebbe raccogliere quanto si perde in attesa che l’acqua raggiunga la giusta tem- peratura in un secchio pieghevole da campeggio (molto pratico da riporre) e usarla per la toilette o per innaffiare i fiori o le piante.
2. **Stai sotto la doccia per non più di 4 minuti, in questo modo rispetterai la salute della tua pelle e risparmierai 9 litri di acqua per ogni minuto in meno**. Un’igiene personale esageratamente fre- quente non solo è causa di eccessivo consumo di acqua ma impoverisce il film idrolipidico (una sor- ta di pellicola protettiva sopra la cute) cutaneo rendendo la pelle meno resistente alle aggressioni dell’ambiente esterno.

1. **Chiudi i rubinetti durante il lavaggio dei denti e mentre ti insaponi in doccia**. Se lasci scorrere l’acqua mentre ti insaponi sotto la doccia puoi consumare fino a 10 litri di acqua al minuto! Chiude- re il rubinetto quando ti lavi i denti sembra una cosa ovvia; molte persone purtroppo, però lasciano ancora scorrere l’acqua per tutto il tempo, sprecando almeno 5 litri al minuto. Per comprendere l’importanza di questi piccoli gesti quotidiani L’UNESCO suggerisce di fare un semplice calcolo: quanti minuti passi a insaponarti in una settimana? E in un mese? Quanta acqua, quindi, potresti ri- sparmiare in un anno? I rubinetti vanno chiusi durante tutte le operazioni di igiene quotidiana per- ché le possibilità di risparmio si moltiplicano, chiudere il rubinetto mentre si spazzolano i denti fa- rebbe risparmiare da 000 a 20.000 litri circa per persona all’anno! (Fonte UNESCO e elaborazioni personali: da 1 a 3 lavaggi denti/die).
2. **Usa lo sciacquone con il sistema di scarico a doppio pulsante (riduci a metà la quota d’acqua usata che in media è di circa 10-16 litri)**. Oltre il 30% dei consumi idrici domestici sono imputabili allo sciacquone: premendo il pulsante si scaricano circa 10 litri d’acqua. Se non si dispone di uno sciacquone con sistema di scarico a doppio pulsante e non si può cambiarlo, si può ridurre il suo flusso posizionando all’interno della vaschetta una bottiglia di plastica da litro e mezzo o, se l’accesso è piccolo, due da mezzo litro l’una. Anche nel caso dello sciacquone è importantissima la manutenzione, considerato che un WC che perde può arrivare a consumare 100 litri al giorno. (Dati dal progetto Bagnacavallo di Lega Ambiente e Regione Emilia Romagna)
3. **Utilizza i riduttori di flusso su tutti i rubinetti della casa, puoi risparmiare da 3 a 6 litri di acqua al minuto. **Il regolatore di flusso che si può inserire al posto del normale frangi-getto, è un mecca- nismo piccolo, poco costoso, ma agisce in maniera molto efficace perché possiede un sistema che frammenta l’acqua in minuscole particelle e la miscela con aria. Il getto d’acqua rimane corposo ma il consumo si riduce di circa il 50%. Un riduttore di flusso, in genere stabilizza la portata a circa 5 litri al
4. **Controlla che in casa tutti i rubinetti rimangano chiusi e che non ci siano perdite. **Per identifica- re le perdite controlla il contatore: con tutti i rubinetti chiusi il contatore generale non deve girare; se gira significa che c’è una Un foro di un millimetro in una tubatura provoca una perdita di 2.328 litri di acqua potabile al giorno. Un rubinetto che gocciola, oltre ad infastidire, è causa di un notevole spreco (90 gocce al minuto sono 4.000 litri di acqua sprecata all’anno); con una corretta manutenzione si risparmia acqua e denaro. È una buona regola chiudere il rubinetto centrale dell’acqua quando si va in ferie o ci si assenta per lunghi periodi da casa. (Dati dal progetto Bagna- cavallo di Lega Ambiente e Regione Emilia Romagna)
5. **Utilizza la lavastoviglie e la lavatrice solo a pieno carico. **È opportuno utilizzare la lavatrice e la lavastoviglie a pieno carico, ciò riduce la frequenza dei lavaggi e fa risparmiare acqua ed energia elettrica. Anche la temperatura di lavaggio ha la sua importanza: un lavaggio a 30° consuma la me- tà dell’acqua di un lavaggio a 90°. In fase di acquisto di un elettrodomestico è bene raffrontare il consumo di acqua e di energia indicato dal costruttore e scegliere il prodotto che garantisce un mi- nor consumo: si risparmierà per anni senza rendersene conto. L’etichetta energetica A++ o A+++ e marchio “Ecolabel” garantiscono consumi energetici ridotti. Ecolabel UE è il marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea (Ecolabel UE) che contraddistingue prodotti e servizi che pur garan- tendo elevati standard prestazionali sono caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita (ISPRA).
6. **Consuma alimenti che richiedono meno acqua x essere prodotti: mangia meno carne e più verdure e legumi. **Mangia più verdure e legumi perché ci vuole un’enorme quantità d’acqua per produrre carne e latticini e perché il bestiame e il pollame vengono alimentati con grandi quantità di mangime ad alta intensità idrica – di solito mais e soia. Questo è un passo importante per ridurre realmente i consumi di acqua perché un lavoro recente mostra che le quantità di acqua legate al consumo di cibo in determinate città del Mediterraneo sono di un valore diverso rispetto alle quan- tità richieste per l’uso diretto dell’acqua. L’uso di acqua per uso domestico è compreso tra 125 l/persona/die e 200 l/persona/die, mentre il consumo di acqua relativo al consumo di cibo è com- preso tra 3277 l/ persona/die e 5789 l/persona/die. Quindi il consumo legato alle scelte alimentari è di almeno 20 volte più grande di quello diretto per uso domestico. (Da: Vanham D, Del Pozo S, Pe- kcan AG, et Water consumption related to different diets in Mediterranean cities. Sci Total Envi- ron. 2016 Dec 15;573:96-105. E Vanham D, Comero S, Gawlik BM &Bidoglio G. The water footprint of different diets within European sub-national geographical entities. Nature Sustainabilityvolume 1, pages518–525 (2018)
7. **Innaffia solo di sera, per evitare di perdere acqua con l’evaporazione. **È preferibile innaffiare il giardino alla sera perché, soprattutto in estate, durante il resto della giornata gran parte dell’acqua evaporerà comunque per colpa del calore! È preferibile innaffiare con il sistema goccia a goccia.

 
##### ABITUATI A RIUTILIZZARE E A RACCOGLIERE L’ORO BLU:

 
1. **Riutilizza l’acqua di lavaggio delle verdure e della frutta per innaffiare. **Quando lavi le verdure, non lasciare che l’acqua scorra inutilmente: riempi un destinatario e lasciale in ammollo per qual- che minuto. Quest’acqua la puoi riutilizzare per innaffiare le piante o per ripulire il lavello quando hai terminato di preparare il pranzo. Perfino l’acqua di cottura della pasta può essere riutilizzata per sgrassare pentole e recipienti.
2. **Raccogli l’acqua piovana e utilizzala per innaffiare e per lavare la **Installa una cisterna nel tuo giardino per raccogliere l’acqua piovana. In questo modo avrai un sacco di acqua da usare per le piante. Le piante ne saranno felici perché non amano il cloro nell’acqua del rubinetto! L’acqua della cisterna può essere usata anche per lavare l’auto o il garage. D’estate la cisterna va sempre tenuta coperta.

 Giugno 2019

 *A cura di Vitalia Murgia*

 *(gruppo di lavoro FIMP: Liuzzi Maristella, Matteucci Laura, Miani Antonio Greco, Moschetti Annamaria, Murgia Vitalia, Pedevilla Emanuela, Pellegrini Leopoldo, Poggesi Lucia, Romanelli Vito, Santoro Maria Lucia)*

  

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## IL CONSUMO ENERGETICO: RISPARMIO ED EFFICIENZA PER GUADAGNARE IN SALUTE

![IL CONSUMO ENERGETICO: RISPARMIO ED EFFICIENZA PER GUADAGNARE IN SALUTE](https://www.fimp.pro/images/Untitled-28888.png)

Il rispetto dell’ambiente va a braccetto con una maggiore consapevolezza dell’uso che facciamo dell’energia pensiamoci e puntiamo al cambiamento.

 **Il consumo energetico è il principale responsabile delle emissioni in atmosfera di gas ad effetto serra dovute alla combustione di fonti fossili. **I dati ISPRA 2018 riportano il settore energetico artefice dell’ 81 % delle emissioni da combustibili fossili che ancora oggi rappresentano la quota maggiore utilizzata per la

 produzione di energia. La transizione verso l’utilizzo di fonti rinnovabili si attesta oggi intorno al 20 %. Sono gravi le conseguenze per il clima e per la salute soprattutto dei bambini,  principale bersaglio per una serie di fattori che li predispongono rispetto all’adulto al rischio di ammalarsi gravemente. Gestire il fenomeno può contribuire a migliorare il rischio salute ad esso collegato. Il pediatra di famiglia può avere un ruolo chiave sia per la distribuzione capillare su tutto il territorio nazionale e il rapporto fiduciario con le famiglie che per gli strumenti di prevenzione e di educazione a sua disposizione, primo fra tutti i bilanci di salute.

 
##### COME INTERVENIRE ?

 Puntando sulla crescita culturale delle famiglie in termini di prevenzione del rischio attraverso l’assunzione di stili di vita virtuosi, rispetto delle regole e messa in atto di correttivi adeguati. Non solo **risparmio **ma soprattutto **efficienza **anche in considerazione della vita “comoda” a cui siamo abituati. Ottimizzazione del consumo a parità di prestazione attraverso l’impiego di tecnologie avanzate soprattutto in materia di sostenibilità. Non solo quantità di energia utilizzata ma soprattutto qualità delle fonti utilizzate a tutela del rischio salute.

 
##### DA DOVE COMINCIARE ?

 Da dove si consuma di più.

 Tre i settori principalmente responsabili di consumo energetico: Abitazione – Mobilità – Alimentazione.

 
##### ABITAZIONE

 E’ la casa a consumare di più con il 42 %. Una famiglia di 4 persone consuma in media circa 3300 kWh l’anno. Un terzo delle abitazioni italiane è un “colabrodo” energetico, il 54% dei consumi se ne va per il riscaldamento e la climatizzazione, il 20% per gli elettrodomestici bianchi e grigi, il 5% per l’illuminazione, il 17% per il riscaldamento dell’acqua e il 4 % per cucinare.

 Quali le buone pratiche da consigliarealla famiglia :

 
- regolare la temperatura interna massima a 20° utilizzando un maglione in più se serve;
- verificare il corretto funzionamento della caldaia, che va preferita a condensazione con revisione annuale e dei condizionatori con pulizia dei filtri e delle griglie;
- 
- preferire la doccia ( 40 litri d’acqua – 1,4 KWh ) al bagno ( 110 litri d’acqua – 5 KWH );
- scegliere elettrodomestici bianchi e grigi di Classe energetica A++ o certificati “Ecolabel”, invitando a leggere l’etichetta energetica ed ad usarli a pieno carico e a bassa temperatura;
- non lasciare in Stand-by TV, computer, stampanti, DVD, videogiochi;
- utilizzare illuminazione a LED;
- promuovere sistemi di energia sostenibile (sole, acqua, vento): pannelli solari, mini pale eoliche, termodinamico ( produzione di acqua calda a costo zero ed emissioni zero ), fornitore elettrico 100% green, accumulatori di energia elettrica che consentono lo sfruttamento ritardato.

 Negli ambienti confinati gli interventi di efficienza energetica devono però tenere conto della qualità dell’aria che si respira, le leggi attualmente in vigore sull’efficientamento energetico puntano soprattutto sull’isolamento dell’abitazione con coibentazione e infissi che possono ridurre eccessivamente la ventilazione e quindi il necessario ricambio d’aria per fronteggiare il rischio delle polveri sottili indoor che possono arrecare gravi danni alla salute in quanto in virtù delle piccole dimensioni possono attraversare la barriera alveolare e diffondersi nell’organismo. Vanno quindi promossi sistemi di aspirazione adeguati e purificatori dell’aria.

 
##### MOBILITÀ

 Il trasporto nel consumo energetico è al secondo posto con il 34 %.Se supponiamo che ognuno di noi faccia con l’auto circa 50 chilometri al giorno, il consumo energetico calcolato è di circa 40 kWh, con il treno si scende (1,6 kWh al chilometro ogni cento passeggeri) perché l’impatto è suddiviso fra i viaggiatori. Un singolo volo intercontinentale pesa invece moltissimo, 12mila kWh a persona. Un litro di benzina rilascia 2,5 kg di CO2. Quali le buone pratiche da consigliare alle famiglie:

 
- camminare, usare i mezzi pubblici e la bicicletta, anche quella elettrica;
- ridurre l’utilizzo dell’automobile e preferire se possibile l’acquisto di auto elettrica;
- organizzare spostamenti in auto condivisi ( car pooling).

 
##### ALIMENTAZIONE

 La produzione di cibo richiede energia. A consumare energia è la filiera agroalimentare: trasformazione, packaging, conservazione e distribuzione. Nei paesi occidentali è responsabile del 20 % del consumo totale di energia. Negli Stati Uniti per produrre una caloria di cibo sono necessarie circa 10 calorie di energia fossile. L’86% delle merci viaggia su strada. Ogni pasto mediamente percorre quasi 2000 km prima di arrivare sulle tavole degli italiani. Un italiano consuma 6-8 Kg di merce trasportata al giorno.

 Quali le buone pratiche da consigliare alle famiglie:

 
- ridurre lo spreco alimentare acquistando meno e con più frequenza , e cercando di programmare meglio il menù settimanale;
- preferire la filiera corta a Km 0:gruppi di acquisto solidale – mercati contadini – vendita diretta in a- zienda;
- promuovere la dieta mediterranea e ridurre il consumo di carne
- scegliere alimenti con poco imballaggio e fare la raccolta

 Giugno 2019

 Per approfondire:

 
- Annuario dei dati ambientali ISPRA 2018
- Sustainable Energy – Without the hot air JC MacKay 2009 BP Statistic review 2018 dati anno 2017
- Istat Consumi energetici delle famiglie
- Opuscolo Etichetta Energetica ENEA ( [enea.it ](http://www.enea.it/))
- Magazine dei consumatori “ Oko-Test “

 *A cura di Stefania Russo*

 *(gruppo di lavoro FIMP: Campanile Pasquale, Cicchiello Renato Domenico , Fonsati Marco, GalvaoPriene, Giannuzzi Loreta, Marigliano Assunta Edma , Pasinato Angela, Russo Stefania, Venturelli Leonello)*

  

 [IL CONSUMO ENERGETICO: RISPARMIO ED EFFICIENZA PER GUADAGNARE IN SALUTE](https://www.fimp.pro/images/Ambiente5.pdf)


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## LA PLASTICA È PER SEMPRE!

![LA PLASTICA È PER SEMPRE!](https://www.fimp.pro/images/Untitled-28888.png)

Dai vestiti alle bottiglie, passando per cosmetici e imballaggi siamo immersi in un mondo di plastica.

 La plastica una volta finito il suo compito, finisce molto spesso nei nostri mari. Sono oltre 8 milioni le tonnellate che ogni anno vengono riversate in mare. Di questi il 60%va sul fondale, il 20%rimane sulle spiagge e il 20% rimane a galleggiare sulla superficie del mare.

 E anche se i dati del riciclo sono più confortevoli in Europa (30%) rispetto al resto del mondo (5%) la plastica conferita in discarica e da qui tramite l’aria e il terreno in mare rappresenta un problema veramente enorme.

 Le plastiche sono costituite da macromolecole dette polimeri scomponibili in monomeri. …

 La plastica non è biodegradabile, ed esposta alla luce del sole, lentamente si decompone in piccoli frammenti, che soffocano o intrappolano gli organismi marini. Questi sono vittime della parte più subdola della plastica di dimensione inferiore ai 5 mm (microplastica)che viene scambiata come cibo. Se a questo si aggiungono anche le nano plastiche (inferiori a 100 nanometri) si capisce come tali sostanze si accumulino nei tessuti di pesci, molluschi, crostacei e arrivino sino a noi. Ricerche dell’Algalita Marine Research Foundation effettuando prelievi in acque a vari livelli di profondità e analizzando il contenuto, hanno evidenziato che la quantità di micro-particelle di plastica superava la percentuale di zoo plancton da 6 a 30 volte nelle aree maggiormente contaminate.

 Le sostanze chimiche contenute nelle microplastiche o i prodotti chimici da esse assorbiti e trasportati (plastificanti come ftalati, bisfenolo, additivi ,metalli pesanti e altri contaminanti ) possono avere impatto sulla salute umana ( effetti sul sistema immunitario, interferenti endocrini, cancerogeni) .Possono contaminare la catena alimentare e rappresentano un maggiore rischio per i bambini , dato che i bambini non sono piccoli adulti :il peso corporeo è minore ed il consumo di cibo in rapporto al peso è maggiore nei bambini ( il rischio è potenzialmente maggiore).Tali sostanze possono superare la barriera placentare e manifestare danni anche in generazioni successive non esposte direttamente.

 I DIFFERENTI TIPI DI PLASTICA differiscono per l’aspetto, la composizione e la destinazione di uso. Esse si possono differenziare in.

 **PE (polietilene**): usato per la produzione di sacchetti, cassette, nastri adesivi, bottiglie, sacchi per spazzatura, giocattoli…

 **PP (polipropilene)**: usato per oggetti per arredamento, contenitori per alimenti, flaconi per detersivi, prodotti per igiene personale, mobili da giardino…

 **PVC (cloruro di polivinile)**: usato per vaschette per uova, tubazioni, pellicole isolanti tanto che si trova anche nei muri delle case, porte, finestre…

 **PET (polietilentereftalato)**: bottiglie di bibite e acque minerali, fibre sintetiche….

 **PS (polistirene, meglio noto come polistirolo)**: vaschette per alimenti, posate, piatti, tappi, imballaggi Ogni giorno utilizziamo materiali ed oggetti di plastica .Quelli destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari devono rispettare il **Regolamento (CE) n. 1935/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 ottobre 2004 :**•“I materiali e gli oggetti, … devono essere prodotti conformemente alle buone pratiche di fabbricazione affinché essi non trasferiscano ai prodotti alimentari componenti in quantità tale da:

 
1. costituire un pericolo per la salute umana;
2. comportare una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari;
3. comportare un deterioramento delle loro caratteristiche

 È quindi fondamentale verificare l’etichettatura di ogni oggetto, la sua destinazione di impiego, e le istruzioni di uso. Per i contenitori degli alimenti già confezionati la responsabilità che il prodotto sia a norma dipende dall’industria (acquistare prodotti controllati!!),I materiali e gli oggetti non ancora entrati in contatto con l’alimento al momento dell’immissione sul mercato devono riportare la dicitura “per contatto con i prodotti alimentari” o un’indicazione specifica circa il loro impiego e le istruzioni da osservare per garantire un impiego sicuro e adeguato;

 I Film estensibili (pellicole per alimenti) possono avere diverse composizioni e diverse destinazioni d’uso. A contatto con cibi grassi o caldi possono rilasciare molecole nell’alimento.

 In pratica: le etichette servono ad evitare usi scorretti e Il consumatore deve leggere le istruzioni e fare attenzione ai simboli. Non vanno riutilizzati contenitori monouso, e nel forno a microonde vanno usati contenitori destinati a tale utilizzo.

 Attenzione: tutti i contenitori che NON recano le sigle PE, PET, PVC più tutti i contenitori che presentano residui di materiali organici (es. cibo) o di sostanze pericolose (vernici, colle, etc…) più altri numerosi materiali NON sono costituiti da plastica riciclabile!!!!!

 Lo smaltimento della plastica può essere effettuato attraverso il recupero o il riciclo.

 Con questi meccanismi è possibile ottenere non solo nuovi prodotti riutilizzabili ma anche energia, calore ed elettricità. In particolare, il recupero energetico prevede di riutilizzare l’energia contenuta nei rifiuti plastici, che le deriva dal petrolio ed è interamente sfruttabile. La plastica infatti ha un potere calorifico paragonabile a quello del carbone.

 Affrontare il problema dell’inquinamento da plastica è possibile ma questo richiede l’impegno e la collaborazione di tutti: istituzioni, imprese e individui.

 Ripulire i mari da questo tipo di inquinamento pulviscolare è un’impresa destinata al fallimento. L’unica possibilità è tagliarne drasticamente la produzione (un semplice lavaggio in lavatrice di indumenti sintetici genera circa duemila frammenti di plastica) promuovendo e incentivando fattivamente una raccolta differenziata.

 
##### COSA POSSIAMO FARE?

 **Ridurre**

 Limitare l’uso di plastica (bicchieri, piatti, posate, cannucce…)

 Evitare le plastiche usa e getta e non gettare rifiuti sulle spiagge o nell’ambiente Evitare i prodotti confezionati monodose, riducendo il packaging

 Usare contenitori in vetro, acciaio

 Limitare e usare correttamente le pellicole per alimenti

 
##### RIUSARE

 Scegliere vuoti a rendere (vetro al posto della plastica) Usare borse di stoffa, rete… per la spesa

 
##### RICICLARE

 Selezionare i rifiuti e fare la raccolta differenziata

 
##### ALTRI SUGGERIMENTI:

 
- Per tutti i prodotti in plastica a contatto con gli alimenti leggere e seguire sempre le istruzioni d’uso (pellicole, contenitori, ..) Attenzione al contatto con cibi caldi e all’esposizione al sole delle bottiglie in plastica

 
- Evitare prodotti per l’igiene personale come ombretti, scrub, cosmetici, smalti per le unghie che contengano plastiche: polietilene (PE), polipropilene (PP) e polivinilcloruro (PVC)
- Non utilizzare biberon, succhiotti, pentole antiaderenti contenitori e giochi in plastica usurati
- Non far giocare i bambini su tappeti o pavimenti di plastica
- Preferire indumenti in fibra naturale
- Considerare la possibilità di utilizzare pannolini lavabili o compostabili

 Le codifiche utilizzate sui contenitori sono quelle utilizzate per l’individuazione del materiale proprio ai fini del riciclo. Tutti gli imballaggi in plastica, a prescindere dal polimero e dalla codifica, sono sempre conferibili nella raccolta differenziata.

 
##### SIMBOLO EUROPEO DI IDONEITÀ AL CONTATTO CON ALIMENTI

 Giugno 2019

 Per approfondire:

 
1. Laura Reali, Giacomo Toffol: La grande zuppa di plastica, Quaderni ACP 2018
2. [Conosci, riduci, previeni gli interferenti endocrini](http://old.iss.it/binary/prvn/cont/Decalogo_MODIFICATO_13032014_finale.pdf)
3. [http://assets.wwfit.panda.org/downloads/plastics_med_finale_italia_def_low.pdf](http://assets.wwfit.panda.org/downloads/plastics_med_finale_italia_def_low.pdf)

 *A cura di Mara Tommasi*

 *(gruppo di lavoro FIMP: Amato Elisabetta, Calvi Donatella, Filippi Lorena, Granchi Marco, Gregori Giuseppe, Libe’ Maria Pia, Marini Alessandro, Toffol Giacomo)*

  

 *L[A PLASTICA È PER SEMPRE!](https://www.fimp.pro/images/Ambiente4.pdf)*


[Lees meer...](https://www.fimp.pro/ambiente/la-plastica-e-per-sempre.md)

## LEAFLET

![LEAFLET](https://www.fimp.pro/images/Untitled-28888.png)

##### MOCA

 
###### Materiali e Oggetti a Contatto con gli Alimenti: i possibili rischi

 
##### INTRODUZIONE

 Molti ancora non si pongono il quesito se le sostanze chimiche presenti nell’involucro o nei contenitori possano penetrare nel cibo che stanno per mangiare, anche se sono migliaia le sostanze chimiche all’interno dei materiali che vengono a contatto con gli alimenti, che possono potenzialmente migrare nei cibi o nelle bevande. Alcune di queste sostanze sono pericolose. Le sostanze chimiche migrano più facilmente negli alimenti o nei liquidi, quando i materiali con cui sono in contatto vengono esposti a temperature elevate, quando i tempi di contatto sono lunghi e quando la superficie di contatto tra cibo e materiale è ampia. Anche la composizione chimica degli alimenti è importante; per esempio, è più probabile che sostanze chimiche solubili nei grassi penetrino maggiormente nei liquidi ricchi di grassi. Un recente studio sui contenitori per alimenti in plastica del progetto “THINK Chemicals” del Consiglio dei consumatori danesi ha mostrato che le sostanze chimiche possono migrare dalle pareti di plastica dei contenitori in cibi grassi caldi, come sugo o lasagne.1

 È ampiamente dimostrato da studi scientifici che la migrazione da materiali ad alimenti è un fenomeno possibile e ormai sotto studio da parte di ricercatori di tutto il mondo. I consumatori tendono a presumere di essere completamente protetti dalle sostanze chimiche dannose negli imballaggi di alimenti e bevande, per non parlare dei materiali utilizzati nella lavorazione degli alimenti e per cucinare. Ma l’attuale legislazione dell’UE sui materiali a contatto con gli alimenti potrebbe non essere ancora pienamente efficace nella protezione della salute dei consumatori.

 È più sicuro acquistare lo yogurt in un vasetto di plastica o in un barattolo di vetro con un coperchio di plastica? È uno dei quesiti che ci si può porre a proposito della salvaguardia della salute da materiali a contatto con gli alimenti. Con questo sintetico fascicolo, ci proponiamo di dare risposta a questa e a molte altre possibili domande che i genitori possono porre al proprio pediatra.

 
##### MOCA: MATERIALI E OGGETTI A CONTATTO CON GLI ALIMENTI

 Definiamo innanzitutto cosa sono “i materiali e oggetti a contatto con gli alimenti” (MOCA)”. Si tratta di materiali e oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti come utensili da cucina, piatti e posate, pentole e tegami, recipienti e contenitori, frullatori, piani di lavoro casalinghi o industriali. Lo sono anche i materiali da imballaggio e contenitori come buste, bottiglie, scatole, pellicole, sacchetti, carta per asciugare o per cucina, etc. Rientrano tra i MOCA anche le macchine da caffè o i macchinari per la

 produzione, ed i contenitori da trasporto. La legislazione europea che disciplina i materiali a contatto con gli alimenti riguarda anche quelli a contatto con l’acqua per il consumo umano (le bottiglie ad esempio), ma non gli impianti fissi di approvvigionamento idrico, né pubblici né privati.2

  

 La Commissione Europea con la legge quadro UE per la sicurezza dei MOCA n.1935/2004 del Parlamento e Consiglio Europeo ha stabilito che i materiali a contatto con i cibi non devono rilasciare componenti che mettano in pericolo la salute e non devono modificare la composizione, il gusto e l’odore dell’alimento.

 Il contatto con i MOCA può avvenire nelle fasi di preparazione, trasformazione, conservazione, preparazione e

 1 Food contact materials and chemical contamination. [https://www.env-health.org/IMG/pdf/15022016_-_heal_briefing_fcm_final.pdf](https://www.env-health.org/IMG/pdf/15022016_-_heal_briefing_fcm_final.pdf)

 2 EFSA Materiali a contatto con gli alimenti. [https://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/food-contact-materials](https://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/food-contact-materials)

 somministrazione degli alimenti. I MOCA possono essere di provenienza naturale (es. legno, carta, pietra) oppure sintetica (es. plastica, leghe metalliche, ceramiche, etc.), più spesso sono a composizione mista.

 
##### POSSIBILITÀ DI MIGRAZIONE DI SOSTANZE

 Occorre considerare che nessuno dei materiali che si usano è totalmente inerte; i materiali interagiscono con i cibi con cui sono in contatto e possono verificarsi cessioni, contaminazioni, rilascio di sostanze con potenziali effetti negativi sulla salute. In condizioni normali i materiali e gli oggetti non devono trasferire componenti ai prodotti alimentari in quantità tale da:

 
- Costituire pericolo per la salute umana
- Comportare modifiche inaccettabili della composizione dei prodotti
- Comportare un deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche3

 L’entità della migrazione dipende dalla natura:

 
- del migrante (la sostanza)
- dei materiali (packaging)
- dell’alimento e varia con le condizioni di contatto (es. tempo, temperatura, superficie).

 La natura del MOCA determina quali potenziali migranti sono presenti, la loro concentrazione nel materiale, il tasso e il livello massimo di migrazione e la velocità. La dimensione del migrante (espressa come massa o volume molecolare), e la sua polarità sono due fattori chiave. Ad esempio, è stato riscontrato che la velocità di migrazione di una serie di ftalati diminuisce con

 l’aumento del peso molecolare (MW)4. Maggiore è la concentrazione del migrante nel materiale di imballaggio, maggiori sono i livelli di migrazione. In particolare, temperatura e tempo di contatto influenzano la velocità e l’entità della migrazione.

 I Materiali e Oggetti destinati al Contatto con i prodotti Alimentari (MOCA) sono disciplinati dalle norme generali del Regolamento 1935/2004/CE (norma quadro)5 e dalle disposizioni specifiche, europee e nazionali, vigenti per i vari tipi di materiali ed oggetti, quali ad esempio il regolamento n.10/2011/UE per i materiali ed oggetti di plastica ed il Decreto Ministeriale 21 marzo 1973 e successive modifiche per gomme, acciai inossidabili, vetro, carta e cartone e cellulosa rigenerata.

 In questi regolamenti vengono definiti anche il limite di migrazione globale (OML) e il limite di migrazione specifica (SML) per i MOCA. Limite di migrazione globale (OML) è un pre-requisito di idoneità che stabilisce

 3 Di Martino E. Food Packaging e rischi per la salute. [https://www.ausl.fe.it/azienda/dipartimenti/sanita-pubblica/servizio-veterinario/corsi-ecm/corso-moca-2012/food-packaging-e-rischi-per-la-salute-emanuela-di-martino](https://www.ausl.fe.it/azienda/dipartimenti/sanita-pubblica/servizio-veterinario/corsi-ecm/corso-moca-2012/food-packaging-e-rischi-per-la-salute-emanuela-di-martino)

 4 Pocas F. 2018. Migration From Packaging and Food Contact Materials Into Foods. In Reference Module in Food Science. 2018. DOI:10.1016/B978-0-08-100596-5.21460-1

 Ftalati: Gli ftalati sono sostanze chimiche utilizzate per ammorbidire (o ‘plastificare’) alcuni materiali usati in una serie di prodotti industriali e di consumo tra cui materiali a contatto con alimenti come il PVC.). [https://www.efsa.europa.eu/it/news/faq-phthalates-plastic-food-contact-materials](https://www.efsa.europa.eu/it/news/faq-phthalates-plastic-food-contact-materials).

 5 Materiali a contatto con alimenti. La normativa europea. A cura di Direzione generale dell’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione. [https://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=1173&area=sicurezzaAlimentare&menu=chim](https://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=1173&area=sicurezzaAlimentare&menu=chim)

 la massima migrazione di materia verso l’alimento, indipendentemente dalla natura dei migranti. Si esprime in mg/dm2 (massa ceduta per unità di superficie del materiale) o in mg/kg (massa ceduta per unità di massa dell’alimento o del suo simulante). Il limite di migrazione specifica (SML) è stabilito quando una particolare sostanza, potenzialmente migrante da un imballaggio, rappresenta un rischio per la salute del consumatore o

 può compromettere le proprietà organolettiche del prodotto. Il limite di migrazione specifica viene espresso in mg/dm2 (massa ceduta per unità di superficie del materiale) o in mg/kg (massa ceduta per unità di massa dell’alimento o del suo simulante).6

 La legislazione prevede limiti massimi diversi per i materiali:

 
- 10 mg/dm2 o 60 mg/kg per materie plastiche (regolamento UE 10/2011)
- 8 mg/dm2 o 50 mg/kg per altri materiali (DM 21/03/1973 e successive modifiche).

 La misura mg/kg indica la quantità di sostanza per chilogrammo di prodotto alimentare, mentre mg/dm² indica la quantità di sostanza per superficie del materiale. Questo può notevolmente aumentare le concentrazioni consentite negli alimenti.

 In realtà, la migrazione globale varia notevolmente tra i diversi materiali.

 Ad esempio, la migrazione tende ad essere molto al di sotto del limite di legge per le bottiglie di polietilene tereftalato (PET), ma vicino al limite per le pellicole adesive in PVC plastificato. Poiché è stato riscontrato analiticamente che, in presenza di grasso, l’ESBO (olio di soia epossidato, presente come plastificante e stabilizzante nelle guarnizioni di coperchi per vasi e bottiglie) può migrare a livelli anche al di sopra del suo limite (60 mg/kg), le formulazioni sono sottoposte a controlli specifici.

 
##### MIGRAZIONE E RISCHIO

 Affinché una molecola esplichi il suo potenziale tossico, deve migrare in quantità sufficientemente elevata nell’alimento e/o l’alimento deve essere consumato in quantità adeguata. La conoscenza del comportamento e della tossicità di un migrante permette di stabilire il rischio per la salute umana e di fissare dei limiti di migrazione per quella sostanza: un superamento dei limiti fissati per la migrazione globale e/o specifica indica un potenziale rischio per la salute umana e una variazione delle caratteristiche organolettiche del prodotto.

 I rischi vanno identificati e valutati stabilendo i limiti di cessione e le restrizioni da stabilire.

 Per alcuni materiali particolari ci sono normative specifiche che possono essere recuperate sul portale Salute del Ministero al link:

 
##### IL SIMBOLO DI RICONOSCIMENTO

 Un oggetto per essere MOCA deve avere un’etichetta specifica o deve riportare stampato su di esso il simbolo “forchetta bicchiere” che indica appunto che tale oggetto è costituito da un materiale che può andare a contatto con gli alimenti.7 La presenza di tale simbolo non garantisce che quel materiale sia adatto a “tutti” gli alimenti, e va considerato quindi una garanzia di sicurezza minimale. L’etichettatura della confezione deve consentire al consumatore di ottenere informazioni comprensibili riguardo i materiali utilizzati. Se necessario, deve contenere anche specifiche istruzioni che garantiscano un impiego sicuro e adeguato da parte del consumatore, come ad esempio: la temperatura massima a cui può essere utilizzato, l’indicazione di non usarlo con alcune tipologie di alimenti grassi o acidi, etc. Tra i MOCA ci sono sostanze ammesse o vietate; è importante sempre minimizzare la migrazione, per questo occorre sempre leggere attentamente le etichette del prodotto e seguire le istruzioni di uso del produttore.

 
##### ALCUNI ESEMPI DI MATERIALI/MOCA:

 **VANTAGGI** **E** **SVANTAGGI** **DERIVANTI** **DAL** **LORO** **USO**

 
###### PLASTICHE

 Il regolamento n.10/2011detta le norme per la conformità e definisce i limiti di migrazione che da plastica ad alimento non può superare i 60mg/kg di alimento.

 Sono stabilite anche norme per la plastica riciclata (Regolamento CE 282/2008), perché questa potrebbe essere contaminata con sostanze tossiche. Nel caso della plastica il rilascio di molecole nel cibo è favorito dalla temperatura, dall’esposizione prolungata, da un’ampia superficie di contatto.

 Sulle etichette di ogni confezione in plastica sono presenti simboli, abbastanza simili tra di loro, formati da figure geometriche, numeri e sigle. I numeri presenti all’interno della figura, numerati da 1 a 6, indicano il tipo di plastica utilizzata secondo un codice prestabilito dalla Society of Plastic Industry (6); mentre il codice 7 è riferito genericamente a tutti gli altri tipi di plastiche.

 Le codifiche numeriche sono utilizzate per l’individuazione del materiale proprio ai fini del riciclo. Tutti gli imballaggi in plastica, a prescindere dal polimero e dalla codifica, sono sempre conferibili nella raccolta differenziata. Vengono riportati sotto i simboli dei polimeri più diffusi nel mondo dell’imballaggio che corrispondono anche a quelli con maggiori possibilità di riciclo.

 Le sostanze che possono trasferirsi dalle materie plastiche agli alimenti sono di tre tipi diversi: sostanze aggiunte intenzionalmente (additivi), residui e prodotti di neoformazione.8 Additivi: sono sostanze aggiunte intenzionalmente al materiale plastico per modificarne le caratteristiche o per favorirne una funzione particolare. Un esempio di additivo sono i plastificanti, che vengono aggiunti alla plastica in quantità elevata per aumentarne la flessibilità e lavorabilità. Poiché non formano dei legami stabili e irreversibili con la materia plastica cui vengono addizionati, tendono a fuoriuscire dalla matrice e a migrare nell’alimento, se questo è oleoso o contiene grassi. Dal punto di vista tossicologico, gli ftalati, sono interferenti endocrini (Endocrine Disruptor Compounds), cioè possono alterare l’equilibrio ormonale degli organismi viventi, anche quello degli esseri umani, possono avere effetti negativi sullo sviluppo embrionale e influenzare negativamente lo sviluppo, la crescita, la riproduzione.

 Residui: sono sostanze impiegate nel processo di polimerizzazione (monomeri, catalizzatori, solventi, adesivi, ecc.) che possono restare in forma di residui nel materiale finito e migrare nell’alimento. Un esempio di residuo è il Bisfenolo A (BPA), un monomero della plastica che viene usato per produrre il policarbonato, un tipo di plastica rigida trasparente.

 Prodotti di neoformazione: sono sostanze che si originano dalla decomposizione spontanea del materiale dell’imballaggio o che derivano dalla reazione dei suoi costituenti.

 Film estensibili: possono avere diversa composizione (polietilene, PVC) e diverse destinazioni di impiego; possono essere adatti solo a prodotti ortofrutticoli, non essere adatti per l’uso in microonde. Hanno maggiore o minore capacità di migrare se si usano con alimenti liquidi o semiliquidi. Non tutti sono adatti ai grassi (sia animali che vegetali). Indispensabile che le etichette siano precise e che vengano lette con attenzione per un utilizzo appropriato.

 Biberon: già dal 2011 sono stati abbandonati quelli in policarbonato per le capacità di rilascio del Bisfenolo A (BPA). I biberon in plastica “senza BPA” attualmente disponibili includono biberon in polipropilene (PP), polietersulfone (PES), Tritan, polifenilsulfone (PPSU). Una ricerca sulla valutazione dei rischi ha mostrato che alcuni prodotti sostitutivi del policarbonato, privi di BPA, possono rilasciare piccole quantità di sostanze chimiche dotate di attività estrogenica.9 Poiché i prodotti in plastica presentano spesso vantaggi (prezzo, peso, resistenza agli urti, etc.) rispetto ad altri materiali come acciaio o vetro, potrebbe non essere necessario rinunciare a tali vantaggi ma occorre attuare alcune misure di prevenzione per evitare il rilascio negli alimenti di sostanze chimiche, siano esse con o senza attività estrogenica. Ad esempio: evitare di usare temperature elevate perché il calore fa sì che la plastica rilasci più sostanze chimiche e particelle; non lavarli in lavastoviglie, ma solo a mano con acqua tiepida e poco sapone; non scaldare mai i biberon di plastica nel microonde, se non specificamente indicato nelle istruzioni. Si può scaldare l’acqua in un recipiente di vetro e poi travasarla; non conservare la formula ricostituita o il latte materno in bottiglie di plastica, ma preferibilmente in un contenitore di vetro in frigorifero o nel congelatore e versarlo nel biberon, appena prima dell’ora della poppata. Attenzione al rispetto delle norme igieniche! Va scartato sempre ciò che avanza del pasto ed eliminato il biberon se è danneggiato.

 Piatti in plastica (per bambini): *In polipropilene: *poco lucidi, poco decorati; hanno buona resistenza ai lavaggi, hanno pochi additivi, la migrabilità è bassa e quasi tutti sono adatti all’uso in microonde. *In melammina: *lucidi, colorati, disegnati, costosi o anche meno lucidi con bordo decorato economici. La plastica melamminica degrada con i lavaggi e con l’uso e il rilascio di melammina e formaldeide non si interrompe mai. I piatti e le stoviglie di resina melamminica, non vanno mai usati in microoonde o con alimenti acidi. Esistono oggi anche formulazioni che usano bamboo, come sostanza “naturale”, legata però con resina melamminica, e che presentano gli stessi rischi dei piatti di melammina, nonostante la dichiarazione di ecosostenibilità.

 
##### CARTE E CARTONE

 La legge italiana impone che i materiali e gli oggetti in carta e cartone destinati al contatto con alimenti (non secchi) debbano essere realizzati esclusivamente con cellulosa vergine. Questo per evitare la migrazione negli alimenti di sostanze tossiche quali piombo, ftalati,presenti soprattutto negli inchiostri delle carte destinate al riciclo (carte da fax, carte copiative ed etichette)

 Carta e cartoni trattati per fast food: gli imballaggi di carta e cartone destinati al trasporto di alimenti nel campo della ristorazione veloce (cartoni da asporto per pizza, carta per sandwich, vaschette per patatine fritte o bocconcini di pollo) se vengono a contatto con alimenti umidi e ricchi di grassi, possono rilasciare sostanze chimiche presenti nell’imballaggio; pertanto è particolarmente importante che siano realizzati con cellulosa vergine. Se sono stampati, possono migrare residui di stampa, o in particolare PFAS ,se sono state impregnate per essere antigrasso o antiumido.

 Le scatole per pizza, in cartone ondulato in genere stampato, in Italia non possono essere di carta riciclata.

 Non tutte possono essere riscaldate in forno perché ad alte temperature è facilitato il rilascio di sostanze eventualmente presenti (es. stampa, collanti ecc).

 Carta da cucina: alcune si possono usare solo per asciugare, altre sono destinate anche al contatto con alimenti (es. fritti, o cibi da scaldare in microonde). I rotoli per asciugare contengono resine reticolate che servono ad aumentare la resistenza ad umido e additivi che migliorano l’assorbenza; In realtà non è detto che siano adatte al contatto con gli alimenti; potrebbero essere prodotte a partire da materiale riciclato e per questo va sempre controllato in etichetta quale sia l’uso più appropriato.

 
##### ALLUMINIO

 LA cessione è favorita dal tempo di permanenza dei cibi, da cibi acidi o salati, ed è maggiore per i liquidi che per i solidi. Anche i condimenti di quelli di tipo acido, come il succo di limone, aumentano i livelli di migrazione.10 Esiste secondo l’EFSA una Tolerable weekly intake (TWI) di 1 mg/kg p.c. Esiste un notevole incremento di alluminio negli alimenti liquidi , in particolare nei brodi cucinati in pentole di alluminio , per cui preparando le minestre per i bambini con questo materiale si rischia di superare la TWI, mentre non è stato dimostrato il superamento di tale soglia se si usa la bobina di alluminio per incartare i panini.

 
##### ACCIAIO INOX

 L’acciaio inossidabile (o acciaio inox) è una lega ferro-carbonio che può contenere, in percentuali variabili, altri elementi come Ni, Cr, Mo, As, Cd, Pb, Sn, Mn, Cu, Zn, Al, S e Si, che gli conferiscono una maggiore resistenza alla corrosione. I metalli presenti nella lega possono migrare negli alimenti e per alcuni di essi che sono presenti in maggior quantità nella lega (Nichel, Cromo e Manganese) esistono limiti di migrazione. Non ci sono rischi evidenti per materiali di buona qualità. È buona prassi eliminare quelli con difetti visibili come puntini color ruggine sui coltelli, graffi a vista. Per chi è sensibile al nichel potrebbe essere un problema l’ingestione di cibi contaminati con questo metallo, infatti, sono state descritte l’insorgenza o l’esacerbazione di reazioni cutanee allergiche per ingestione di metalli che provocano allergie. Il nichel potrebbe causare l’esacerbazione dell’eczema delle mani in pazienti sensibilizzati.11 La classificazione italiana (UNI EN 10088 = Ente Italiano Normazione) e quella USA (AISI = American Iron and Steel Institute) classificano quasi un centinaio di acciai inossidabili diversi, ma il più comune è l’acciaio X5CrNi1810, noto in Italia come “acciaio inox 18-10, che viene utilizzato per la fabbricazione di pentole, utensili e per contenitori “a rendere” di soft drink, birre e vino (kegs). Il limite di migrazione specifica (SML) per l’acciaio inossidabile, sia per il Cr (III) che per il Ni e per il Manganese è di 0,1 mg/kg.

 
##### CERAMICHE

 Sono composte da silicati (argilla o caolino). Vengono cotte a temperatura di fornace, decorate e rivestite. Nella fabbricazione di ceramiche decorate talvolta vengono usati prodotti contenenti piombo per la smaltatura o la vetrificazione o pigmenti, contenenti cadmio per la colorazione. Se la fase finale di cottura non viene realizzata correttamente, gli oggetti possono degradare e cedere i metalli agli alimenti. Esiste, quindi, un rischio per cessione di piombo e cadmio contenuti nelle vernici decorative; la cessione è favorita da temperatura, cibi acidi o salati, è maggiore per liquidi che per i solidi. Vanno eliminate (o adibite ad usi diversi) le ceramiche rovinate (sbrecciate o con crepe visibili).

 
##### **VETRO**

 Il vetro è il materiale più sicuro per conservare e cucinare gli alimenti. Un consiglio è quello della sostituzione del coperchio dei barattoli adatti alla sterilizzazione, dopo ogni procedura, perché la guarnizione interna è plastificata e deve essere considerata monouso [vedere quanto detto in precedenza a proposito dell’olio di soia epossidato (ESBO)]. Per garantire l’idoneità al contatto alimentare del vetro, vengono effettuate prove di migrazione globale.

 
##### PENTOLE ANTIADERENTI

 Possono cedere molecole dello strato superficiale se mal costruite o rovinate o se esposte a temperature troppo elevate. Maggiori pericoli di cessione di materiale o di sostanze se la padella viene preriscaldata da vuota a 260° C (es. una padella con fondo leggero riscaldata alla massima potenza per 3/4 minuti). A temperature di 350°C il rivestimento delle pentole può decomporsi in modo più significativo per il surriscaldamento del materiale metallico di supporto. Pertanto, è buona prassi non pre-riscaldare la padella o la pentola antiaderente vuota, non usare temperature troppo elevate, scegliere una padella antiaderente più pesante, perché le padelle leggere si riscaldano più velocemente, e arrivano alle temperature limite più facilmente.

 
##### MATERIALI BIO

 Non sempre sono i più sicuri. Oltre ai piatti di bamboo legati con resine melamminiche prima descritti, un esempio che merita attenzione riguarda piatti e tazze definiti “eco” perché a base di cellulosa, ma in realtà trattati con materiali impregnanti a base di fluoro polimeri (es. piatti di carta con impregnante impermeabilizzante).

 
##### CONCLUSIONI

 Per concludere quindi si ricorda che l’esposizione a livelli “rischiosi” va prevenuta e che è bene fare molta attenzione a cosa si acquista, verificando che il prodotto sia idoneo al contatto con alimenti, che vi siano le indicazioni minime previste dalla legge e la destinazione d’uso. Occorre scegliere il materiale o l’oggetto in funzione delle reali esigenze e del tipo di alimento con cui deve entrare in contatto.

 Alcuni prodotti, seppur simili, sono stati progettati e destinati ad usi completamente diversi (ad esempio, il secchiello in plastica per l’industria alimentare). In generale, un contenitore plastico o di altro materiale, senza il simbolo “bicchiere forchetta” ,o senza un uso inequivocabile e le diciture previste in etichetta, non è idoneo ad essere messo in contatto con gli alimenti.

 La disattenzione, inoltre, può creare alcuni problemi; ad esempio, l’utilizzo di una carta per contatto diretto, simile, come grafica, ma con caratteristiche diverse a quella per l’imballo (che avvolge la confezione), se messa a contatto con l’alimento, soprattutto se umido (pesce, formaggio), cede l’inchiostro utilizzato per la grafica. Quindi concentrazione, attenzione e lettura completa delle etichette per salvaguardare la salute della nostra famiglia e in particolare dei nostri piccoli, sicuramente i più esposti a questa forma di inquinamento occulto.

 
##### DECALOGO DEI MOCA

 
1. Leggere con attenzione le etichette degli utensili e dei materiali per la cucina prima di acquistarli
2. Verificare la presenza del simbolo forchetta/bicchiere che ne attesta l’idoneità ad entrare in contatto con i cibi
3. Attenersi alle indicazioni del produttore per l’utilizzo e per la manutenzione
4. Non riscaldare i cibi nei contenitori di cartone della pizza
5. Non cucinare o riscaldare gli alimenti al microonde in contenitori di plastica non specificamente destinata allo scopo
6. Non usare piatti di melamina specialmente per alimenti caldi o nel forno a microonde, o quelli di ceramica molto colorata che potrebbero cedere metalli dai loro pigmenti
7. Non avvolgere o conservare i cibi nella carta adatta solo per asciugare
8. Eliminare o non usare gli utensili danneggiati perché potrebbero non essere più idonei al contatto con cibo/ bevande, come ad esempio: ceramica usurata, pentole e padelle con rivestimento antiaderente usurato
9. Evitare che i cibi caldi entrino in contatto con le pellicole di plastica, se non specificamente destinate a tale uso
10. Per cucinare o conservare i cibi preferire il vetro o l’acciaio inossidabile, ma comunque sempre contenitori, pentole e utensili di buona qualità, acquistati da venditori tracciabili

  

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## STRESS OSSIDATIVO – LE SOSTANZE ANTIOSSIDANTI CONTENUTEIN VEGETALI E FRUTTA SONO UNA RISORSA PER LA NOSTRA SALUTE 

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##### **STRESS OSSIDATIVO**

 Le sostanze antiossidanti contenute in vegetali e frutta sono una risorsa per la nostra salute

 
##### INTRODUZIONE

 Forse non è conoscenza comune, ma molte delle nostre malattie dipendono da una condizione che si chiama “stress ossidativo”. Questo tipo di stress si sviluppa quando abbiamo una malattia infettiva, se mangiamo in maniera disordinata o beviamo alcol o di frequente bevande zuccherate, se fumiamo o anche se viviamo in ambienti fortemente inquinati. Lo stress ossidativo sia se dura brevemente ma soprattutto se dura più a lungo può causare uno stato di infiammazione che danneggia le strutture del nostro corpo: cellule, tessuti (muscolo, pelle, etc.), organi (fegato, cuore, cervello). Per fortuna è possibile contrastare lo stress ossidativo sia con i sistemi di difesa normalmente presenti nel nostro organismo sia intervenendo sulle nostre abitudini di vita, e sugli stili alimentari.

 Di seguito parleremo dello stress ossidativo e delle sue cause, dei problemi di salute collegati e di come sia possibile contrastare i fattori che causano stress ossidativo modificando anche in maniera semplice i nostri stili di vita.

 
##### COS’È LO STRESS OSSIDATIVO?

 Le nostre cellule normalmente producono delle molecole tossiche chiamate radicali liberi dell’ossigeno (ROS); per poter mantenere un suo equilibrio interno (omeostasi) la cellula, fortunatamente, possiede dei sistemi che contrastano i radicali liberi e che vengono chiamati antiossidanti, piccole molecole che hanno la capacità di annullare l’effetto tossico dei ROS sulle cellule.

 I ROS più conosciuti sono l’anione superossido O2-, il perossido d’idrogeno H2O2 e il radicale idrossile (OH˙). (Fig. 1)

 ![](https://www.fimp.pro/images/art-img-15-300x220.jpg)

 Quando la produzione di ROS è particolarmente elevata o i sistemi di difesa non sono in grado di contrastarli in maniera adeguata si crea uno stato definito di stress ossidativo.

 Il disequilibrio può essere dato sia dall’aumento del livello dei ROS al di sopra dei livelli normali che dalla diminuzione delle difese antiossidanti della cellula. In questo caso i ROS possono reagire con le molecole che si trovano nella cellula, causando un danno esteso a tutta la cellula. Questo danno si può amplificare fino ad interessare tessuti e organi del nostro corpo, promuovendo l’invecchiamento precoce e favorendo lo sviluppo di malattie e anche tumori.

 
##### QUALI SONO LE CAUSE DELLO STRESS OSSIDATIVO?

 
- Il fumo di tabacco, anche quello passivo (cioè inalato perché altre persone fumano), è una delle cause che fa aumentare la probabilità di patologie a carico dei polmoni ma agisce negativamente anche a livello della pelle, facendola invecchiare precocemente, e di altri
- Il consumo di alcol che aumenta lo stress ossidativo, in modo particolare a livello epatico ed è una delle cause di steatosi epatica (fegato grasso).
- I disordini dell’alimentazione: errori dietetici ed un eccessivo introito di calorie, in particolare attraverso alcuni cibi (carni rosse, cibi affumicati, insaccati, cibi in scatola, ).

 ![](https://www.fimp.pro/images/art-img-16-300x230.jpg)![](https://www.fimp.pro/images/art-img-17-300x230.jpg)

 
- Le situazioni di stress prolungato: lo stress di per sé costituisce una reazione importante dell’organismo nelle situazioni di pericolo, sia fisico che psicologico, ma se tale condizione è prolungata nel tempo può produrre effetti negativi sull’organismo. Lo stress è molto comune nella vita delle persone nei paesi industrializzati ed i bambini di oggi non fanno eccezione.
- Le malattie: infettive, metaboliche e
- L’inquinamento ambientale, che colpisce tutte le fasce di età, ma soprattutto quelle più vulnerabili, bambini e anziani, e che comprende radiazioni, campi elettromagnetici, esposizione a metalli pesanti, polveri sottili, interferenti endocrini, inquinanti alimentari, dell’acqua e dell’aria.

 Le sostanze inquinanti generano infiammazione e stress ossidativo e a sua volta lo stress accentua l’infiammazione. Si instaura cioè un circolo vizioso, il cui risultato finale è un meccanismo cronico che ha gravi conseguenze per la salute di tutti ed in particolare dei bambini. I piccoli infatti hanno sistemi di detossificazione ancora immaturi e motivi fisiologici (camminare a quattro zampe, giocare per terra,mettere mani e oggetti in bocca) favoriscono il contatto e l’assorbimento degli inquinanti presenti nella polvere e nella sporcizia.

 
##### QUALI MALATTIE CAUSA LO STRESS OSSIDATIVO?

 Moltissime patologie cosiddette non trasmissibili (cioè quelle che non si contagiano da una persona all’altra) sono correlate allo stress ossidativo. Ad esempio obesità, ipertensione, patologie cardiovascolari, neurodegenerative, oculari, della pelle e neoplastiche. Nelle donne in gravidanza può aumentare la probabilità di parti pre-termine, nascita di bambini di basso peso e di problemi di sviluppo cognitivo nel bambino. Nel bambino è certo l’aumento di patologie respiratorie (bronchiti, asma e allergie) ed è probabile l’aumento dei disturbi da deficit di attenzione e dello spettro autistico.

 
##### COME POSSIAMO CONTRASTARE LO STRESS OSSIDATIVO?

 Il modo migliore per contrastare lo stress ossidativo è condurre una vita sana ed equilibrata. Alcune scelte di vita personali possono aiutarci molto a limitare i danni, tra queste:

 
- Fare esercizio fisico regolare: nel caso dei bambini si consiglia l’attività di gioco libero all’aperto, scegliendo aree con molti alberi e evitando il gioco in zone ad elevato traffico Meglio evitare attività sedentarie, come per esempio guardare a lungo programmi televisivi, giocare con apparecchi elettronici come computer, tablet, cellulari, video giochi. Per gli adulti una mezz’ora di camminata al giorno è sufficiente; occorre tenere conto che sforzi fisici intensi anche a livello di sport amatoriale possono al contrario causare stress ossidativo.
- Seguire abitudini che riducano il rischio di situazioni di stress:

 i bambini dovrebbero avere ritmi di vita e impegni adeguati alla loro età, alla loro forza fisica e alle energie psicologiche e mentali. È buona regola: farli dormire un numero di ore adeguate (11-14 ore a 2 anni; 10-13 a 3-5 anni; 9-11 a 6-13 anni); non impegnarli troppo dopo l’orario scolastico in altre attività organizzate, come seguire 3-4 corsi di diverso tipo (sport, musica, danza, arte, etc.).

 
- Avere un’alimentazione sana ed equilibrata: si sa con certezza che un’alimentazione sana ed equilibrata abbassa il rischio di sviluppare molte malattie come l’obesità e il diabete di tipo 2 (sempre più frequenti anche nei bambini), le malattie cardiovascolari e quelle neurodegenerative in età La dieta ideale dovrebbe contenere

 cibi ricchi di acidi grassi insaturi (come i legumi, le noci e la frutta secca in genere, il pesce, i semi) e di fibre come i cereali integrali, i vegetali e la frutta. Il rischio di malattie croniche “aumenta” se si mangiano troppi grassi saturi (quelli di origine animale, in particolare la carne rossa, gli insaccati), ma anche cibi fritti e pre-confezionati con emulsionanti, conservanti, grassi idrogenati (es. margarina, dadi da brodo, alimenti da fast food, snack dolci, pasta sfoglia pronta), etc. Tra le diete da seguire, quella mediterranea è considerata la migliore per la prevenzione di numerose malattie (es. obesità, diabete tipo 2, malattie cardiovascolari), in quanto è ricca di molecole anti-ossidanti e anti-infiammatorie e contrasta lo stress ossidativo.

 
##### PERCHÈ LA DIETA MEDITERRANEA È COSÌ SALUTARE?

 Per comprendere meglio le qualità salutari della dieta mediterranea e con che frequenza si devono mangiare gli alimenti che la compongono si usa una immagine a forma di piramide, come la piramide alimentare mediterranea. Questa non è un semplice elenco di alimenti ma descrive uno stile di vita. In pratica, è una guida sintetica ad immagini che prende in considerazione non solo i cibi ma anche altri fattori che apportano salute: stagionalità dei prodotti, prodotti freschi e piatti tipici locali, consumo settimanale e giornaliero dei vari alimenti, ed inoltre, attività fisica e convivialità.

 I cibi sistemati più in basso nella piramide sono quelli che dobbiamo mangiare più spesso. Alla base ci sono verdure, frutta e cereali (preferibilmente integrali): di questi dobbiamo mangiare più porzioni distribuite fra i vari pasti principali.

 Salendo, troviamo il latte e i derivati a basso contenuto di grassi (come lo yogurt). L’olio extravergine di oliva da consumare a crudo senza esagerare (massimo 2-3 cucchiai al giorno), assieme ad aglio, cipolla, spezie ed erbe aromatiche, che possono essere utilizzate per condire in stile mediterraneo e ridurre il consumo di sale. Altri grassi buoni oltre a quelli dell’olio ci vengono forniti dalla frutta a guscio e dalle olive.

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 Verso il vertice della piramide alimentare, ci sono gli alimenti da consumare non ogni giorno, ma settimanalmente: sono quelli che forniscono prevalentemente proteine, tra i quali dovremmo favorire il pesce e i legumi.

 Al vertice della piramide ci sono infine gli alimenti da consumare con moderazione: le carni rosse e o processate (affettati, salumi ecc..) ed infine i dolci, che vanno consumati il meno possibile1.

  

 
##### VERDURA E FRUTTA: PERCHÉ NE DOBBIAMO MANGIARE SPESSO?

 Perché ci proteggono dallo stress ossidativo. I vegetali e la frutta contengono naturalmente numerose sostanze naturali come i polifenoli, i flavonoidi, i carotenoidi, gli allilsolfuri, che non si trovano negli alimenti di origine animale (come carne, pesce, latte, uova) e che svolgono molte azioni benefiche nel corpo umano. Le loro azioni principali sono quella antiossidante, cioè la capacità di bloccare e inattivare i radicali liberi anche a bassissime concentrazioni, e antinfiammatoria. Per questo sono utili per contrastare lo stress ossidativo. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che i polifenoli sono capaci di proteggere il nostro organismo e di difenderci dallo sviluppo di malattie cardiovascolari, dall’invecchiamento precoce, e riducono il rischio di patologie importanti, come alcune forme di tumore.

 Per saperne di più nella tabella 1 si trovano alcune sostanze antiossidanti naturali e gli alimenti che le contengono.

 
##### QUANTA FRUTTA E VERDURE DOVREMMO MANGIARE PER STAR BENE?

 Le linee guida per una corretta alimentazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandano di consumare ogni giorno almeno 5 porzioni di frutta e verdura di 5 colori diversi, pari a circa 400 grammi, sempre di stagione. In pratica si dovrebbe mangiare, distribuiti nei vari pasti della giornata: almeno un frutto intero (come mela, pera, arancia, caco, kiwi); 2-3 piccoli (mandarini, clementine, albicocche, susine); un piatto di insalata mista (a foglia verde, carote, finocchi, radicchio, etc.); mezzo piatto di verdure cotte (cavolo bianco, broccolo, cavolo romano, radicchio rosso, melanzane zucchine, spinaci, biete, etc.); una coppetta di macedonia e un bicchiere di spremuta fresca o di centrifugato di frutta2.

 
##### COME POSSIAMO PRESERVARE LE SOSTANZE ANTIOSSIDANTI CONTENUTE IN VEGETALI E FRUTTA?

 Per fare questo dobbiamo seguire alcuni semplici comportamenti in fase di acquisto, conservazione e cottura dei cibi.

 
##### – ACQUISTIAMO CIBI DI STAGIONE E POSSIBILMENTE BIOLOGICI

 Tutti i prodotti della natura hanno un loro tempo naturale di sviluppo e maturazione, se li mangiamo rispettando i loro tempi naturali di crescita e maturazione saranno più ricchi di polifenoli, flavonoidi, altre sostanze naturali e nutrienti. Questo vuol dire che dovremmo mangiare abitualmente solo cibi di stagione; per conoscere quale sia la stagione in cui consumare preferibilmente la frutta e la verdura si può consultare il calendario del SIAN (Servizio Igiene Alimenti Nutrizione) della Ausl 9 Scaligera3 o altri calendari disponibili sul web he descrivono diverse realtà regionali. Per fare un esempio, le melanzane dovremmo mangiarle solo da luglio a ottobre, negli altri mesi si possono mangiare altre verdure di stagione o comprare melanzane surgelate. Siccome il contenuto di sostanze antiossidanti si riduce man mano che le verdure stanno sui banchi del supermercato o nel frigorifero di casa, la cosa migliore sarebbe acquistare e consumare soprattutto verdure prodotte localmente (preferibilmente, non da un contadino che ha i campi vicino a una fabbrica o a un’autostrada o che utilizza molti pesticidi), meglio ancora se si tratta di varietà locali coltivate con metodo biologico. Ci sono studi importanti che dimostrano che i vegetali e la frutta biologica hanno un contenuto maggiore in sostanze antiossidanti, minore presenza di pesticidi (4 volte in meno rispetto al cibo coltivato a livello intensivo) e di sostanze tossiche come il cadmio4.

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##### –  ATTENZIONE ALLA CONSERVAZIONE DEI CIBI

 Per evitare di tenere verdura e frutta troppo a lungo nel frigorifero di casa bisognerebbe fare la spesa almeno due volte la settimana. Se non se ne ha il tempo, si può cucinare subito una parte delle verdure e poi metterle nel surgelatore, per consumarle nella seconda parte della settimana. Oppure fare la spesa di verdure fresche solo per 3-4 giorni e nella seconda parte della settimana utilizzare verdure surgelate (da cuocere, non già cucinate con sughi, impanature…). Per portare a casa e conservare bene le verdure surgelate bisogna rispettare la catena del freddo (mantenerle sempre alla corretta temperatura). Per questo, in caso di trasporti lunghi di prodotti surgelati (più di un’ora) o se fa caldo, bisogna usare una borsa termica (ev. con degli elementi raffreddanti), in modo da non interrompere la catena del freddo5.

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##### –  ALCUNI CONSIGLI PER LA COTTURA DEI CIBI

 Alcuni metodi di cottura permettono di mantenere una maggiore quantità delle sostanze antiossidanti contenute nei vegetali. Al termine della cottura, le verdure devono avere una consistenza soda; infatti man mano che diminuisce la consistenza (cioè le verdure diventano un po’ “molli”) si perdono sempre più sostanze preziose. Secondo numerosi studi scientifici, le verdure mantengono la massima quantità di sostanze antiossidanti (ma anche nutrienti) quando vengono cotte a vapore; questo perché i vegetali non entrano in contatto con l’acqua e le sostanze che contengono non possono disperdersi nell’acqua bollente di cottura. Per cuocere a vapore non occorrono accessori sofisticati, basta un semplice cestello di acciaio inossidabile che si adatta a tutte le pentole che abbiamo in casa e che costa al massimo 4-10 euro. In 5-10 minuti, a seconda del tipo di verdura, sono pronte per consumarle. Anche le verdure saltate in padella e quelle cotte al microonde mantengono un buon livello di sostanze nutritive e antiossidanti. Bollitura e frittura sono metodi meno consigliabili.

 
##### RIASSUMIAMO ALCUNE INDICAZIONI UTILI PER CONSERVARE I PRINCIPI NUTRITIVI E ANTIOSSIDANTI DI FRUTTA E VERDURA

 
- Mangiare vegetali e frutta di stagione variando la scelta; almeno 5 porzioni di frutta e verdura di 5 colori diversi, ogni giorno; se possibile mangiare cotto e crudo ad ogni pasto;
- Comprare verdura e frutta biologica, di produzione locale e di stagione; le varietà storiche locali sono da preferire;
- Fare la spesa almeno due volte alla settimana: in alternativa nella prima parte della settimana si possono mangiare verdure fresche, e nella seconda parte verdure surgelate;
- Mantenere le verdure fresche alla temperatura più fredda possibile senza inaridirle (attenti ai sistemi “no frost”), usare il cassetto delle verdure o proteggerle in contenitori;
- Cuocere le verdure preferibilmente a vapore, o saltandole velocemente in padella o al microonde, mantenendole ad una consistenza soda;
- Fare maturare la frutta a temperatura ambiente e poi refrigerarla; quando possibile (coltivazione biologica) non pelare la frutta, lavarla però accuratamente (senza usare disinfettanti).

 **Regole generali per contrastare il danno da stress ossidativo per** **tutte le fasce di età**

 
- Minimizzare le fonti interne di inquinanti (inquinamento indoor) dove per il maggior tempo si soggiorna. Ad esempio eliminare e/o limitare fumo del tabacco, candele, camini, stufe al cherosene o a pellet, piastre di cottura a gas e non aprire le finestre nelle ore di punta del traffico veicolare.
- Fare attività fisica ma attenzione a non farla in ambienti inquinati; infatti la dose di inquinanti che raggiunge gli organi target aumenta all’aumentare dell’attività La scelta degli orari e dei livelli di attività condiziona quindi in modo determinante il livello di esposizione; per i bambini preferire attività all’aria aperta.
- Non fumare ed eliminare o limitare il consumo di bevande alcoliche: questo vale per gli adulti e ancor più per gli adolescenti
- Seguire una alimentazione sana ricca di frutta e verdura soprattutto biologica, che può prevenire e o attenuare gli effetti dello stress ossidativo sulla
- La dieta ricca di frutta e verdura non può essere sostituita con gli integratori alimentari: infatti, non ci sono ancora certezze assolute sul fatto che l’assunzione regolare di essi possa essere efficace e sicura nel lungo termine; in proposito esistono ancora molti aspetti poco chiari e dibattuti.

 [STRESS OSSIDATIVO – LE SOSTANZE ANTIOSSIDANTI CONTENUTEIN VEGETALI E FRUTTA SONO UNA RISORSA PER LA NOSTRA SALUTE](https://www.fimp.pro/images/Ambiente2.pdf)

 
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## POSTER

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##### **NESSUN MATERIALE CHE SI USA PER CONTENERE, CUCINARE ****O PROTEGGERE I CIBI È TOTALMENTE INERTE**

 Proteggiamo i bambini dalle sostanze chimiche che possono migrare da materiali, oggetti e contenitori che entrano in contatto con gli alimenti

 I materiali o oggetti a contatto con gli alimenti (MOCA) possono essere: imballaggi/contenitori (buste, bottiglie, scatole, pellicole, sacchetti), utensili per casa e industria (cucchiai, pentole, frullatori a immersione), piani di lavoro casalinghi o industriali.

 Il **VETRO **è il materiale più sicuro per conservare e cucinare gli alimenti. Va cambiato il coperchio dei barattoli dopo ogni sterilizzazione.

 Nel caso **DELL’ACCIAIO INOX **non ci sono rischi per utensili di buona qualità mentre da quelli di scarsa qualità può migrare il nichel. Eliminare quelli con difetti visibili come puntini color ruggine sui coltelli, graffi a vista

 Il rilascio di molecole dal **CONTENITORE DI PLASTICA **al cibo è favorito dalla temperatura (cottura in microonde), dall’esposizione prolungata, da un’ampia superﬁcie di contatto. I biberon vanno eliminati quando sono danneggiati o sono stati utilizzati da altri in precedenza. I piatti in melamina non si possono usare nel microonde o con cibi caldi.

 Le **PENTOLE ANTIADERENTI **possono cedere molecole potenzialmente tossiche dallo strato superﬁciale se mal costruite o rovinate. Scegliere quelle a fondo robusto, non preriscaldarle a secco, non usare a temperature molto elevate, sostituirle appena si altera il rivestimento.

 Nei **CONTENITORI DI ALLUMINIO **la cessione è favorita dal tempo di permanenza dei cibi, da cibi acidi o salati ed è maggiore per i liquidi che per i solidi (non cuocere il brodo in recipienti di alluminio)

 Le **CERAMICHE **possono cedere ioni metallici dei componenti (decoro e pigmenti). La cessione è favorita da temperatura, cibi acidi o salati, è maggiore per liquidi che per i solidi. Vanno eliminati gli utensili rovinati (es. crepe visibili). Esiste il rischio per cessione di piombo e cadmio contenuti nelle vernici decorative.

 
##### **MOCA // A COSA PRESTARE ATTENZIONE PER LA SICUREZZA E LA SALUTE**

 
- Cercare la presenza del simbolo forchetta/bicchiere
- Attenersi alle indicazioni del produttore per l’utilizzo e la
- Importante leggere le etichette!
- Non scaldare i cibi nei contenitori di cartone della pizza, in quelli di plastica non adatta al microonde, non avvolgere i cibi in carta adatta solo per asciugare
- Eliminare o non usare più con i cibi gli oggetti danneggiati perché potrebbero non essere più idonei al contatto con cibo/bevande (es. ceramica usurata, pentole e padelle con rivestimento inaderente).

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